Alfa Romeo 156 Turbo Integrale: torna in pista con il motore della Delta
Tra le auto più particolari che torneranno in pista nel 2026 c’è senza dubbio una Alfa Romeo 156 Turbo Integrale davvero fuori dagli schemi. Non si tratta di un modello ufficiale della Casa di Arese, ma di uno dei progetti più estremi che partecipano all’Alfa Romeo Championship britannico, una serie dove la creatività dei preparatori lascia spazio a vere e proprie interpretazioni da corsa.
Questa vettura, guidata dal pilota Scott Austin, unisce la carrozzeria della storica berlina italiana con un motore che ha scritto pagine memorabili nei rally: il celebre 2.0 turbo 16 valvole Lampredi della Lancia Delta HF Integrale. Il risultato è una sorta di “Frankenstein” meccanico capace di attirare l’attenzione di qualsiasi appassionato.
Una Alfa Romeo 156 che sembra uscita dal DTM
A prima vista la vettura ricorda una ipotetica Alfa Romeo 156 DTM, come se il marchio avesse deciso di proseguire il programma sportivo iniziato con la leggendaria 155 V6 Ti negli anni Novanta.
L’assetto estremamente ribassato, i passaruota maggiorati, l’aerodinamica esasperata e le carreggiate allargate trasformano completamente la linea della 156 di serie, richiamando le silhouette delle vetture turismo più spettacolari dell’epoca.
Un esercizio di fantasia che affascina ancora oggi. Se il campionato ITC non fosse stato cancellato nel 1996, una 156 con un’estetica simile avrebbe potuto davvero diventare realtà.
Il cuore è quello della Lancia Delta HF Integrale
L’elemento che rende questa Alfa Romeo davvero speciale è il motore.
Sotto il cofano trova posto il celebre 2.0 turbo Lampredi a 16 valvole, lo stesso propulsore che ha reso iconica la Lancia Delta HF Integrale nei rally.
Si tratta di un’unità conosciuta per la sua robustezza e per le enormi possibilità di elaborazione. Proprio per questo motivo è ancora oggi molto apprezzata nel mondo delle competizioni e delle preparazioni racing.
La potenza ufficiale della vettura non è mai stata comunicata dagli organizzatori del campionato. Trattandosi della categoria Modified, le stime parlano di oltre 400 CV, ma si tratta esclusivamente di ipotesi e non di dati confermati.
Una vettura veloce, ma non sempre affidabile
La storia sportiva di questa 156 è iniziata prima dell’arrivo di Scott Austin, che ha acquistato la vettura nel 2021 dopo diverse stagioni trascorse al volante di un’Alfa Romeo 155.
Prima del ritorno alle competizioni è stato necessario un importante lavoro di ricostruzione e sviluppo, perché l’auto era rimasta ferma per oltre un anno.
Le prestazioni non sono mai state un problema. Più complicata, invece, si è rivelata l’affidabilità.
Nel corso delle stagioni 2024 e 2025 la vettura ha infatti dovuto saltare diversi appuntamenti a causa di importanti problemi al motore. Dopo un lungo intervento tecnico, nel 2026 è pronta a tornare in pista con l’obiettivo di completare un campionato più regolare.
Un legame storico con Alfa Romeo
L’abbinamento tra il motore della Delta e una carrozzeria Alfa Romeo può sembrare insolito, ma in realtà affonda le radici nella storia del Gruppo Fiat.
La prima Alfa Romeo 155 GTA da competizione, sviluppata all’inizio degli anni Novanta prima della celebre 155 V6 Ti, utilizzava infatti proprio il motore 2.0 turbo Lampredi e la trazione integrale derivata dalla Lancia Delta.
La 156 Turbo Integrale rappresenta quindi una curiosa reinterpretazione moderna di quella filosofia tecnica, anche se sviluppata completamente da preparatori privati.
Una delle Alfa Romeo più originali in circolazione
La Alfa Romeo 156 Turbo Integrale non è destinata alla produzione e difficilmente diventerà un progetto replicabile. Rimane però una delle vetture più affascinanti del panorama racing britannico.
Da un lato celebra una delle berline più amate nella storia di Alfa Romeo, protagonista di numerosi successi nel turismo internazionale. Dall’altro rende omaggio a uno dei propulsori turbo più iconici mai realizzati, quello della Lancia Delta HF Integrale.
Il risultato è un’auto unica, capace di unire due leggende dell’automobilismo italiano in un progetto estremo che continua ad attirare curiosità ogni volta che scende in pista.
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