Autovelox: contestare la multa, quando e come fare ricorso

Francesco Giorgi
28 Febbraio 2022
autovelox_multa

Le motivazioni legittime che offrono agli utenti la possibilità di opporsi ad un verbale per eccesso di velocità ed impugnare la multa ci sono: è fondamentale osservare il minimo dettaglio.

Trends: Autovelox Multe

Le multe per eccesso di velocità sono tra quelle più frequenti, insieme al mancato allaccio della cintura di sicurezza ed all’uso del cellulare senza kit vivavoce mentre si guida. Ovviamente, nel caso del superamento dei limiti di velocità, non ci si riferisce di episodi clamorosi, quanto delle violazioni di minore entità al Codice della Strada: quelle cioè che “non fanno notizia”, e che sono la grande maggioranza dei casi. In effetti, è sufficiente distogliere, anche per un istante, la propria attenzione dal tachimetro, oppure dare un leggero colpo sull’acceleratore.

E se l’implacabile occhio elettronico (che da tempo è a raggi infrarossi) è in agguato, la fotografia viene scattata e non c’è più niente da fare: la multa arriva a casa. Ciò avviene anche se in quel momento si stava procedendo di pochissimo oltre il consentito: cioè oltrepassata la tolleranza di 5 km/h nei tratti di strada con limite fino a 100 km/h, e del 5% al di sopra di tale soglia. Oltre questi limiti, bastano anche 0,1 km in più, e si è in contravvenzione. In buona sostanza: la multa dovrà essere pagata.

Tolleranza Autovelox: limiti di velocità e margini

Meglio pensarci prima

Quanto osservato qui sopra costituisce una semplice constatazione: le norme del Codice della Strada ci sono, e vanno rispettate. Per la propria e soprattutto della sicurezza di tutti gli altri utenti, è obbligatorio attenersi a quanto previsto dal legislatore. In effetti, ciò fa bene anche al portafoglio, perché evita di dover pagare una multa che poteva benissimo essere evitata.

Anche perché l’Italia è piena di autovelox: ce ne sono più di 8.000, come dire il doppio rispetto ai 4.000 installati nel Regno Unito, i 3.800 presenti in Germania ed i 2.400 che si contano in Francia. Non si sa se la giungla di postazioni collocate nel nostro Paese (al primo posto in Europa per numero di autovelox) sia stata decisa dalle amministrazioni anche perché, in questo modo, sia più facile “fare cassa”: il fatto è che gli autovelox ci sono, ed è inoppugnabile. Meglio prestare la dovuta attenzione, e regolarsi di conseguenza.

Autovelox anche in città: arrivano nuovi dispositivi fissi

Si può peraltro fare affidamento agli strumenti informatici e multimediali, dotati di funzioni ad hoc effettivamente utili ad evitare una multa. Navigatori satellitari, Google Maps e Waze (e solamente per citare alcuni esempi), sono soluzioni valide per avvisare in tempo – ed in modo del tutto legale – il conducente dell’approssimarsi di un autovelox.

In altre parole: se ad esempio si circola in zone poco conosciute, è opportuno farci affidamento, perché le App dello smartphone o l’infotainment presente a bordo del veicolo controllano passo dopo passo tutti i segnali, e ci si può concentrare sulla guida. Va da se che il cellulare deve essere utilizzato secondo le prescrizioni del Codice della Strada, dunque senza l’uso delle mani. Vietato “cincischiare” con lo smartphone, perciò. Lo stesso vale per il sistema multimediale della vettura: non ci si deve distrarre.

Google Maps, è attiva la funzione che segnala gli autovelox

“No” agli stratagemmi “miracolosi” promessi dai soliti furbetti!

A chiunque può essere capitato di avere sentito che con qualche “trucchetto” sia possibile farsi beffe degli autovelox. Questa non è ovviamente la sede per elencarli tutti, anche perché sono tutte “pensate fai-da-te” di nessuna utilità. Anzi, una certezza ce l’hanno: quella di vedersi appioppato un procedimento penale se vengono alla luce durante un controllo da parte delle forze di polizia.

