Manutenzione auto fai da te: cosa non può mancare in garage

Senza definirci tutti “professionisti dell’autoriparazione”, ecco gli utensili indispensabili a mantenere in efficienza la propria auto, moto o bici.

Pur senza essere tecnici riparatori, meccanici, carrozzieri, elettrauto o, in linea generale, professionisti dell’autoriparazione, possiamo fare in fai da te molte operazioni che riguardano la manutenzione dell’auto. E’ giusto e sensato che gli interventi di ripristino di malfunzionamenti che si verificano nel veicolo vengano presi in consegna da chi è del mestiere, ma può essere utile imparare ad effetturare dei piccoli interventi di routine. Ecco dunque un “ripasso” sulle attrezzature indispensabili ai piccoli interventi di manutenzione al proprio veicolo: che sia auto, moto o bicicletta.

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Utensili per il fai-da-te: quelli più grandi

La panoramica sugli utensili indispensabili per le piccole operazioni di manutenzione del veicolo in garage inizia dalle attrezzature più voluminose, che non tutti possiedono e per le quali riteniamo siano opportune una rapida spiegazione ed una indicazione di massima relativa ai prezzi di acquisto (le informazioni sugli importi sono reperibili online attraverso i principali portali di e-commerce).

Compressore e accessori

Per verniciare “a spruzzo”, per pulire le parti del veicolo cui è difficile accedere con l’aspirapolvere; per tenere le gomme alla corretta pressione di gonfiaggio; ma anche collegarvi utensili pneumatici (avvitatori, smerigliatrici, levigatrici, trapani, sabbiatrici): chiunque abbia avuto occasione di cimentarsi almeno una volta con il bricolage conosce bene i molteplici vantaggi, ed il grande aiuto, che un compressore è in grado di assicurare all’utilizzatore. “Miracoli” dell’aria compressa. Ce ne sono di diversi tipi, e tutti potenzialmente validi: anche in questo caso, la scelta è funzionale all’impiego personale. Compressori elettrici e motocompressori (benzina o diesel: attenzione che quest’ultimo non va usato nei luoghi chiusi!), portatili – particolarmente leggero e in proporzione più economico rispetto ad altre tecnologie -, senza serbatoio (va bene per gonfiare le gomme e per verniciare ad aerografo, ad esempio), coassiale (quello più economico), lubrificato (“ad olio”, adatto per i lavori più impegnativi, ha il vantaggio di essere relativamente silenzioso tuttavia necessita di un po’ di manutenzione) e “oilless” (senza olio: costa meno del precedente), silenziato (“imprescindibile” se si lavora in casa oppure se i vicini hanno l’orecchio fino e mal tollerano i “pur nobili rumori del lavoro” che provengono dal garage).

  • Quanto costa: i prezzi sono decisamente vari, ed in funzione del tipo di compressore come della sua tecnologia o, se è presente, della capienza del serbatoio (24 litri sono sufficienti per i lavori di casa; almeno 50 litri per un modello da tenere in garage): se ne trovano da una novantina di euro fino a 200 euro.

Gli accessori del compressore

Un compressore “da solo” è un bell’oggetto, ma serve a poco e, alla lunga, se non corredato da attrezzi pronti all’uso diventa un orpello che inevitabilmente farà sorgere al proprietario la fatidica domanda “Ma chi me l’ha fatto fare”: una volta determinato il tipo più adatto, è bene selezionare una scelta di accessori.

  1. Pistola di gonfiaggio
  2. Pistola-avvitatore a pressione
  3. Lancia per schiume poliuretaniche
  4. Avvitatore pneumatico con set di bussole
  5. Pistola per il soffiaggio
  6. Kit pistola sabbiatrice
  7. Cricchetto pneumatico con set di bussole
  8. Mini ingrassatore
  9. Kit aerografo
  10. Smerigliatrice pneumatica.

Morsa da banco

Meglio che sia in ghisa e provvista di base girevole per ottenere la massima libertà di azione, e di ganasce sufficientemente profonde ed ampie, in modo da offrire adeguata resistenza al calore (nelle operazioni di saldatura) assicurare una maggiore forza di tenuta ai pezzi che vi vengono fissati: una morsa per lavori di meccanica, per di più, è utile anche – seppure con qualche accorgimento – ad effettuare lavori in legno.

  • Quanto costa: a seconda delle dimensioni, delle caratteristiche costruttive e degli interventi che consentono, la fascia di prezzo è quanto mai ampia. Se ne trovano da 40 euro come da 300 euro e oltre

Mola da banco

Chiamata anche smerigliatrice, è un utensile prezioso per le operazioni di taglio, molatura, sbavatura, affilatura. Viene costituita da un motore elettrico, normalmente fissato ad un banco alla cui estremità vengono agganciati due dischi rotanti in materiale abrasivo, o uno abrasivo e un altro a spazzola, per la pulizia o la lucidatura di parti cromate. È bene avere cura che sulla mola sia presente un parascintille trasparente: le scintille che vengono provocate da una mola possono essere pericolose. Alcuni modelli sono inoltre provvisti di lente di ingrandimento, utile per lavori di rifinitura su piccoli oggetti, e una luce che accesa contribuisce a far sì che durante il lavoro non vengano a crearsi fastidiose zone di ombra.

