Rottamazione: documenti, costi, incentivi

Argomento di grande attualità (proprio perché legato ai nuovi Ecobonus): ecco le procedure da seguire per la demolizione e la radiazione di un veicolo, quanto costa e quali documentazioni presentare.

Prima o poi, tocca a tutti. Chiunque sia in possesso di un veicolo, presto o tardi dovrà affrontare il problema della rottamazione che è, quindi, un passaggio obbligato (e, secondo politiche ad hoc rivolte allo svecchiamento del parco circolante, sempre più “incentivato”). Tanto vale, perciò, affrontare questa fase della propria vita di automobilisti (o motociclisti o ancora autotrasportatori) cosci della corretta procedura da seguire.

In questa guida ci occupiamo di come provvedere alla rottamazione, a norma di legge, di un veicolo: il che equivale a dire come cancellarlo dal PRA e poterlo considerare definitivamente “estinto”.

Cosa significa “rottamare”

Procedere alla demolizione di un veicolo consiste nel seguire la procedura che, materialmente, porta il mezzo di trasporto giunto a fine vita presso un centro autorizzato (autodemolizioni) oppure nella sua consegna ad una concessionaria in occasione dell’acquisto di un nuovo veicolo per ottenere incentivi, Ecobonus o sconti del venditore (di questo capitolo, particolarmente di attualità con i rifinanziamenti disposti dalla legge di Bilancio 2021, ci occupiamo in maniera dettagliata qui sotto). Ma andiamo con ordine.

>> Rottamazione auto: costo e documenti

Quali documenti occorrono

Per avviare la procedura di rottamazione di un veicolo, è necessario presentare quanto segue:

  • certificato di proprietà
  • carta di circolazione
  • targa anteriore e targa posteriore.

Se uno o più documenti siano andati smarriti o siano stati rubati, occorre allegare la denuncia di furto o smarrimento, oppure la dichiarazione sostitutiva di resa denuncia.

Rottamazione con affidamento del veicolo in concessionaria

È quanto avviene in occasione dell’acquisto di un nuovo veicolo: è sufficiente consegnare la vecchia vettura. Tuttavia, la concessionaria ha l’obbligo di rilasciare un certificato di rottamazione, portare il veicolo presso un autodemolitore e farsi carico di presentare, entro 30 giorni, richiesta al Pra di cessazione della circolazione per demolizione, da cui si determina la cancellazione della vettura dal Pubblico Registro Automobilistico.

Se la demolizione avviene senza che si acquisti un nuovo veicolo, bisogna provvedere personalmente presso un centro di autodemolizione. La procedura da seguire è la stessa.

Certificato di rottamazione

Al momento della consegna del veicolo da rottamare, il centro di demolizione o il concessionario devono consegnare un certificato di rottamazione al cliente. Si tratta di un passaggio essenziale in quanto con questo documento il proprietario viene sollevato da qualunque responsabilità (civile, amministrativa e penale). I dati contenuti nel certificato di rottamazione sono:

  • identità del proprietario del veicolo o di chi lo detiene (nome, cognome e indirizzo)
  • numero di protocollo (registrazione) e firma da parte del titolare legale dell’impresa che emette il certificato
  • indicazione dell’autorità che autorizza l’impresa
  • data e ora di rilascio del certificato e della presa in consegna del veicolo
  • dati del veicolo (marca e modello, targa, classe, numero di telaio)
  • indicazione di impegno alla richiesta della cancellazione del veicolo al PRA entro 30 giorni.

Anche rottamare un’auto costa: ecco quanto

Questo aspetto è da tenere sempre presente, in special modo se la demolizione di un veicolo non sia correlata all’acquisto di uno nuovo (in questo caso, a volte la demolizione, effettuata presso la concessionaria, può anche non costare nulla in quanto rientra fra le offerte destinate agli acquirenti di una nuova auto). Diversamente, se ci si reca presso un’impresa di autodemolizioni (centri di raccolta autorizzati dalla Regione per lo smaltimento dei rifiuti speciali, delle sostanze inquinanti e dei rottami, ai sensi del d.lgs. 22 del 5 febbraio 1997 in materia di rifiuti pericolosi), il costo della rottamazione è variabile.

In genere, se si provvede di persona, gli importi vanno da 70 euro a 150 euro, e tengono conto di alcune spese fisse:

  • 32 euro per l’imposta di bollo se si è in possesso del vecchio certificato di proprietà (oppure 48 euro se, non presentando il certificato di proprietà, si allega il modello NP3C)
  • 13,50 euro per emolumenti ACI.

A questi importi vanno eventualmente aggiunte ulteriori “voci”, come ad esempio quella relativa al trasporto del veicolo da rottamare presso il centro di autodemolizione con il carro attrezzi.

Una visura al Pra per verificare che non ci siano “legati”

È altrettanto importante, prima di mettere in atto la procedura di rottamazione, controllare che sul veicolo non gravi alcun procedimento “pendente”, cioè che non sussistano vincoli di natura giudiziaria (fermo amministrativo emesso da Agenzia delle Entrate, amministrazioni regionali, amministrazioni comunali, Inps) che di fatto “bloccano” il veicolo e ne rendono la demolizione “congelata” fino alla risoluzione del fermo che può essere estinto attraverso il pagamento di un tributo ad hoc. La visura viene effettuata al Pubblico Registro Automobilistico, anche online, e costa una decina di euro.

