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Benzina sempre più giù, il diesel frena la discesa: cosa sta succedendo

Di Vincenzo Calvarano
Pubblicato il 18 giu 2026
Benzina sempre più giù, il diesel frena la discesa: cosa sta succedendo
I prezzi dei carburanti continuano a scendere grazie al petrolio sotto gli 80 dollari, ma il gasolio mostra i primi segnali di inversione nella raffinazione.

Buone notizie per gli automobilisti italiani, almeno per il momento. I prezzi dei carburanti continuano infatti a registrare un andamento favorevole grazie alla discesa delle quotazioni internazionali del petrolio. Da diversi giorni sia il Brent sia il WTI viaggiano sotto la soglia psicologica degli 80 dollari al barile, contribuendo a sostenere il ribasso dei listini alla pompa.

Tuttavia, dietro questa apparente fase di stabilità, iniziano a emergere alcuni segnali che potrebbero modificare lo scenario nelle prossime settimane. In particolare, il gasolio sta mostrando i primi segnali di inversione nella fase della raffinazione, interrompendo una tendenza ribassista che proseguiva ormai da tempo.

Prezzi alla pompa ancora in diminuzione

Nella giornata del 18 giugno 2026 i consumatori continuano a beneficiare di prezzi più contenuti rispetto alle settimane precedenti.

Sulla rete nazionale in modalità self service, la benzina si attesta a una media di 1,862 euro al litro, con una diminuzione di 10 millesimi rispetto alla rilevazione precedente. Anche il diesel continua a registrare una riduzione, scendendo a 1,963 euro al litro con un calo di 11 millesimi.

Andamento positivo anche per il GPL, che raggiunge una media di 0,775 euro al litro, mentre il metano resta stabile a 1,561 euro al chilogrammo.

Situazione simile sulla rete autostradale, dove i prezzi rimangono tradizionalmente più elevati ma continuano a seguire il trend ribassista. La benzina self service si posiziona a 1,956 euro al litro, mentre il diesel scende a 2,052 euro.

Alla base di questa fase favorevole c’è soprattutto il calo delle quotazioni petrolifere internazionali. Il Brent oscilla intorno ai 78 dollari al barile, mentre il WTI viaggia attorno ai 75 dollari, livelli che consentono agli operatori di trasferire gradualmente i ribassi lungo la filiera.

Perché il gasolio sta cambiando direzione

Nonostante il quadro complessivamente positivo, il mercato inizia però a osservare con attenzione il comportamento del diesel.

Secondo gli operatori del settore, nella fase intermedia della filiera, quella della raffinazione, le quotazioni del gasolio stanno registrando un lieve aumento. Un segnale ancora limitato ma sufficiente per interrompere il trend che aveva caratterizzato gli ultimi mesi.

Si tratta di un passaggio importante perché spesso le variazioni che si verificano a monte della distribuzione finiscono per riflettersi successivamente sui prezzi finali pagati dagli automobilisti.

Al momento l’aumento delle quotazioni non ha ancora prodotto effetti evidenti sui listini alla pompa, che continuano a beneficiare del contesto favorevole legato al petrolio. Tuttavia gli operatori monitorano attentamente la situazione per capire se si tratti di una semplice oscillazione temporanea oppure dell’inizio di una nuova fase di rialzo.

In questo contesto si inserisce anche la decisione di Tamoil di intervenire sui prezzi consigliati riducendo di 3 centesimi al litro la benzina e di 1 centesimo il gasolio, contribuendo a mantenere competitivo il mercato.

I prezzi di benzina e diesel tra compagnie e autostrade

Analizzando più nel dettaglio i dati della rete nazionale emergono differenze significative tra compagnie petrolifere e impianti indipendenti.

Nel self service la benzina si attesta mediamente a 1,874 euro al litro, mentre il diesel raggiunge 1,977 euro. Le cosiddette pompe bianche continuano a proporre prezzi generalmente più competitivi rispetto alle principali compagnie.

Tra i marchi più diffusi, Eni registra una media di 1,865 euro al litro per la benzina self service e 1,974 euro per il diesel. IP si colloca leggermente più in alto con 1,879 euro per la verde e 1,983 euro per il gasolio.

Q8 mantiene valori in linea con il mercato, rispettivamente a 1,866 euro e 1,971 euro al litro, mentre Tamoil si posiziona a 1,869 euro per la benzina e 1,968 euro per il diesel.

Le differenze diventano più evidenti nel servizio assistito, dove il costo del rifornimento può superare facilmente i due euro al litro sia per la benzina sia per il gasolio.

Cosa aspettarsi nelle prossime settimane

L’evoluzione dei prezzi dipenderà principalmente dall’andamento del petrolio e dalla tenuta delle quotazioni dei prodotti raffinati. Se Brent e WTI dovessero mantenersi sotto gli 80 dollari, gli automobilisti potrebbero continuare a beneficiare di un contesto favorevole.

La situazione del diesel, però, merita particolare attenzione. I primi segnali di rialzo nella raffinazione potrebbero rappresentare un campanello d’allarme per il mercato, soprattutto considerando il peso che il gasolio continua ad avere nel trasporto merci e nella mobilità professionale.

Per il momento il bilancio resta positivo: i prezzi alla pompa continuano a scendere e il costo dei rifornimenti risulta più leggero rispetto alle settimane precedenti. Ma il comportamento del diesel suggerisce che la fase ribassista potrebbe non essere infinita e che gli equilibri del mercato energetico restano particolarmente sensibili ai cambiamenti della domanda e delle quotazioni internazionali.

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