Ferrari apre ai biofuel: i motori sono già pronti, parola di Vigna
La Ferrari continua a guardare al futuro senza rinunciare ai suoi iconici motori termici. Durante la presentazione dei risultati del secondo trimestre 2026, l’amministratore delegato Benedetto Vigna ha lanciato un messaggio destinato ad alimentare il dibattito sul futuro della mobilità ad alte prestazioni: i biofuel, ovvero i carburanti sostenibili appartenenti alla categoria dei carbon neutral fuels, rappresentano una strada concreta per mantenere in vita i propulsori a combustione.
Secondo Vigna, la Casa di Maranello ha già effettuato diverse prove utilizzando differenti tipologie di biocarburanti e l’esito è stato positivo. “Ne abbiamo già provato diverse tipologie e il motore va benissimo. Non cambia nulla”, ha spiegato il manager, sottolineando come questi carburanti possano rappresentare un’alternativa credibile per ridurre l’impatto ambientale senza stravolgere il DNA tecnico delle Ferrari.
L’apertura ai biofuel arriva in un momento in cui l’industria automobilistica sta valutando diverse soluzioni per raggiungere la neutralità climatica. Ferrari, che ha già avviato il proprio percorso verso l’elettrificazione con modelli ibridi e prepara il debutto della sua prima elettrica, conferma così di voler mantenere aperte più strade tecnologiche.
Ferrari promuove i biofuel: i test hanno dato risultati positivi
Le dichiarazioni di Benedetto Vigna rappresentano uno dei segnali più chiari arrivati finora da Maranello sul ruolo che i biofuel potrebbero avere nel futuro del marchio.
L’amministratore delegato ha spiegato che Ferrari considera questi carburanti parte della categoria dei combustibili a emissioni neutre di carbonio e che i test interni hanno dimostrato la piena compatibilità con gli attuali motori.
Un aspetto particolarmente interessante riguarda proprio il funzionamento dei propulsori. Secondo quanto dichiarato da Vigna, durante le prove non sono emerse criticità né è stato necessario modificare il comportamento del motore, elemento che potrebbe facilitare l’adozione di queste soluzioni qualora il mercato e la normativa ne favorissero la diffusione.
Per Ferrari, quindi, i carburanti sostenibili non rappresentano un’alternativa all’elettrificazione, ma una tecnologia complementare capace di preservare le caratteristiche che hanno reso celebre il marchio: sound, prestazioni e piacere di guida.
Due nuove Ferrari entro fine anno e domanda sempre elevata
Durante la conference call è arrivata anche un’importante anticipazione sul piano prodotti.
Benedetto Vigna ha confermato che entro la fine del 2026 Ferrari presenterà altri due nuovi modelli, ampliando ulteriormente una gamma che oggi viene definita la più completa nella storia del Cavallino Rampante.
Nel frattempo continua la fase di ricambio generazionale della gamma. Crescono le consegne della 12Cilindri, della 12Cilindri Spider, del Purosangue e della famiglia 296 Speciale, mentre altri modelli stanno progressivamente uscendo di produzione. La nuova Ferrari Luce e la serie speciale 12Cilindri Manuale risultano già completamente assegnate ai clienti.
L’amministratore delegato ha inoltre ribadito una filosofia che da anni caratterizza il marchio: mantenere una produzione volutamente limitata per preservare esclusività e valore delle vetture. Nonostante il calo delle consegne registrato nel trimestre, Ferrari continua infatti a beneficiare di una domanda molto sostenuta, con un portafoglio ordini che copre interamente la produzione fino alla fine del 2027.
Ricavi in crescita e previsioni 2026 riviste al rialzo
I risultati economici confermano la solidità della strategia del marchio emiliano.
Nel secondo trimestre del 2026 i ricavi sono aumentati dell’11%, raggiungendo 1,94 miliardi di euro, grazie soprattutto al miglior mix di prodotto e alla crescita delle personalizzazioni richieste dai clienti.
Anche la redditività continua a migliorare. Il margine operativo lordo è salito a 755 milioni di euro, mentre l’utile operativo ha raggiunto 605 milioni, con un margine del 31,2%. L’utile netto si è attestato a 463 milioni di euro, in aumento del 9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Sul fronte commerciale, Ferrari ha consegnato 3.366 vetture, registrando un calo del 3,7%. La crescita nell’area EMEA ha compensato solo in parte la flessione registrata nelle Americhe e in Cina, mentre il Medio Oriente ha mostrato segnali di ripresa nella seconda parte del trimestre.
Alla luce dei risultati ottenuti, Ferrari ha rivisto al rialzo le proprie previsioni per il 2026. La società stima ora ricavi pari a 7,6 miliardi di euro, con un miglioramento anche delle prospettive relative al margine operativo e alla generazione di cassa.
Le parole di Benedetto Vigna confermano quindi una strategia che punta su innovazione, esclusività e diversificazione tecnologica. Se da un lato il marchio continua a investire nell’elettrificazione, dall’altro i biofuel potrebbero diventare un elemento importante per prolungare la vita dei motori termici ad alte prestazioni, mantenendo intatto quel carattere che da sempre distingue le Ferrari.
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