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Carburanti, diesel a 2,147 euro: verso mini-proroga delle accise

Di Vincenzo Calvarano
Pubblicato il 3 set 2026
Carburanti, diesel a 2,147 euro: verso mini-proroga delle accise
Benzina a 2,039 euro e diesel a 2,147 euro: il governo valuta di prorogare per 4-5 giorni lo sconto fiscale di 17 centesimi sul gasolio.

I prezzi dei carburanti continuano a salire e per chi guida un’auto diesel si avvicina una scadenza particolarmente delicata. Il gasolio self service ha raggiunto una media nazionale di 2,147 euro al litro, mentre la benzina è salita a 2,039 euro. Intanto sabato 5 settembre termina lo sconto fiscale di 17 centesimi applicato al diesel. Il governo sta quindi valutando una mini-proroga di 4 o 5 giorni, utile a evitare un aumento immediato alla pompa in attesa di nuovi interventi più selettivi.

La misura, però, al momento non è ancora definitiva. L’ipotesi è quella di utilizzare il meccanismo delle accise mobili per finanziare questa breve estensione. Successivamente la strategia dovrebbe cambiare: invece di mantenere uno sconto generalizzato per tutti gli automobilisti, l’esecutivo punta a concentrare le risorse sulle fasce di reddito più basse e sul settore dell’autotrasporto.

Prezzi carburanti: quanto costano benzina e diesel

Il problema più immediato resta quello dei prezzi. Secondo i dati dell’Osservatorio del ministero delle Imprese e del Made in Italy del 3 settembre 2026, sulla rete stradale nazionale la benzina in modalità self ha raggiunto 2,039 euro al litro, contro i 2,027 euro del giorno precedente.

Il gasolio è salito ancora più in alto, passando da 2,131 a 2,147 euro al litro. Per entrambi i carburanti, dunque, il movimento resta orientato verso l’alto.

La situazione diventa ancora più pesante per chi fa rifornimento in autostrada. La benzina self costa mediamente 2,124 euro al litro, mentre per il diesel si arriva a 2,221 euro al litro. Il giorno precedente le medie erano rispettivamente di 2,110 e 2,206 euro.

Bastano pochi centesimi di aumento per iniziare a vedere una differenza concreta sul pieno. Considerando un rifornimento da 50 litri agli attuali prezzi medi della rete ordinaria, si spendono circa 101,95 euro per la benzina e 107,35 euro per il gasolio.

Il vero rischio, però, è ciò che potrebbe accadere alla scadenza dello sconto sul diesel.

Diesel, cosa succede senza lo sconto di 17 centesimi

L’attuale intervento sul gasolio riduce il carico fiscale complessivo di 17 centesimi al litro, suddivisi tra 14 centesimi di accisa e ulteriori 3 centesimi legati all’Iva. Il provvedimento era stato prorogato dal governo dal 27 agosto fino al 5 settembre 2026.

Tradotto in termini molto semplici, per un pieno da 50 litri lo sconto vale 8,50 euro.

Se il provvedimento terminasse senza essere sostituito da un’altra misura e il beneficio fiscale venisse trasferito integralmente sul prezzo finale, il conto per gli automobilisti diesel aumenterebbe quindi in modo immediato.

Secondo le stime del Codacons, senza lo sconto il gasolio potrebbe superare 2,30 euro al litro sulla rete ordinaria, avvicinandosi a 2,40 euro in autostrada. Si tratta di una stima dell’associazione, non di un prezzo già stabilito: il costo effettivo alla pompa continuerà infatti a dipendere anche dall’andamento delle quotazioni e dalle politiche commerciali dei distributori.

Il confronto con gli ultimi anni rende comunque evidente il livello raggiunto. Secondo Staffetta Quotidiana, la benzina è arrivata sui valori più elevati dal luglio 2022, mentre il diesel, senza l’attuale riduzione fiscale, supererebbe il precedente record del marzo 2022, pari a 2,229 euro al litro.

Accise diesel, verso una mini-proroga di 4-5 giorni

È proprio per evitare un salto improvviso dei prezzi che il governo sta lavorando a una soluzione temporanea. L’ipotesi prevede di prolungare lo sconto di 17 centesimi per altri 4 o 5 giorni, arrivando così alla prossima settimana.

Non sarebbe quindi una nuova proroga di lunga durata, ma una sorta di ponte.

Per adottarla dovrebbe essere sufficiente un decreto interministeriale dei ministeri dell’Economia e dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. La copertura arriverebbe attraverso il meccanismo delle accise mobili.

L’obiettivo è guadagnare il tempo necessario per arrivare a un nuovo Consiglio dei ministri, dove dovrebbero essere discusse misure strutturate in maniera differente.

Va ricordato che il precedente intervento, approvato il 26 agosto, aveva prorogato lo sconto fino al 5 settembre con un costo indicato intorno ai 130 milioni di euro. Il provvedimento aveva inoltre esteso per lo stesso periodo il credito d’imposta destinato alle imprese di autotrasporto.

Dopo lo sconto potrebbero arrivare aiuti mirati

Il cambiamento più importante potrebbe arrivare subito dopo. L’intenzione dichiarata dal governo è infatti quella di superare progressivamente lo sconto generalizzato sui carburanti per concentrare le risorse sui soggetti maggiormente esposti ai rincari.

Tra le ipotesi allo studio ci sono tessere carburante destinate alle fasce economicamente più deboli e interventi specifici per gli autotrasportatori. Forme, importi, requisiti e coperture devono però ancora essere definiti, quindi al momento non è possibile stabilire chi potrà effettivamente accedere ai nuovi sostegni.

Tra le possibilità esaminate dai tecnici figura anche una tassazione degli extraprofitti delle imprese energetiche, ma questa strada appare più complessa e incontra forti opposizioni nel settore.

Per gli automobilisti, quindi, ci sono due date da tenere sotto controllo. La prima è sabato 5 settembre, ultimo giorno coperto dall’attuale riduzione fiscale. La seconda arriverà nella settimana successiva, quando il governo dovrebbe definire il nuovo pacchetto di sostegni.

Nel frattempo il dato concreto resta quello esposto sui distributori: 2,039 euro al litro per la benzina e 2,147 euro per il diesel sulla rete ordinaria. E con prezzi già sopra i due euro, anche pochi centesimi in più possono trasformarsi rapidamente in decine di euro aggiuntivi al mese per chi utilizza quotidianamente l’auto.

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