Attenzione alla scadenza del bollo

Per evitare il pagamento di una nuova tassa di proprietà, va da se che la demolizione del veicolo deve essere effettuata prima che il “bollo” scada; altrimenti ci si troverebbe a dover pagare la tassa anche per l’anno successivo. Se la radiazione avviene nel primo mese del periodo di imposta, il proprietario del veicolo rottamato non è tenuto a pagare il bollo per l’anno in questione. Ad esempio: se il bollo con validità di 12 mesi è scaduto a dicembre 2020 ed il veicolo è stato rottamato a gennaio 2021, non è necessario pagare il bollo anche per l’anno di imposta 2021. È in ogni caso opportuno controllare preventivamente se la propria Regione dia la possibilità di chiedere il rimborso per l’importo di bollo auto corrispondente ai mesi non goduti, come normalmente avviene per le assicurazioni RC Auto

I nuovi incentivi

In materia di rottamazione dei veicoli, la legge di Bilancio 2021 ha confermato gli incentivi per l’acquisto di nuove autovetture, che sono stati rifinanziati e presentano alcune sostanziali novità relativamente all’ammontare degli importi ed alla ridefinizione di alcune soglie di emissioni di CO2, nonché all’introduzione di un nuovo Bonus legato all’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente), anche se quest’ultimo non è cumulabile con altre forme di incentivo.

>> Incentivi auto: importi e categorie con la legge di Bilancio 2021

Chi intende acquistare un nuovo autoveicolo con rottamazione di quello in proprio possesso (a condizione che appartenga alla categoria M1, sia di classe di inquinamento inferiore ad Euro 5 e sia stato immatricolato entro il 1 gennaio 2011), può usufruire delle seguenti fasce di Ecobonus (in base ai rispettivi valori di emissioni di CO2) e sconti.

Acquisto di una nuova auto con emissioni fra 0 e 20 g/km

Vale per i veicoli con prezzo di listino fino a 50.000 euro (61.000 euro IVA compresa). Gli incentivi arrivano a 10.000 euro, così suddivisi:

  • 6.000 euro di Ecobonus
  • 2.000 euro messi a disposizione dalla legge di Bilancio 2021
  • 2.000 euro di sconto concessionaria.

Acquisto di una nuova auto con emissioni fra 21 e 60 g/km

Anche per questa fascia il veicolo da acquistare deve essere messo in vendita ad un prezzo di listino fino a 50.000 euro (61.000 euro con IVA). In questo caso, si possono ottenere 6.500 di sconto. Di seguito la suddivisione degli incentivi:

  • 2.500 euro di Ecobonus
  • 2.000 euro dalla legge di Bilancio 2021
  • 2.000 euro di sconto concessionaria.

Acquisto di una nuova auto con emissioni fra 61 e 135 g/km

Vale per le vetture Euro 6 con prezzo di listino fino a 40.000 euro (48.000 euro IVA compresa). L’ammontare dell’importo che è possibile riavere indietro è di 3.500 euro, così suddiviso:

  • 1.500 euro dalla legge di Bilancio 2021
  • 2.000 euro di sconto concessionaria.

Tenere d’occhio le scadenze

La timeline entro cui approfittare dell’Ecobonus rifinanziato dalla legge di Bilancio 2021 varia in funzione della fascia di emissioni:

  • 30 giugno 2021 per l’acquisto di una nuova vettura con emissioni di CO2 comprese fra 61 e 135 g/km
  • 31 dicembre 2021 per le vetture aventi emissioni di CO2 comprese fra 0 e 20 g/km e fra 21 e 60 g/km.

Le cifre stanziate dal Governo

Nel complesso, la nuova “Finanziaria” ha messo a disposizione 420 milioni di euro, a loro volta ripartiti per fasce di emissioni:

  • 120 milioni di euro per le vetture fino a 60 g/km di CO2
  • 250 milioni di euro per le vetture fra 61 e 135 g/km di CO2 (le auto Euro 6)
  • 50 milioni di euro per i veicoli commerciali leggeri (di cui 10 milioni per i veicoli commerciali ad alimentazione 100% elettrica).

Dove si controlla la disponibilità degli incentivi

Proprio per il fatto che le somme stanziate dal Governo vanno ad esaurimento, è opportuno tenere d’occhio i fondi residui per procedere all’acquisto in tutta consapevolezza. Per conoscere sempre in tempo reale la situazione dei fondi, è sufficiente visitare il portale Web ecobonus.mise.gov.it del Ministero dello Sviluppo Economico.

Bonus mobilità 2021

Parlando di rottamazione, un argomento ad essa correlato – sebbene rivolto ad altre “destinazioni d’uso” – riguarda il Bonus mobilità da 500 euro, introdotto nella primavera 2020 dal Decreto Rilancio e che stabiliva un incentivo per l’acquisto di biciclette (comprese quelle a pedalata assistita), nonché monopattini, hoverboard, segway e monocicli (in pratica i “veicoli” di mobilità personale ad alimentazione prevalentemente elettrica) o per attivare abbonamenti ai mezzi di trasporto pubblico o ai servizi di car sharing.

Di seguito i dettagli relativi agli importi del bonus mobilità.

  • 500 euro: con rottamazione di un autoveicolo fino alla classe Euro 3
  • 500 euro: con rottamazione di un motociclo fino alla classe Euro 2
  • 500 euro: con rottamazione di un motociclo a due tempi fino alla classe Euro 3.
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