Toyota Mirai: ecco come sarà la fuel cell di seconda generazione

Una serie di immagini di anteprima ed alcuni dettagli tecnici illustrano la nuova Mirai: debutterà al Salone di Tokyo ed è attesa sul mercato già nel 2020.

Da più di vent’anni Toyota punta i propri riflettori sulla mobilità sostenibile: il modello di debutto, che non a caso venne battezzato Prius e vide la luce nel 1997, è oggi “quasi storico”. In due decenni, l’evoluzione delle tecnologie a basse (o del tutto assenti) emissioni hanno proceduto di gran carriera, fino ad incontrare l’energico “boost” degli ultimi anni, conseguenza di un inevitabile processo evolutivo dei sistemi di propulsione (da una parte) e, in parallelo, dallo “scandalo” Dieselgate che esattamente quattro anni fa fece da episodio-spartiacque verso la definizione di un nuovo concetto tecnologico per la mobilità eco friendly. Nei mesi immediatamente precedenti (tra fine 2014 e la prima parte del 2015), Toyota aveva presentato la inedita Mirai, ovvero la definizione di vettura di classe medio-alta alimentata fuel cell: un sistema (che il colosso giapponese individuò nel modulo Tfcs-Toyota Fuel Cell System) formato da un gruppo di celle chiamate ad erogare una potenza di 155 CV, un convertitore boost e i serbatoi per l’idrogeno ad alta pressione costituiti da una struttura multistrato in resine polimeriche rinforzate con fibra di carbonio, necessari per conservare l’idrogeno a una pressione di 70 MPa, e un motore elettrico, per un’autonomia di oltre 480 km, poco meno di 180 km/h di velocità massima e tempi di rifornimento stimati in 3-5 minuti.

E di Toyota Mirai (denominazione che, del resto, tradotta dal giapponese significa “Futuro”), finora venduta in circa 10.000 unità in tutto il mondo, si torna in queste ore a parlare, in proiezione dell’imminente Salone di Tokyo 2019, dove fra le novità chiamate a costituire il “parterre” della mobilità sostenibile di un futuro sempre più attuale farà bella mostra di se la seconda generazione della berlina fuel cell secondo Toyota. L’anticipazione viene diffusa insieme ad una serie di immagini-render, che si incaricano di mettere in evidenza numerose ed interessanti novità, tanto dal punto di vista dei contenuti quanto dell’immagine esteriore della vettura, piuttosto lontana dalle linee già piuttosto “personali” dell’attuale generazione e decisamente più dinamica ed elegante.

Un nuovo linguaggio progettuale

Di Toyota Mirai “new gen” abbiamo avuto modo di occuparci nelle scorse settimane: ciò che verrà presentato al Salone di Tokyo (dove sarà esposto in veste di concept, tuttavia è facile ipotizzare che le sue linee saranno pressoché definitive, anche perché il suo debutto viene fissato per il 2020: manca pochissimo, dunque) rappresenta una conferma alle prime “indiscrezioni”. L’annuncio di queste ore, più che addentrarsi nei dettagli tecnici, che pur vengono indicati seppure “in linea di massima” (nei prossimi giorni saremo in grado di analizzarne i contenuti hi-tech in maniera più approfondita) è finalizzato più all’indicazione del nuovo linguaggio progettuale e concettuale alla base di Toyota Mirai 2.0. L’analisi del materiale fotografico diffuso in anteprima permette di osservare un corpo vettura decisamente dinamico, caratterizzato da linee “slanciate” e dall’impostazione più sportiva e, nello stesso tempo, elegante. Cifre alla mano, la nuova Mirai sarà più bassa rispetto all’attuale modello che si prepara a sostituire, più lunga (4,98 m) e più larga (quasi 1,9 m). Un set di cerchi da 20” (dal disegno piacevole) ed una accattivante tinta carrozzeria in una nuance di blu anch’essa creata appositamente, completano l’esterno di Toyota Mirai seconda generazione che farà bella mostra di se al Tokyo Motor Show.

