Diesel oltre 3 euro: il distributore più caro è sulla A22
Il diesel a più di 3 euro al litro non è più soltanto uno scenario teorico. In Italia quella soglia è stata effettivamente superata, anche se è fondamentale chiarire subito un dettaglio: stiamo parlando di gasolio premium in modalità servito e di un caso limite, non del prezzo medio pagato dagli automobilisti italiani.
Il record arriva dall’autostrada A22 Brennero-Modena, in Alto Adige. Nell’area di servizio Laimburg Ovest, nel territorio comunale di Vadena e a circa 20 chilometri a sud di Bolzano, il Supreme Diesel servito ha raggiunto 3,159 euro al litro. Il dato emerge dall’analisi del Codacons sui prezzi comunicati dai gestori al Ministero delle Imprese e del Made in Italy il 24 e 25 agosto.
E il prezzo risulta ancora presente nelle rilevazioni del 27 agosto: nello stesso impianto il diesel speciale servito è indicato a 3,159 euro al litro, mentre in modalità self scende a 2,829 euro.
Diesel a 3,159 euro: quanto costa davvero fare il pieno
Per capire l’impatto di un prezzo simile basta fare due conti. Con il Supreme Diesel a 3,159 euro al litro, un rifornimento da 40 litri costa 126,36 euro. Con 50 litri si sale a 157,95 euro, mentre riempire un serbatoio da 60 litri richiede 189,54 euro.
Numeri importanti, soprattutto per chi percorre molti chilometri in autostrada. Ma sarebbe sbagliato concludere che il gasolio in Italia sia ormai arrivato normalmente sopra i tre euro.
Il dato riguarda infatti una combinazione particolarmente costosa: carburante speciale, servizio effettuato dall’operatore e distributore autostradale.
Nella stessa area Laimburg Ovest il diesel tradizionale servito viene indicato a 2,659 euro al litro, mentre quello self costa 2,329 euro. Per la benzina si parla invece di 2,569 euro al servito e 2,239 euro al self.
La differenza è tutt’altro che trascurabile. Prendendo nuovamente come riferimento 50 litri, il diesel tradizionale servito richiede 132,95 euro: sono 25 euro in meno rispetto allo stesso quantitativo di Supreme Diesel da 3,159 euro.
Il primo consiglio pratico per chi viaggia, quindi, rimane quello di controllare con attenzione non soltanto il grande numero esposto sul cartello, ma anche tipo di carburante e modalità di erogazione.
I prezzi medi sono molto più bassi dei 3 euro
Il confronto con le medie nazionali aiuta a mettere il record dell’A22 nella giusta prospettiva. Al 25 agosto 2026, i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy indicavano sulla rete stradale italiana un prezzo medio self di 2,136 euro al litro per il gasolio e di 2,015 euro per la benzina. In autostrada le medie self salivano rispettivamente a 2,207 euro per il diesel e 2,091 euro per la benzina.
Tra il diesel medio self in autostrada e il Supreme Diesel servito di Laimburg Ovest ballano quindi 95,2 centesimi per ogni litro. Su un rifornimento da 50 litri significa una differenza di 47,60 euro.
È proprio questo confronto a spiegare perché i 3,159 euro facciano notizia, ma anche perché il dato debba essere letto correttamente. Non rappresenta ciò che tutti gli automobilisti stanno pagando alla pompa.
Lo stesso Codacons definisce valori di questo tipo dei casi limite, pur considerandoli un segnale della pressione che sta interessando i listini dei carburanti.
Non solo A22: diesel molto caro anche su altre autostrade
Il caso altoatesino è quello più eclatante, ma non è isolato. Secondo l’analisi sui prezzi comunicati al Mimit, sulla A21 Torino-Piacenza il diesel servito è arrivato a 2,729 euro al litro. A Pantelleria è stato rilevato gasolio fino a 2,799 euro al litro.
Altri valori elevati sono stati segnalati sulla A15 Parma-La Spezia e sulla rete del Nord-Est. Il problema, quindi, non riguarda soltanto il singolo cartello da oltre tre euro fotografato lungo l’Autobrennero.
A rendere particolare Laimburg Ovest è soprattutto il superamento di una soglia psicologica che fino a poco tempo fa appariva lontanissima.
Il 3,159 euro al litro, però, resta riferito al Supreme Diesel servito. È una distinzione importante per evitare di trasformare un prezzo record in una falsa fotografia dell’intero mercato italiano.
Carburanti, quanto può incidere la scelta del distributore
La situazione mostra anche quanto sia diventato importante confrontare i prezzi prima di effettuare un rifornimento, soprattutto durante un lungo viaggio.
Prendiamo proprio Laimburg Ovest. I prezzi rilevati il 27 agosto indicano 2,659 euro per il diesel tradizionale servito e 2,329 euro per lo stesso carburante in modalità self. La differenza è di 33 centesimi al litro. Su 50 litri significa 16,50 euro di differenza semplicemente scegliendo il self invece del servito nello stesso impianto.
Passando dal Supreme Diesel servito al diesel standard self, invece, il divario sale a 83 centesimi al litro. Su un pieno da 50 litri sono 41,50 euro. Ecco perché, con prezzi così elevati, anche pochi minuti dedicati alla verifica dei listini possono incidere concretamente sul costo del viaggio.
Per chi percorre l’autostrada e non ha urgenza di fare rifornimento, può essere conveniente controllare in anticipo i prezzi degli impianti presenti lungo il percorso e valutare anche una sosta fuori dalla rete autostradale. Naturalmente il vantaggio va calcolato considerando distanza aggiuntiva, consumo e tempo necessario per raggiungere il distributore.
I 3 euro non sono la nuova normalità, ma il segnale è chiaro
La fotografia del distributore altoatesino è destinata inevitabilmente a fare impressione: vedere 3,159 euro al litro accanto alla parola diesel rende immediatamente concreto il livello raggiunto da alcuni listini. Ma il punto più importante per l’automobilista è distinguere il record dalla situazione generale.
Il diesel standard non costa 3,159 euro al litro nello stesso impianto e, soprattutto, il prezzo medio nazionale resta nettamente inferiore. Al 25 agosto il diesel self in autostrada viaggiava mediamente a 2,207 euro al litro, quasi un euro in meno rispetto al record del carburante premium servito sulla A22.
Questo non significa che il caro carburanti sia un falso problema. Al contrario, il superamento della soglia dei tre euro dimostra quanto possano diventare elevate le punte dei listini nelle condizioni meno favorevoli.
Per chi guida, la conseguenza pratica è semplice: controllare il prezzo prima di rifornire non è mai stato così importante. Tra premium e standard, self e servito e un distributore e quello successivo, su un singolo pieno possono ormai esserci decine di euro di differenza.
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