Bugatti: c’è un’auto elettrica nel suo futuro?

A Ginevra i vertici Bugatti hanno osservato che la gamma di Molsheim potrebbe nei prossimi anni ampliarsi ad un modello zero emission. Sarà una baby-Bugatti? Staremo a vedere.

Non c’è soltanto la “Voiture Noire” sul tavolo delle priorità Bugatti: la iperbolica “one-off”, realizzata in esemplare unico e la cui immagine si rifà alla storica Type 57SC Atlantic, pure rappresentando per il marchio alsaziano guidato da Stephan Winkelmann e che fa capo al Gruppo VAG il non plus ultra in fatto di immagine e contenuti tecnici abbinati alla nobilissima storia della maison fondata da Ettore Bugatti, potrebbe nel futuro essere “superata”, appunto in termini di innovazione hi-tech dei sistemi di propulsione, da un modello più piccolo per dimensioni e per fascia di posizionamento sul mercato, tuttavia altrettanto rilevante per motorizzazione: una vettura, cioè, più accessibile rispetto all’attuale Chiron (anch’essa presente a Ginevra come serie speciale dedicata ai 110 anni dalla creazione dell’azienda), in grado di poter essere utilizzate nel normale impiego quotidiano, e soprattutto dotata di un powertrain 100% elettrico. Un triplo “smash”, per la ultra-esclusiva fabbrica di Molsheim, che negli anni ha sempre mantenuto l’asticella dei propri atout su livelli elevatissimi.

Winkelmann: “Equilibrio fra prestazioni e comfort”

Non che, ovviamente, l’eventuale futura “baby-Bugatti” a zero emissioni potrà essere considerata alla stregua di “veicolo utilitario”: noblesse oblige. Tuttavia, è interessante l’indicazione di percorso che lo stesso amministratore delegato Bugatti ha anticipato nei giorni del Salone di Ginevra (la rassegna si è conclusa ieri) ai taccuini della stampa specializzata: “Per il futuro di Bugatti, vedrei bene un veicolo alimentato a batterie – ha reso noto, in maniera chiaramente possibilista, Stephan Winkelmann ad Automotive News, che ne ha riportato le dichiarazioni – Un modello che riassuma le peculiarità delle vetture a propulsione 100% elettrica, nelle quali è rilevante un buon equilibrio fra prestazioni e comfort, e che si riassume nella possibilità di utilizzo quotidiano della vettura. Questo è quanto vedo per le nostre prossime strategie”, ha annunciato Winkelmann all’edizione online del magazine di Detroit.

Niente SUV, Bugatti punta sull’elettrico?

In buona sostanza: se nei programmi Bugatti per gli anni a venire non c’è spazio per un eventuale “SUV” (conferma avanzata dai “piani alti” di Molsheim proprio durante il Salone di Ginevra), ciò non vuol dire che la futura lineup della factory alsaziana non contempli modelli più vicini al nuovo riassetto in termini di propulsione eco friendly. Del resto, a voler analizzare l’indicazione del CEO Winkelmann, l’allure ultraprestazionale per Bugatti è stretto appannaggio delle “consuete” (ed ammiratissime) hypercar Chiron e Divo, che hanno degnamente raccolto il testimone della precedente Veyron, le quali sono dunque destinate a portare alto il blasone dell’azienda riguardo alle prestazioni su strada “nude e crude”.

E si tratta di vetture che, per mantenere adeguati valori di velocità massima ed accelerazione ai quali i (facoltosissimi) clienti si sono abituati, se dovessero essere alimentati a batterie (che logicamente sarebbero di tipo “extended range”) dovrebbero essere equipaggiati con moduli di accumulatori talmente estesi e pesanti da renderne necessaria una riprogettazione dei telai e dei gruppi sospensioni. Altrimenti, si dovrebbe perseguire una filosofia di “impoverimento” prestazionale delle ipotetiche supercar zero emission: neanche da pensare, perché ciò si ripercuoterebbe in senso negativo sull’immagine del marchio.

Ed ecco spiegato (o meglio: interpretato) il motivo per il quale la dirigenza Bugatti vedrebbe di buon occhio, qualora ci si decidesse ad ampliare la lineup verso la propulsione elettrica, lo sviluppo di un modello tutto nuovo, più “piccolo” per dimensioni e più versatile per utilizzo (sebbene tali indicazioni siano da leggere in un’accezione quanto più relativa: “piccolo” e “versatile”, dalle parti di Molsheim, non è la stessa cosa di un qualsiasi altro marchio “generalista”!).

Facciamo qualche ipotesi sulla Bugatti elettrica

Tutto, al momento, resta nel campo delle ipotesi. La volontà possibilista espressa da Stephan Winkelmann resta, per ora, tale: non c’è alcun “disco verde” da parte dei vertici di Wolfsburg, il Gruppo VAG al quale Bugatti fa capo, dunque il CdA del Gruppo non si è ancora pronunciato, e sarà interessante restare sintonizzati sulla questione per vedere se un giorno lo farà. Ricordiamo, a questo proposito, che lo sviluppo di novità “Sport Utility” da Bentley (Bentayga) e Lamborghini (Urus) ha richiesto un lungo periodo di ricerca, consultazione e studio. Potrebbe quindi darsi che, qualora la dirigenza Bugatti riceva il via libera relativo alla fase operativa del “programma elettrificazione”, ciò avverrà non prima di tre-quattro anni. Un’ottica a medio termine, dunque. Nel frattempo, i big player del comparto automotive daranno vita alla concretizzazione della “offensiva” elettrica da più parti annunciata, e da alcuni fra i principali Gruppi già avviata o in fase di inizio. Il riferimento, in questo senso, va a Bmw, Mercedes, Porsche e Jaguar Land Rover, oltre che ovviamente allo stesso Gruppo VAG (Volkswagen, Audi, Seat e Skoda, più Lamborghini e, appunto, Bugatti), che proprio nei giorni scorsi (qui il nostro approfondimento) ha annunciato l’attuazione del maxi programma di sviluppo della gamma elettrificata Volkswagen, con 70 nuovi modelli “zero emission” che a Wolfsburg si intende portare al debutto entro il 2028 e su scala mondiale, cifra che andrebbe a corrispondere a 22 milioni di nuovi veicoli che verranno allestiti sulla piattaforma modulare Meb concepita espressamente per le auto elettriche.

La sfida tecnologica per Bugatti, a restare nel campo delle supposizioni, potrebbe consistere nel valutare ulteriori livelli di sviluppo tecnologico in materia di propulsione 100% elettrica sul quale pianificare il proprio modello EV di debutto nel settore “zero emission”. La tecnologia espressa da Porsche Taycan, attesa sul mercato a breve termine, potrebbe essere una valida base di partenza, allo stesso modo dell’impiego della piattaforma PPE-Premium Platform Electric che rappresenterà l’”ossatura” dei modelli elettrificati alto di gamma per Audi, Bentley e Porsche. Trattandosi di Bugatti, tuttavia, ciò necessiterebbe un personale re-engineering. Staremo a vedere.

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