Tanto più che, come si accennava in apertura, le nuove generazioni di autovelox hanno soppiantato il “flash” a favore delle tecnologie di rilevamento a raggi infrarossi. Niente CD sul lunotto, per dire; e nemmeno la lacca per capelli spruzzata sulla targa, o “strane” pellicole rifrangenti: nulla di tutto questo è efficace, e per giunta è vietato.

Fare ricorso conviene sempre?

Il principio generale è ben chiaro: a contravvenzione corrisponde sanzione. Ci sono tuttavia dei casi nei quali è possibile “scagionarsi”, e fare ricorso con la ragionevole certezza che l’opposizione verrà accolta. È tutto perfettamente legittimo. Una semplice contestazione non è però sufficiente: occorrono dei dati oggettivi (fotografie o testimoni), e visto che ci si deve difendere è bene tenere a mente che più se ne raccolgono, meglio è.

Multe Autovelox, importo e tempi di notifica

Se il ricorso viene respinto, si dovrà poi pagare di più: l’importo della sanzione, maggiorato delle spese processuali (nel caso del Giudice di pace), o la multa in misura piena, cioè circa il doppio della contravvenzione, nel caso del Prefetto. Andiamo con ordine, tenendo presente che c’è sempre lo “sconto” del 30% se si paga la multa nei primi cinque giorni dalla data di notifica. È quindi opportuno far bene i propri calcoli, prima di decidere se sia il caso di agire: bisogna in effetti essere sicuri dell’effettiva convenienza economica sul presentare ricorso.

I dettagli sono essenziali

Che si scelga di fare ricorso oppure no, è innanzitutto importante inviare sempre all’organo accertatore una comunicazione che specifichi le generalità del conducente (nome, cognome, estremi della patente): questo eviterà di vedersi affibbiare una seconda multa, ben più “salata”.

Può essere, inoltre, che per vari motivi (ad esempio se in casa c’è solamente un veicolo e se ne servono tutti i componenti del nucleo familiare) non ci si ricordi chi, al momento dell’infrazione, fosse alla guida del veicolo: anche qui, occorre comunicarlo alla polizia, e dichiarare di non potere rispondere per giusta causa.

Per fare chiarezza sui casi in cui si può fare ricorso, è meglio… procedere all’indietro, analizzando prima di tutto quali sono le condizioni che rendono valida una contravvenzione per eccesso di velocità rilevata con l’autovelox, e poi determinando quali situazioni la rendono annullabile.

L’autovelox deve essere ben visibile…

Come per i segnali stradali, anche gli autovelox – e in generale tutte le apparecchiature che rilevano le infrazioni – devono essere ben visibili: ciò per far sì che tutti gli utenti possano individuarle facilmente; e, di conseguenza, anche a seconda dell’ampiezza della sede stradale, dell’orografia e delle velocità che sono consentite in un determinato tratto.

… Così come gli agenti…

Lo stesso vale per la postazione di Polizia, che deve essere visibile, e non “nascondersi” per non farsi vedere. Si tenga presente che tuttavia in questo caso non vale il dolo. In altre parole: non è consentito – per fare un esempio – che l’equipaggio si sia nascosto volutamente, per non farsi vedere dai conducenti, e l’apparecchio sia stato installato all’interno di un’auto in modo da risultare nascosto. Se tuttavia una siepe o degli alberi rendono sì poco visibile la pattuglia con l’autovelox ma il cartello di segnalazione è stato posizionato correttamente e con un ragionevole anticipo, la contravvenzione è valida.

… E il cartello che segnala l’autovelox

Il cartello che indica “Controllo elettronico della velocità” deve, come si diceva qui sopra, risultare ben visibile da chiunque sia in transito. La legge non dispone una distanza minima fra cartello e autovelox, tuttavia prescrive un limite massimo, che è 4 km.