  • Quanto costa: molto dipende dall’utilizzo che si intende effettuare, un attrezzo da bricolage ha un costo inferiore rispetto ad uno professionale. Anche la capacità di lavoro delle mole e la precisione di intervento dell’utensile incidono sul costo finale, al pari della potenza, del peso fisico (per il fai-da-te può andare bene una mola da una decina di kg, per impieghi più intensivi, è consigliabile optare per modelli da almeno 500W e che pesano oltre 15 kg) e della marca. Se ne trovano da 50 euro fino a 300 euro e oltre.

Cric idraulico

Ecco un accessorio indispensabile per i piccoli interventi di manutenzione alla propria auto. Dire “a cosa serva” è ovvio: solleva il veicolo, in sicurezza (per caratteristiche di appoggio del “braccio” idraulico offre più protezione rispetto al normale cric in dotazione alla vettura, che è bene sia utilizzato esclusivamente per operazioni di emergenza, come la sostituzione di una ruota durante un viaggio). Alla base del suo funzionamento c’è un principio determinato da Blaise Pascal sull’equilibrio dei liquidi: “La pressione esercitata su un punto qualsiasi di un liquido incomprimibile viene trasmessa senza alcuna alterazione verso ogni altro suo punto e verso ogni direzione”. Sapevate che in officina avete… un pezzo di storia della meccanica dei fluidi? Bene: motivo in più per rendere onore al grande filosofo e fisico francese del 17. secolo, scegliendo un sollevatore idraulico degno di questo nome.

  • Quanto costa: mantenere sollevata la propria auto in sicurezza è importante, meglio non badare a spese. In ogni caso, non si tratta di somme da capogiro: da una quarantina di euro, e fino a 170-180 euro e oltre.

Taniche per carburanti e lubrificanti

Queste possono essere di due tipi:

  • in plastica
  • in metallo.

Le differenze sono per di più pratiche: le taniche in plastica – ci sono anche quelle, specifiche, per i lubrificanti usati – sono (ovviamente) più leggere, non presentano il rischio che la vernice possa, con il tempo, scrostarsi. Quelle in metallo, chiaramente più solide. Se è caldamente consigliabile tenere nel proprio garage le taniche per carburante vuote, bisogna fare attenzione al quantitativo di carburante che è lecito trasportare: l’ADR-Accordo europeo che disciplina il trasporto internazionale di merci pericolose via terra, in Italia recepito con la legge n. 1389 del 12 agosto 1962 e aggiornato nel 2015, dispone (cap. 1.1.3.3) un massimo di 60 litri: il trasporto del carburante “Per uso personale, domestico, ricreativo o sportivo”. Qualora l’automobilista superi la soglia di 60 litri trasportati nel proprio veicolo all’interno delle taniche (omologate), le forze di polizia possono, in caso di controllo, applicare una delle sanzioni previste dal citato art. 168 CdS, nel caso specifico una somma di 162 euro. Le taniche in plastica sono utili anche per gli olii esausti, dopo gli interventi di sostituzione periodica del lubrificante: è bene, a questo proposito, tenere a mente che il privato, una volta sostituito l’olio motore, del cambio o dei freni al proprio veicolo, deve conservarlo in un recipiente a tenuta stagna e conferirlo secondo quanto prescrive la legge, ovvero presso i centri di raccolta autorizzati (isole ecologiche). Non si può chiedere all’amico meccanico di “farci il favore”, in quanto le officine sono autorizzate unicamente allo smaltimento degli olii usati che provengono dalle rispettive attività.

  • Quanto costano: le taniche in plastica possono costare un po’ meno rispetto a quelle in metallo: online si trovano importi da pochi euro.

>> Taniche carburante: quanta benzina si può trasportare? Le regole

Chiave dinamometrica

Ogni vite, ogni bullone, ogni dado, perno, boccola, viene serrata secondo una ben determinata coppia, cioè una forza che non deve essere né troppo debole né eccessiva (pena l’effetto torcente che rischia di danneggiare la filettatura). Il controllo del giusto serraggio avviene attraverso la misurazione della relativa coppia, che nel sistema metrico decimale viene espressa in Newton Metri (Nm). Senza addentrarci nelle operazioni di meccanica che presuppongono una adeguata conoscenza delle parti del veicolo (ad esempio: lo smontaggio della testata), è bene tenere conto che, ad esempio, anche la sostituzione dell’olio motore va effettuata avendo a portata di mano una chiave dinamometrica: questo per non rischiare di danneggiare la filettatura del bullone della coppa e/o la guarnizione.

  • Quanto costa: la forbice di prezzi è ampia, online si trovano utensili da una trentina di euro fino a 180-190 euro.

