Ferrari 849 Testarossa, il render che la riporta negli anni ’80
La Ferrari 849 Testarossa incontra idealmente la sua antenata degli anni ’80. Non per iniziativa di Maranello, ma grazie a un progetto digitale firmato da Khyzyl Saleem, designer conosciuto sui social come The Kyza. Il risultato è una reinterpretazione che cambia profondamente l’aspetto della supercar, recuperando alcuni degli elementi più riconoscibili della storica Testarossa.
È importante chiarirlo subito: non si tratta di una nuova versione ufficiale Ferrari, né di un modello destinato alla produzione. È un render, quindi un esercizio di stile virtuale. L’idea, però, tocca un tema che inevitabilmente accompagna il ritorno di una denominazione così importante: quanto dovrebbe essere evidente il legame estetico tra una Ferrari moderna e la vettura che ha reso celebre il nome Testarossa?
Saleem ha dato una risposta molto precisa. La meccanica rimane quella della nuova 849 Testarossa, mentre la carrozzeria viene ripensata con una dose decisamente maggiore di nostalgia.
Ferrari 849 Testarossa, tornano i fari a scomparsa
Il cambiamento più evidente è davanti. Il render recupera i fari a scomparsa, elemento praticamente inseparabile dall’immagine delle sportive degli anni ’80 e in particolare dalla Testarossa originale.
Quando sono spenti, i gruppi ottici spariscono all’interno della carrozzeria e lasciano spazio a un frontale molto pulito. Il cofano segue la stessa filosofia, con superfici più semplici e piatte rispetto alla vettura di serie.
Il progetto aggiunge poi sottili prese d’aria e un grande splitter in fibra di carbonio, elemento che porta il design nel presente e rende chiaro che l’obiettivo non è creare una copia della vecchia Testarossa.
L’aspetto interessante è proprio questo equilibrio. Il render utilizza alcuni simboli estetici del passato, ma li applica alle proporzioni e all’impostazione di una moderna supercar ibrida.
Secondo quanto riportato insieme al progetto, una soluzione con fari a scomparsa sarebbe stata presa in considerazione anche durante lo sviluppo della 849, per essere successivamente scartata per ragioni legate all’omologazione. Nel render, naturalmente, questi vincoli non esistono e il designer può spingersi molto più lontano.
Il risultato è un frontale che modifica sensibilmente la personalità della vettura e rende il collegamento con gli anni ’80 immediato anche per chi non conosce nei dettagli la storia del modello.
Fiancata e coda recuperano il carattere della vecchia Testarossa
Se davanti sono i fari a catturare l’attenzione, lateralmente entrano in gioco le prese d’aria.
La Testarossa storica aveva trasformato le grandi aperture laterali e le caratteristiche lamelle in una vera firma stilistica. Nel progetto di Khyzyl Saleem questo concetto viene recuperato e reinterpretato in maniera molto più evidente.
Non mancano altri dettagli nostalgici. I cerchi HRE 505 adottano un’impostazione retrò che si integra con il resto della trasformazione, mentre sul lato del guidatore compare un solo specchietto.
È un piccolo particolare, ma tutt’altro che casuale: richiama le prime Testarossa caratterizzate proprio dalla particolare configurazione con singolo specchietto.
Anche la coda cambia profondamente. Le luci a LED diventano molto sottili e vengono quasi nascoste dietro una serie di lamelle nere estese per tutta la larghezza della parte posteriore.
Il riferimento alla Testarossa degli anni ’80 è evidente, ma viene reinterpretato attraverso elementi moderni. Nella zona inferiore trova posto un grande diffusore in fibra di carbonio, affiancato da due terminali di scarico circolari.
La trasformazione è quindi estesa a quasi tutta la carrozzeria. Del modello di partenza rimarrebbero soprattutto l’abitacolo e la zona del lunotto posteriore.
Più che immaginare un semplice pacchetto estetico, Saleem ha quindi creato una vera alternativa virtuale al design della vettura di serie.
Sotto resta il V8 ibrido da 1.035 CV
L’aspetto cambia, la meccanica no. Almeno nell’idea alla base del progetto.
Questa ipotetica Ferrari 849 Testarossa retrò conserverebbe infatti il sistema propulsivo della vettura reale: un V8 biturbo da 4,0 litri affiancato da tre motori elettrici.
La potenza complessiva raggiunge 1.035 CV, mentre la trazione è integrale.
Ed è probabilmente proprio questo contrasto a rendere il render particolarmente curioso: forme e dettagli che guardano agli anni ’80 abbinati a una meccanica ibrida con oltre mille cavalli.
Il progetto non nasce, comunque, come una critica totale alla Ferrari attuale. Saleem ha dichiarato di apprezzare la vettura di serie e in particolare il suo carattere aggressivo. La sua reinterpretazione parte invece da una domanda diversa: cosa sarebbe successo se il legame estetico con la Testarossa originale fosse stato molto più marcato?
La risposta è questa Ferrari virtuale con fari a scomparsa, grandi richiami laterali, cerchi dal gusto retrò e una coda ispirata al modello storico.
Resta, naturalmente, un esercizio digitale e non ci sono indicazioni su una possibile produzione. Ma mostra quanto il nome Testarossa continui a pesare nell’immaginario degli appassionati.
Riutilizzare una denominazione così conosciuta significa inevitabilmente confrontarsi con il passato. La 849 Testarossa di serie lo fa seguendo la propria strada; questo render sceglie invece di rendere quel collegamento molto più evidente. Due interpretazioni diverse dello stesso mito, con una certezza in comune: a oltre quarant’anni dagli anni ’80, Testarossa è ancora un nome capace di far discutere.
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