Chiaramente, la distanza minima deve essere congrua, per evitare eventuali manovre improvvise, potenzialmente pericolose e che in ogni caso potrebbero causare intralcio alla circolazione. Per “visibilità” del cartello si intendono anche le sue condizioni: non è ammesso un segnale deturpato da atti vandalici o ricoperto dalla vegetazione, da altri segnali stradali o da cartelloni di pubblicità. La relativa manutenzione spetterebbe all’Amministrazione. Da qui, si deduce che un verbale di eccesso di velocità rilevato da un’apparecchiatura “invisibile” può essere annullato.

Fotografia chiara, e autovelox omologato

L’immagine scattata dall’autovelox registra non solamente (e non sempre) la targa del veicolo, che dal canto suo deve essere leggibile ad occhio nudo altrimenti la multa potrebbe essere annullata: occorre che sia stata registrata l’intera fase dell’infrazione. Per questo, è bene chiedere visione delle immagini. Se, per esempio, nella fotografia sono presenti due veicoli e con entrambe le targhe facilmente leggibili, la contravvenzione si considera nulla perché non è possibile stabilire quale dei due sia il veicolo che ha fatto scattare l’apparecchio.

Dal punto di vista tecnico, ogni apparecchio di rilevazione elettronica delle infrazioni deve essere omologato (questo avviene in concomitanza con il suo inizio operativo). Una volta all’anno – ogni 365 giorni – lo strumento deve essere controllato e sottoposto a nuova taratura (intervento a cura dell’azienda produttrice, se possiede una Certificazione di qualità ISO 9001/2000, oppure di un centro Accredia).

Il verbale, oltre ad essere redatto in originale (le fotocopie non valgono) deve contenere anche l’indicazione relativa all’omologazione dello strumento e gli estremi dell’avvenuta “revisione” periodica, cioè chi l’ha effettuata e quando. In mancanza anche di solamente uno di questi dati, l’autovelox non può costituire “prova”, quindi la multa può essere annullata.

Attenzione al verbale!

Se la contravvenzione è stata elevata in assenza di una pattuglia di Polizia, come ad esempio sulle strade extraurbane principali sulle arterie urbane a scorrimento, nel verbale deve esserci il decreto del Prefetto che autorizza la postazione fissa.

In città, invece, l’autovelox è ammesso solamente con la presenza di un organo di Polizia, per l’immediata contestazione.

Ricorso: come e quando presentarlo, e quanto costa

Se i presupposti ci sono, il ricorso è possibile. Tempi e modi sono differenti, a seconda se ci si rivolga al Giudice di pace o al Prefetto. Esaminiamo entrambi i casi.

Ricorso al Giudice di pace

  • Deve essere quello del luogo dove è avvenuta l’infrazione;
  • Si hanno trenta giorni di tempo, per fare ricorso, dalla data di notifica della contravvenzione;
  • La presentazione del ricorso va accompagnata dall’avvenuto pagamento del contributo unificato, che ammonta a 43 euro per gli importi fino a 1.100 euro, a 98 euro per gli importi superiori a 1.100 euro e fino a 5.200 euro, e 237 euro per gli importi superiori a 5.200 euro;
  • La procedura di ricorso può essere effettuata in prima persona, cioè senza l’assistenza di un avvocato (quindi anche con Raccomandata A/R da inviare alla Cancelleria del Giudice di pace): una volta inviati documentazione e pagamenti, si deve seguire l’iter informandosi sulla data della prima udienza, e poi attenersi alle fasi successive.

Se il ricorso al Giudice di pace viene respinto, la sanzione sarà confermata, e a carico dell’utente potrebbe esserci anche il pagamento delle spese processuali.

Ricorso al Prefetto

  • Va inviato a mezzo Raccomandata A/R entro sessanta giorni dalla notifica, all’organo di Polizia che ha redatto il verbale, oppure direttamente al Prefetto competente;
  • È gratuito.

Attenzione: gli esperti consigliano di tenere presente che le motivazioni del ricorso devono essere evidenti e non interpretabili.