Caricabatterie portatile e manutentore di carica

Particolarmente utile durante la stagione invernale o nel caso in cui (come è ad esempio avvenuto nelle lunghe settimane di inattività da emergenza sanitaria) si debba rinunciare ad utilizzare tutti i giorni la vettura (o la moto) per un certo periodo, il caricabatterie – ci occupiamo qui soltanto di quello portatile e del “booster” – può essere conservato tanto in garage quanto nel bagagliaio della vettura. Analogamente, il mantenitore di carica è funzionale alla conservazione del livello di carica della batteria, per questo non può essere utilizzato se si abbia bisogno di ricaricare l’accumulatore in caso di emergenza.

  • Quanto costa: per un manutentore di carica, i prezzi online oscillano fra i 30 ed i 40 euro. Per un caricabatterie, si metta in conto qualcosa in più.

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Gli utensili più “universali”

Di seguito, gli attrezzi “obbligatori” per una dotazione minima del garage.

  • Occhiali di protezione
  • Scarpe antinfortunistiche
  • Pinze (a pappagallo, a becchi stretti e a becchi larghi)
  • Cavalletti (almeno due) da fissare sotto la vettura per mantenerla sollevata
  • Cunei in legno o in plastica
  • Tronchese
  • Set di chiavi (dal “6” al “22”, ideali sono quelle con un lato “aperto” e uno “chiuso”)
  • Chiave a cricchetto con set di bussole
  • Set di chiavi a brugola
  • Chiave inglese
  • Chiave a rullino
  • Chiave per le candele
  • Spazzola in ottone per la pulizia degli elettrodi delle candele
  • Chiave a catena per il filtro dell’olio
  • Martelli (a testa metallica, a testa in plastica)
  • Trapano con set di punte per il ferro
  • Oliatore a mano
  • Imbuto in metallo
  • Seghetto per il ferro
  • Guanti di gomma
  • Guanti in lattice
  • Guanti da lavoro
  • Set di cacciaviti a croce e a taglio
  • Nastri isolanti (per elettricisti, in carta da carrozziere, “americano”)
  • Fascette in plastica e metalliche a vite
  • Panni in microfibra
  • Alcuni stracci
  • Prodotti detergenti, sgrassanti, lubrificanti (WD-40 e similari)
  • Pasta abrasiva
  • Lampade a Led di ispezione (a batteria e a filo)
  • Tappetini (utili per lavorare “a terra” o, in piedi, nel vano motore senza rischiare di sporcare i parafanghi dell’auto)
  • Tester
  • Saldatore a stagno

Dove conservare gli attrezzi

Utilissimi gli armadietti, metallici o in plastica; altrettanto utili gli scaffali. Per avere a portata di mano i principali utensili (chiavi, martelli, cacciaviti, brugole, manometro), è indispensabile provvedere all’installazione di un pannello “a muro”: se non si intenda – almeno non in una prima fase – dotarsi di un pannello portautensili metallico, va bene anche un pannello in legno nel quale piantare un numero adeguato di chiodi. Fissato al muro con quattro tasselli, svolgerà egregiamente il proprio compito.

E per le due ruote?

È chiaro che anche moto e biciclette hanno bisogno della giusta attenzione. Prima di prendere in considerazione i banchi-sollevatori per motocicli (ne parleremo più avanti), si può pianificare l’acquisto di un cavalletto per la manutenzione della bicicletta (siamo dell’avviso che questo accessorio, visto l’orientamento in alcune delle principali città italiane che per il futuro della circolazione urbana sembra privilegiare i mezzi a pedali, elettrici o a forza muscolare, acquisterà via via più importanza nei garage “amatoriali”). Per qualche decina di euro (40-50 euro) si trovano cavalletti a braccio regolabile che permettono una buona liberà di lavoro sulla bici, sopportano tranquillamente il peso di una e-bike e sono provvisti di vaschetta – con magnete per non disperdere viti e dadi – utile a conservare a portata di mano la minuteria e dotata di fori per riporvi cacciaviti, brugole e chiavi.

Acquistare l’attrezzatura all’usato

Una valida soluzione per attrezzarsi il proprio garage senza dover “pesantemente” mettere mano al portafoglio viene offerta dalle occasioni di seconda mano: anche in questo caso, come nella scelta degli utensili nuovi di fabbrica, la scelta nei portali online è pressoché infinita. Con un po’ di pazienza, chiunque avrà la possibilità di reperire gli attrezzi che più gli necessitano, e con il vantaggio di avere speso cifre inferiori. È tuttavia consigliabile diffidare da richieste di prezzo obiettivamente troppo basse, ed è bene verificare di persona lo stato d’uso degli attrezzi che si intende acquistare: le loro condizioni devono essere buone, e devono garantire possibilità di utilizzo senza problemi. Altrimenti, è meglio soprassedere e pianificare gli acquisti man mano che se ne abbia reale necessità.

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