Carburanti, gasolio rincarato del 37%: 32 euro in più a pieno
Il caro carburanti continua a pesare sulle tasche degli automobilisti italiani e i numeri diffusi dal Codacons mostrano quanto sia cambiata la situazione nel giro di appena sette mesi. Secondo i calcoli dell’associazione dei consumatori, dall’inizio del conflitto in Medio Oriente il prezzo del gasolio è aumentato del 36,8%, con una maggiore spesa che arriva a sfiorare i 32 euro per un pieno da 50 litri.
Anche la benzina è diventata sensibilmente più cara. Nello stesso periodo, sempre secondo l’analisi del Codacons, l’aumento raggiunge il 29%, traducendosi in oltre 24 euro aggiuntivi per un rifornimento da 50 litri.
Il nuovo allarme arriva proprio mentre dal 26 settembre è stato dimezzato lo sconto sulle accise del diesel, passato da 12,2 a 6,1 centesimi al litro considerando anche l’Iva. Una variazione che potrebbe non essere stata ancora completamente trasferita sui prezzi praticati dai distributori. Il provvedimento prevede che il taglio ridotto resti in vigore fino al 5 ottobre.
Gasolio, 63,4 centesimi in più al litro in sette mesi
Il confronto effettuato dal Codacons parte dal 27 febbraio 2026, utilizzato dall’associazione come riferimento precedente all’inizio del conflitto in Medio Oriente.
Da allora il gasolio avrebbe registrato un incremento di 63,4 centesimi al litro, equivalente a un aumento del 36,8%.
L’impatto diventa particolarmente evidente facendo il calcolo su un rifornimento completo. Considerando un serbatoio da 50 litri, significa spendere 31,70 euro in più per ogni pieno di diesel rispetto al livello preso come riferimento.
La situazione è pesante anche per chi utilizza un’auto a benzina. In questo caso l’incremento calcolato dall’associazione è di 48,6 centesimi al litro, pari al 29%.
Su un pieno da 50 litri, la differenza arriva quindi a 24,30 euro.
Numeri che acquistano ancora più peso per chi percorre molti chilometri. Un automobilista che effettua due pieni di gasolio al mese, per esempio, con una differenza di 31,70 euro per rifornimento arriva teoricamente a sostenere oltre 60 euro di maggiore spesa mensile rispetto ai prezzi presi come riferimento dal Codacons.
Va però ricordato che si tratta di un confronto tra due momenti specifici: la spesa effettiva di ogni automobilista dipende naturalmente dal distributore utilizzato, dalla modalità self o servito, dai chilometri percorsi e dall’andamento dei prezzi nel corso dei mesi.
Accise sul diesel, dal 26 settembre lo sconto scende a 6,1 centesimi
A complicare ulteriormente la situazione interviene il nuovo cambiamento delle accise sul gasolio.
Dal 18 al 25 settembre lo sconto complessivo, considerando anche l’effetto dell’Iva, era pari a 12,2 centesimi al litro. Dal 26 settembre al 5 ottobre la riduzione scende invece a 6,1 centesimi.
L’accisa sul diesel passa così da 572,90 euro per mille litri del periodo 18-25 settembre a 622,90 euro per mille litri dal 26 settembre al 5 ottobre. L’aliquota ordinaria indicata dal provvedimento è invece di 672,90 euro per mille litri.
Prima dell’entrata in vigore della nuova riduzione dello sconto, il prezzo medio nazionale in modalità self sulla rete stradale era di 2,338 euro al litro per il gasolio e 2,154 euro per la benzina. In autostrada le medie salivano rispettivamente a 2,421 e 2,247 euro al litro.
Lo stesso Codacons aveva calcolato che il passaggio dal precedente taglio di 12,2 centesimi a quello di 6,1 centesimi avrebbe comportato, a parità delle altre condizioni, circa 3,05 euro in più su un pieno da 50 litri di diesel. Considerando invece l’intera riduzione dello sconto introdotta dal 18 settembre, l’aggravio stimato arrivava a 5,45 euro per pieno.
Codacons chiede un tetto al prezzo dei carburanti
Di fronte ai rincari, il Codacons torna a chiedere un price cap sui carburanti, cioè un tetto oltre il quale benzina e gasolio non potrebbero salire.
La richiesta dell’associazione arriva dopo la decisione di Eni di introdurre temporaneamente un limite ai prezzi praticati sulla propria rete. Il provvedimento annunciato dalla compagnia prevede un tetto per 30 giorni, in un momento in cui la riduzione fiscale sul diesel è stata ulteriormente ridimensionata.
Per il Codacons, questa iniziativa dimostrerebbe che esistono margini per intervenire sui listini. L’associazione chiede quindi al governo di valutare un tetto massimo ai prezzi almeno per la durata dell’emergenza.
Si tratta, però, di una proposta dell’associazione dei consumatori e non di una misura già decisa dal governo. Modalità, sostenibilità ed eventuale applicazione generalizzata di un price cap richiederebbero quindi specifici interventi e regole.
Carburanti, cosa cambia adesso per gli automobilisti
Nel breve periodo l’attenzione rimane soprattutto sul prezzo del diesel, perché il dimezzamento dello sconto fiscale entrato in vigore il 26 settembre può produrre ulteriori variazioni alla pompa.
Per chi usa l’auto quotidianamente, soprattutto per lunghe percorrenze, anche pochi centesimi al litro fanno una differenza significativa. Con un serbatoio da 50 litri, ogni aumento di 10 centesimi equivale infatti a 5 euro aggiuntivi per singolo pieno.
Il dato più significativo resta però quello relativo agli ultimi sette mesi. Secondo il Codacons, rispetto al riferimento del 27 febbraio, il gasolio è salito di 63,4 centesimi al litro e la benzina di 48,6 centesimi.
In termini pratici significa arrivare a spendere 31,70 euro in più per 50 litri di diesel e 24,30 euro in più per la stessa quantità di benzina.
Con lo sconto sulle accise ulteriormente ridotto e i listini ancora su livelli elevati, i prossimi giorni serviranno soprattutto a capire quanto della variazione fiscale sarà trasferito sui prezzi finali e se arriveranno nuove misure per contenere il caro carburanti.
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