Il ricorso è da considerare accolto se, entro 180 giorni dalla data di invio (in Polizia) oppure 210 giorni (al Prefetto) non si riceve alcuna risposta. Vale la regola del silenzio-assenso, perciò. Se invece il ricorso è stato respinto – e il Prefetto applica la multa in misura piena – ci sono trenta giorni per rivolgersi al Giudice di pace.

Autovelox: dove sono le postazioni fisse

Riportiamo, dal portale online della Polizia stradale, l’elenco delle postazioni fisse presenti nelle autostrade e nelle principali strade extraurbane.

Autovelox: postazioni autostradali

Piemonte

  • T4 Traforo del Frejus, all’interno della galleria in direzione Francia-Italia, in corrispondenza del Comune di Bardonecchia (Torino);
  • A55 Tangenziale Nord, al km 8,250 in direzione nord, all’altezza di Collegno (Torino);
  • A55 Tangenziale Sud, al km 15,680 in direzione sud, all’altezza di Nichelino (Torino).

Veneto

  • A4 Torino-Trieste, al km 423,850 in direzione ovest, all’altezza di Noventa di Piave (Venezia);
  • A4 Torino-Trieste, al km 417,900 in direzione ovest, all’altezza di Meolo (Venezia);
  • A4 Torino-Trieste, al km 406,950 in direzione est, all’altezza di Quarto d’Altino (Venezia);
  • A4 Torino-Trieste, al km 417,350 in direzione est, all’altezza di Meolo (Venezia).

Emilia Romagna

  • A15 Parma-La Spezia, al km 53,000 in direzione nord, all’altezza di Berceto (Parma).

Toscana

  • A1 Milano-Napoli, al km 305,500 in direzione nord, all’altezza di Bagno a Ripoli (Firenze);
  • A11 Firenze-Pisa Nord, al km 35,500 in direzione ovest, all’altezza di Serravalle Pistoiese (Pistoia);
  • A12 Livorno-Rosignano, al km 196,500 in direzione nord, all’altezza di Rosignano Marittimo (Livorno);
  • A12 Livorno-Rosignano, al km 200,500 in direzione sud, all’altezza di Rosignano Marittimo (Livorno).

Umbria

  • Raccordo Autostradale 6 Bettolle-Perugia, al km 57,050 in direzione est, all’altezza di Perugia.

Marche

  • A14 Bologna-Taranto, al km 154,060 in direzione sud, all’altezza di Pesaro;
  • A14 Bologna-Taranto, al km 254,340 in direzione nord, all’altezza di Potenza Picena (Macerata);
  • A14 Bologna-Taranto, al km 290,540 in direzione nord, all’altezza di Campofilone (Fermo);
  • Raccordo Autostradale 11 Ascoli-Mare, al km 3,800 in direzione est, all’altezza di Ascoli Piceno.

Campania

  • Raccordo Autostradale 2 Avellino-Salerno, al km 17,825 in direzione nord, all’altezza di Solofra (Avellino);
  • Raccordo Autostradale 2 Avellino-Salerno, al km 27,196 in direzione nord, all’altezza di Cesinali (Avellino);
  • Raccordo Autostradale 2 Avellino-Salerno, al km 17,015 in direzione sud, all’altezza di Montoro (Avellino);
  • Raccordo Autostradale 2 Avellino-Salerno, al km 24,368 in direzione sud, all’altezza di Serino (Avellino);
  • Raccordo Autostradale 9 di Benevento, al km 10,480 in direzione sud, all’altezza di Benevento;
  • Raccordo Autostradale 9 di Benevento, al km 11,020 in direzione nord, all’altezza di Benevento.

Puglia

  • A14 Bologna Taranto, al km 683,397 in direzione sud, all’altezza di Bitritto (Bari);
  • A14 Bologna-Taranto, al km 689,715 in direzione nord, all’altezza di Sannicandro di Bari (Bari).

