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BYD punta sull'efficienza: arriva la gestione termica predittiva delle batterie

Di Fabrizio Gimena
Pubblicato il 18 giu 2026
BYD punta sull'efficienza: arriva la gestione termica predittiva delle batterie
BYD ha depositato un brevetto per una gestione termica predittiva della batteria basata sulla navigazione. Obiettivo: più autonomia e maggiore efficienza.

Le auto elettriche utilizzano già da tempo i dati della navigazione per migliorare l’efficienza energetica. Oggi però BYD vuole fare un passo ulteriore. Il costruttore cinese ha infatti depositato un nuovo brevetto che sfrutta le informazioni del percorso per gestire in modo intelligente la temperatura della batteria durante l’intero viaggio.

L’obiettivo è chiaro: aumentare l’efficienza del sistema di accumulo, migliorare l’autonomia e ridurre gli sprechi energetici legati ai processi di riscaldamento e raffreddamento. Una tecnologia che potrebbe avere un ruolo importante nelle prossime generazioni di auto elettriche e nelle future evoluzioni delle batterie.

Come funziona il nuovo sistema predittivo BYD

Il principio alla base del brevetto è relativamente semplice ma estremamente sofisticato nella sua applicazione. Il sistema utilizza contemporaneamente le informazioni provenienti dalla batteria e i dati raccolti dalla navigazione per prevedere le condizioni operative che il veicolo dovrà affrontare lungo il tragitto.

In pratica vengono elaborate due diverse curve di temperatura. La prima rappresenta il comportamento reale della batteria in quel preciso momento. La seconda, invece, viene costruita sulla base del percorso programmato e definisce quale dovrebbe essere la temperatura ideale nelle varie fasi del viaggio.

Confrontando continuamente queste due proiezioni, il software può intervenire in anticipo per mantenere la batteria nelle condizioni ottimali. Se il navigatore rileva una lunga salita, una fase di guida ad alta velocità o una situazione che richiederà maggiore potenza, il sistema può preparare il pacco batterie prima che si verifichi l’effettiva richiesta energetica.

Lo stesso avviene nei casi in cui sia necessario limitare il surriscaldamento o prevenire un eccessivo raffreddamento delle celle. Il risultato è una sorta di “mappa termica” dinamica che accompagna il veicolo durante tutto il tragitto.

Perché la gestione termica è così importante per le batterie

La temperatura rappresenta uno degli elementi più critici per il funzionamento delle batterie moderne. Un accumulatore troppo freddo può ridurre le prestazioni e limitare la capacità di erogare potenza. Al contrario, temperature troppo elevate possono accelerare il degrado delle celle e compromettere l’efficienza complessiva del sistema.

Per questo motivo i costruttori investono sempre più risorse nei sistemi di gestione termica. Oggi molte auto elettriche utilizzano già la cosiddetta preparazione della batteria alla ricarica, una funzione che porta le celle alla temperatura ideale prima di raggiungere una colonnina ad alta potenza.

La soluzione immaginata da BYD amplia però questo concetto. Non si limita a preparare la batteria a una ricarica rapida, ma cerca di ottimizzarne il funzionamento durante l’intero utilizzo del veicolo.

In teoria questo approccio potrebbe tradursi in una migliore autonomia, in prestazioni più costanti e in una riduzione dell’energia impiegata dai sistemi di climatizzazione della batteria stessa.

Un vantaggio per le future batterie al sodio e allo stato solido

Il brevetto assume particolare rilevanza guardando alle prossime evoluzioni tecnologiche sulle quali BYD sta lavorando. Il costruttore cinese continua infatti a investire nello sviluppo delle batterie al sodio e nelle future batterie allo stato solido.

Queste tecnologie promettono costi inferiori, maggiore sicurezza e una durata operativa più elevata, ma in alcuni casi richiedono una gestione termica particolarmente precisa per esprimere il massimo potenziale.

Un sistema capace di prevedere in anticipo le condizioni di utilizzo potrebbe quindi diventare un elemento fondamentale per sfruttare al meglio queste nuove generazioni di accumulatori.

C’è inoltre un altro aspetto interessante. Una gestione software più evoluta potrebbe consentire ai produttori di ottenere risultati migliori senza intervenire in modo pesante sulla struttura fisica delle batterie. Questo significa minori modifiche progettuali, riduzione dei materiali necessari e una possibile diminuzione dei costi industriali.

Per il momento si tratta di un brevetto e non di una tecnologia già disponibile sui modelli di serie. Tuttavia la direzione appare chiara: le future auto elettriche saranno sempre più connesse e capaci di utilizzare enormi quantità di dati per ottimizzare ogni fase della guida.

La nuova soluzione sviluppata da BYD va proprio in questa direzione. Se dovesse arrivare sulla produzione di massa, potrebbe rappresentare un ulteriore passo avanti verso batterie più efficienti, longeve e capaci di sfruttare al meglio ogni chilowattora disponibile. Una sfida cruciale per il futuro della mobilità elettrica e per la continua ricerca di maggiore autonomia senza aumentare dimensioni e costi degli accumulatori.

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