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Dallara punta sull'idrogeno liquido: obiettivo Le Mans 2030

Di Fabrizio Gimena
Pubblicato il 1 lug 2026
Dallara punta sull'idrogeno liquido: obiettivo Le Mans 2030
Dallara avvia un progetto sull'idrogeno liquido con Conflux Technology per sviluppare le future vetture della nuova categoria endurance prevista a Le Mans nel 2030.

L’idrogeno continua a essere uno dei temi più discussi nel motorsport e potrebbe diventare uno dei protagonisti assoluti della 24 Ore di Le Mans entro la fine del decennio. In questa direzione si inserisce il nuovo progetto avviato da Dallara, che ha annunciato una collaborazione con Conflux Technology per sviluppare una soluzione dedicata alle future vetture alimentate a idrogeno liquido.

L’obiettivo è ambizioso: arrivare pronti al 2030, anno in cui ACO e FIA prevedono l’introduzione di una nuova categoria endurance riservata ai veicoli alimentati a idrogeno. Per raggiungere questo traguardo serviranno nuove tecnologie, componenti specifici e un’importante fase di sviluppo, che partirà proprio da uno degli elementi più delicati dell’intero sistema di alimentazione.

Lo scambiatore di calore è il cuore del progetto

Il componente al centro della collaborazione tra Dallara e Conflux è uno scambiatore di calore criogenico, fondamentale per gestire il passaggio dell’idrogeno dallo stato liquido a quello gassoso.

L’idrogeno viene infatti conservato nei serbatoi a temperature estremamente basse, in forma liquida, per aumentarne la densità energetica e ridurre il volume necessario allo stoccaggio. Prima di essere utilizzato dal motore endotermico deve però essere trasformato in gas e inviato agli iniettori nelle condizioni ideali di pressione e temperatura.

È proprio in questa fase che entra in gioco lo scambiatore di calore sviluppato da Conflux Technology, realizzato attraverso tecniche di manifattura additiva, ovvero con processi di stampa 3D metallica che permettono di ottenere geometrie molto complesse e difficili da produrre con metodi tradizionali.

La progettazione di questo componente è particolarmente delicata. Un dimensionamento non corretto potrebbe infatti provocare il congelamento del carburante oppure limitare l’efficienza dell’intero sistema di alimentazione.

L’obiettivo è Le Mans 2030

La collaborazione nasce con un traguardo preciso: la futura categoria dedicata alle vetture a idrogeno prevista per la 24 Ore di Le Mans.

Secondo i programmi annunciati da ACO e FIA, entro il 2030 le competizioni endurance dovrebbero accogliere una nuova classe destinata ai prototipi alimentati a idrogeno, affiancando le attuali Hypercar.

Dallara punta a diventare uno dei partner tecnologici di riferimento per i costruttori interessati a partecipare, offrendo una piattaforma tecnica standardizzata sulla quale sviluppare i futuri modelli da competizione.

L’idea è quella di mettere a disposizione una base comune capace di contenere i costi di sviluppo senza limitare l’innovazione dei singoli marchi.

Non solo simulazioni: arriverà anche un prototipo

Il progetto non si limiterà alla progettazione teorica.

La collaborazione tra Dallara e Conflux Technology prevede infatti diverse fasi di sviluppo che comprendono simulazioni virtuali, test sperimentali sui componenti e successivamente la realizzazione di un vero prototipo funzionante.

L’obiettivo finale sarà verificare il comportamento dell’intero sistema nelle condizioni richieste dalle competizioni endurance, dove affidabilità, gestione termica e prestazioni devono convivere per molte ore consecutive.

Solo dopo questa fase sarà possibile valutare l’effettiva competitività della soluzione rispetto alle altre tecnologie alternative.

Perché l’idrogeno liquido può fare la differenza

Negli ultimi anni il motorsport ha sperimentato diverse strade per ridurre le emissioni, dai carburanti sintetici alle alimentazioni elettrificate.

L’idrogeno liquido rappresenta una delle opzioni più interessanti perché permette di alimentare un motore endotermico mantenendo tempi di rifornimento molto rapidi e una densità energetica superiore rispetto all’idrogeno gassoso.

Allo stesso tempo, però, richiede sistemi di stoccaggio criogenici estremamente sofisticati e componenti capaci di lavorare a temperature molto basse senza compromettere sicurezza ed efficienza.

Ridurre peso e ingombri dell’impianto sarà quindi uno degli aspetti decisivi per rendere realmente competitiva questa tecnologia nelle gare di durata.

Una sfida tecnologica che guarda oltre le corse

Il progetto sviluppato da Dallara non interessa soltanto il mondo delle competizioni. Le soluzioni che nasceranno nei prossimi anni potrebbero infatti trovare applicazione anche in altri settori della mobilità, contribuendo allo sviluppo di sistemi di alimentazione a idrogeno sempre più efficienti.

Come spesso accade nel motorsport, le competizioni rappresentano un laboratorio ideale per sperimentare tecnologie destinate, in prospettiva, a trasferirsi anche sulla produzione di serie.

Per il momento il percorso è ancora nelle fasi iniziali, ma la direzione è chiara: arrivare al 2030 con una piattaforma pronta per affrontare una nuova era delle gare endurance, dove l’idrogeno potrebbe diventare uno dei protagonisti assoluti.

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