Toyota Mirai fuel cell: la seconda generazione arriva a fine 2020

Tre serbatoi per l’idrogeno, 30% di autonomia in più; linee inedite e improntate al dinamismo: fra un anno la vedremo così.

Ecco la nuova generazione di Mirai: il modello che ha contrassegnato lo sbarco Toyota nell’alimentazione fuel cell si prepara a passare il testimone alla seconda serie. Anticipata lo scorso novembre in occasione del Salone di Tokyo 2019, viene in queste ore ulteriormente dettagliata, in attesa di vederla su strada. La nuova Toyota Mirai debutterà sul mercato, indicano i “piani alti” del colosso giapponese, alla fine del 2020, e inizialmente in Giappone, nord America ed Europa (con tutta probabilità, il suo arrivo in listino dovrebbe rispettare quest’ordine di mercati).

Una nuova filosofia di approccio green

Sebbene inserita in una ristretta “nicchia” all’interno del comparto delle auto elettriche (tuttora piuttosto marginale quanto a incidenza di mercato), la propulsione a idrogeno rappresenta un peculiare “marchio di fabbrica” in chiave ecosostenibile per Toyota, a sua volta pioniere nello sviluppo dei sistemi di alimentazione eco friendly sui quali punta i propri riflettori da oltre vent’anni (modello di esordio in questa “fascia”, che assunse, e con un decennio di anticipo sulla concorrenza, un ruolo di battistrada nello studio di tecnologie di alimentazione “green”, fu Toyota Prius, che debuttò nel 1997). Un arco temporale che, dal punto di vista strategico-industriale e di evoluzione dei mercati, separa due epoche fra loro lontanissime, e – nell’ultimo lustro – dalle differenze ancora più marcate in quanto i “big player” del comparto automotive hanno, in anni recenti, dovuto rivedere – e in alcuni casi modificare in modo radicale – i rispettivi programmi di sviluppo industriale, come conseguenza del “Dieselgate” che poco più di quattro anni fa fece da episodio-spartiacque verso la definizione di un nuovo concetto tecnologico per la mobilità eco friendly. Nei mesi precedenti, vale a dire tra fine 2014 e la prima parte del 2015, Toyota, attraverso la presentazione della inedita Mirai, aveva provveduto alla definizione di un modello di segmento medio-alto e provvisto di alimentazione fuel cell a idrogeno per l’alimentazione del powertrain 100% elettrico: questo peculiare dispositivo di propulsione (battezzato TFCS, ovvero “Toyota Fuel Cell System”, alla più semplice) portava in dote un modulo di celle da 155 CV di potenza, un convertitore “boost” ed i serbatoi per lo stoccaggio dell’idrogeno ad alta pressione (70Mpa), costituiti da una struttura multistrato in resine polimeriche rinforzate con fibra di carbonio, e l’unità motrice elettrica. Ad oggi, sono circa 10.000 le unità di Toyota Mirai vendute in tutto il mondo: un quantitativo proporzionalmente elevato, se si tiene conto della particolare tecnologia di alimentazione e della “obbligatoria” necessità, per il pieno di energia, di rivolgersi esclusivamente alla rete di distribuzione dell’idrogeno, che – per restare “in casa nostra” – è, sul territorio italiano, presente con un impianto in provincia di Bolzano (il Centro H2) e di recentissima comunicazione (fine giugno 2019) a San Donato Milanese, a cura di Eni e con la collaborazione proprio di Toyota. Del resto, anche per promuovere la diffusione della propria lineup, è ben noto l’impegno “in prima persona” del Gruppo giapponese nella realizzazione di infrastrutture necessarie all’alimentazione (e quindi al funzionamento, e di conseguenza alla diffusione sul mercato) di Mirai a celle di idrogeno.