Le vetture fuel cell devono essere anche belle da vedere

Complessivamente, si avverte nello stile di Toyota Mirai di seconda generazione un’impronta da modello “luxury”: uno stile “da ammiraglia” che d’altro canto trova conferma nell’adozione della nuova piattaforma modulare Tnga-Toyota New Global Architecture, sviluppata in ordine di allestirvi una gamma di modelli elettrificati (anche fuel cell, dunque) e condivisa con Lexus. In questo senso, i tecnici Toyota che ne hanno curato la progettazione indicano un preciso obiettivo stilistico: “Abbiamo voluto creare un’auto che i clienti siano in grado di apprezzare sempre: una vettura in possesso di una spiccata emozionalità nel design e che sia attraente, oltre che caratterizzata da dinamiche e prestazioni che regalino un sorriso a chi la guiderà – sottolinea il capo progetto Yoshikazu Tanaka – Voglio che i clienti affermino di avere scelto Mirai non soltanto perché è elettrica fuel cell, ma anche perché attratti dall’appeal di questo specifico modello. Sarà ‘incidentalmente’ anche FCEV. Il nostro lavoro di sviluppo si concentrerà su questa strada: contiamo, con la nuova Mirai, di raggiungere una posizione leader verso la realizzazione di una società globale più improntata all’utilizzo dell’idrogeno”.

Cinque posti, 30% in più di autonomia, trazione posteriore

Queste le novità di equipaggiamento già rese note da Toyota: la nuova Mirai, attesa sul mercato il prossimo anno (anche in Europa) dispone, all’interno, di spazio per cinque persone – laddove attualmente i posti sono quattro – e di un nuovo layout abitacolo, “dominato” da una plancia in cui sono presenti un modulo infotainment con display centrale da 12.3” ed un quadro strumentazione (anch’esso “ovviamente” digitale: in questo caso, lo schermo è da 8”) studiato per “avvolgere” il conducente. Ulteriore peculiarità: il ricorso alla trazione posteriore, in ossequio all’adozione della piattaforma Tnga. L’obiettivo di autonomia, uno dei “punti” che necessitano maggiore attenzione per i sistemi di alimentazione fuel cell, individua una percorrenza del 30% in più, in virtù – indica Toyota – dello sviluppo di una serie di upgrade alla tecnologia di propulsione ed all’impiego di serbatoi per lo stoccaggio dell’idrogeno di maggiori dimensioni. Se, quindi, attualmente l’autonomia di Toyota Mirai si attesta su 500 km, con la nuova generazione la berlina a idrogeno giapponese sarà in grado di raggiungere 650 km.

I programmi Toyota nello sviluppo dell’elettrificazione

Con il prossimo “lancio” della nuova generazione di Mirai, Toyota dimostra di continuare a credere nell’alimentazione a idrogeno quale concreta alternativa alla propulsione 100% elettrica a batterie: a patto – e qui sta l’eterno “nodo” che limita la diffusione dei veicoli fuel cell – che di pari passo vengano realizzate le necessarie infrastrutture per il rifornimento, “conditio sine qua non” per una più ampia diffusione dell’idrogeno per autotrazione. Una volta a regime questa necessità, si potrà lavorare congiuntamente sulle possibilità di diffusione dei modelli, anche nell’ottica dell’ottimizzazione dei costi e dei prezzi di vendita (attualmente, ed in riferimento al mercato tedesco, Toyota Mirai viene proposta a prezzi che partono da 78.600 euro: una cifra piuttosto elevata per molte tasche, pur potenzialmente sensibili allo sviluppo di sistemi di alimentazione elettrica alternativa, quale è appunto l’idrogeno). Dal canto suo, Toyota ha recentemente “riveduto e corretto” le proprie strategie di sviluppo in chiave elettrificazione: dai 5,5 milioni di vetture a propulsione 100% elettrica, ibrida, ibrida plug-in e fuel cell che due anni fa i vertici del big player giapponese stimavano di raggiungere entro il 2030, alcuni mesi fa questa timeline è stata anticipata al 2025.

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