Autovelox: postazioni sulla rete stradale ordinaria

Lombardia

  • SS336 dell’Aeroporto della Malpensa, al km 8,550 in direzione ovest all’altezza di Cardano al Campo (Varese);
  • SS336 dell’Aeroporto della Malpensa, al km 17,680 in direzione est, all’altezza di Lonate Pozzolo (Varese);
  • SS336 dell’Aeroporto della Malpensa, al km 32,700 in direzione ovest, all’altezza di Inveruno (Milano);
  • SS336 dell’Aeroporto della Malpensa, al km 33,700 in direzione est, all’altezza di Meseno (Milano).

Friuli-Venezia Giulia

  • SR463, al km 49,300 (Sx), all’altezza di San Vito al Tagliamento (Pordenone);
  • SR463, al km 50,225 (Dx), all’altezza di San Vito al Tagliamento (Pordenone);
  • SS464, al km 13,930 (Sx), all’altezza di Spilimbergo (Pordenone);
  • SS464, al km 14,837 (Dx), all’altezza di Spilimbergo (Pordenone);
  • SR251, al km 79,903 (Sx), all’altezza di Claut (Pordenone);
  • Sr251, al km 94,596 (Dx), all’altezza di Erto e Casso (Pordenone).

Umbria

  • SS3 Bis Terni-Ravenna (Strada Statale Tiberina Bis E45), al km 72,500 in direzione nord, all’altezza di Perugia;
  • SS3 Bis Terni-Ravenna (Strada Statale Tiberina Bis E45), al km 73,500 in direzione sud, all’altezza di Perugia;
  • SS3 Bis Terni-Ravenna (Strada Statale Tiberina Bis E45), al km 39,750 in direzione nord, all’altezza di Todi (Perugia);
  • SS3 Bis Terni-Ravenna (Strada Statale Tiberina Bis E45), al km 40,800 in direzione sud, all’altezza di Todi (Perugia);
  • SS675 Viterbo-Terni (Strada Statale Umbro-Laziale), al km 52,120 in direzione sud all’altezza di Narni (Terni).

Marche

  • SS73 Fano-Grosseto, al km 95,150 in direzione est, all’altezza di Colli al Metauro (Pesaro-Urbino);
  • SS73 Fano-Grosseto, al km 102,550 in direzione ovest, all’altezza di Cartoceto (Pesaro-Urbino);
  • SS76 della Val d’Esino, al km 64,000 in direzione ovest, all’altezza di Jesi (Ancona);
  • SS77 Foligno-Civitanova Marche, al km 88,600 in direzione est, all’altezza di Corridonia (Macerata);
  • SS16 Venezia-Otranto (Strada Statale Adriatica), al km 294,620 in direzione nord, all’altezza di Ancona.

Campania

  • SS268 del Vesuvio, al km 11,500 in direzione sud, all’altezza di Nola (Napoli);
  • SS268 del Vesuvio, al km 4,190 in direzione nord, all’altezza di Sant’Anastasia (Napoli);
  • SS7 Appia, al km 253,120 in direzione ovest, all’altezza di Ceppaloni (Benevento);
  • SS87 Sannitica, al km 81,700 in direzione nord, all’altezza di Torrecuso (Benevento);
  • SS372 Telesina, al km 57,860 in direzione nord, all’altezza di Torrecuso (Benevento);
  • SS372 Telesina, al km 47,000 in direzione sud, all’altezza di Solopaca (Benevento).

Puglia

  • SS16 Venezia-Otranto (Strada Statale Adriatica), al km 609,000 in direzione nord, all’altezza di Chieuti (Foggia).

Basilicata

  • SS658 Potenza-Melfi, al km 2,600 in direzione nord, all’altezza di Potenza.

Calabria

  • SS106 Reggio Calabria-Taranto (Strada Statale Jonica), al km 240,900 nelle due direzioni nord e sud, all’altezza di Crotone.

A questo link è disponibile l’elenco dei tutor presenti sulla rete autostradale nazionale.

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