Tre serbatoi e 30% di autonomia in più

Sulle ulteriori notizie fornite da Toyota, è appunto l’efficienza complessiva del veicolo ad essere individuata come “Un aspetto critico”, ovvero da tenere nella massima considerazione. A questo proposito, Toyota conferma, per la nuova generazione di Mirai, la presenza di tre serbatoi (uno più lungo, due più corti) per lo stoccaggio dell’idrogeno, ovvero uno in più, e che insieme aumentano di un kg il quantitativo di carburante rispetto all’attuale prima generazione di Toyota Mirai. Con questa novità (e ce ne saranno altre, non soltanto strettamente hi-tech ma anche di stile, come d’altro canto già messo in bella evidenza dalle immagini della vettura, in configurazione pressoché definitiva, diffuse in queste ore), Toyota dichiara di voler puntare ad un aumento dell’autonomia massima nell’ordine del 30%. A conti fatti, se Toyota Mirai “2015” offre una capacità di percorrenza di circa 500 km, la seconda generazione che vedremo su strada fra un anno dovrebbe assicurare un’autonomia nell’ordine di 650 km. Cifra che, se si tiene conto dei tempi rapidi di rifornimento (pochi minuti per un “pieno”), è potenzialmente in grado di fornire un sostanziale e convincente “argomento” in più per lo sviluppo della motorizzazione fuel cell.

Riflettori puntati sulle novità di stile

Linee basse e filanti, proporzioni (non certo “minimal”: la lunghezza di Toyota Mirai “new gen” sfiora i cinque metri) da berlina alto di gamma ed un atout di raffinata dinamicità, la seconda generazione di Toyota Mirai mette in evidenza, all’interno, un ambiente-abitacolo ultramoderno e lineare (caratteristiche da sempre abbinate al design engineering della produzione giapponese, e di Toyota in particolare), contrassegnato da un ampio display centrale (da 12.3”) e da un quadro strumentazione, ovviamente digitale, che “avvolge” il conducente. iI nuovo layout di Toyota Mirai ha consentito ai tecnici giapponesi la possibilità di ottenere un posto a sedere in più: cinque, adesso, al posto degli attuali quattro. Come accennato, Toyota Mirai di seconda generazione si candida a definire un nuovo capitolo tanto sul piano tecnologico quanto nelle forme esteriori: sulla “base di partenza” rappresentata dalla nuova piattaforma modulare Tnga-Toyota New Global Architecture, sviluppata in ordine di allestirvi una gamma di modelli elettrificati (anche fuel cell, dunque) e condivisa con Lexus, i tecnici Toyota dichiarano un preciso indirizzo di design funzionale al nuovo modello e ad un profondo rinnovamento di immagine per la mobilità fuel cell, che dovrà essere, ad un tempo, funzionale, versatile ed accattivante da punto di vista stilistico: “Abbiamo perseguito l’obiettivo di creare un’auto che i clienti sentiranno di voler guidare sempre, un’auto che abbia un design emotivo e attraente e dalla dinamicità che possa regalare un sorriso al conducente – esprime, senza mezzi termini, il capoprogetto Yoshikazu Tanaka – Voglio che i clienti dicano di avere scelto Ho scelto Mirai non soltanto perché è una FCEV, ma anche perché semplicemente ‘volevano’ questa vettura, che incidentalmente è fuel cell. Continueremo il nostro lavoro di sviluppo concentrandoci su questo approccio, e contiamo che con la nuova generazione acuiremo il nostro contributo nella realizzazione di una nuova filosofia di alimentazione a idrogeno”.

Toyota Mirai: dimensioni e caratteristiche tecniche

Di seguito, ecco un prospetto sintetico di anteprima che riassume il “capitolato” della aggiornata berlina di gamma medio-alta a idrogeno Toyota.

  • Lunghezza “fuori tutto”: 4,97 m
  • Larghezza (specchi retrovisori esclusi): 1,88 m
  • Altezza: 1,47 m
  • Passo: 2.920 mm
  • Numero posti: 5
  • Ruote: cerchi da 20”
  • Trasmissione: trazione sulle ruote posteriori
  • Autonomia: circa il 30% in più rispetto all’attuale generazione.
Toyota Mirai 2020: prime immagini ufficiali Vedi tutte le immagini

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