Aston Martin Valkyrie: i segreti del powertrain ibrido

Complementare al poderoso 6.5 V12 Cosworth, la hypercar di Gaydon viene equipaggiata con un’unità elettrica supplementare da 162 CV. Da urlo la potenza erogata: 1.176 CV. Tutti i dettagli.

La potenza sfiora quota 1.200 CV; la forza motrice si avvicina a 1.000 Nm. Il tutto viene orchestrato con la supervisione di Red Bull Advanced Technologies e l’impostazione aerodinamica firmata da Adrian Newey. L’obiettivo è chiaro: mettere in evidenza le possibilità in chiave prestazionale dei sistemi di propulsione ibridi, innalzando quindi l’asticella tecnologica in materia di sviluppo motoristico, a conferma di quanto annunciato recentemente dall’amministratore delegato Aston Martin, Andy Palmer, in merito alle potenzialità del progetto, che per i tecnici di Gaydon “Rappresenta la sfida di voler creare un qualcosa di straordinario”.

A fianco del 6.5 V12 Cosworth c’è di più

Mentre il vernissage del SUV elettrico Lagonda (Lagonda All-Terrain Concept) si avvicina a grandi passi (l’anteprima è fissata per i prossimi giorni al Salone di Ginevra 2019: qui la nostra panoramica sulle novità che vedremo alla prima grande rassegna europea, in programma da giovedì 7 a domenica 17 marzo), Aston Martin punta in queste ore i propri riflettori sulla “hypercar delle hypercar”, il progetto Valkyrie che aveva a sua volta debuttato sotto forma di concept al Salone di Ginevra 2017 e che viene svelato riguardo all’impostazione powertrain a corredo dell’impressionante 6.5 V12 realizzato da Cosworth, del quale lo scorso dicembre avevamo fornito un dettagliato approfondimento e ches i candida, per i “piani alti” Aston Martin, a definire la massima espressione nella tecnologia di propulsione interna.

Valkyrie: quasi 1.200 CV dal modulo ibrido

Sotto il cofano (o, per meglio dire, alle spalle della cellula abitacolo integrata in una struttura in fibra di carbonio) di Aston Martin Valkyrie (i cui primi esemplari, comunica Aston Martin, sono attualmente in fase di assemblaggio), a fianco del poderoso Cosworth “aspirato” da 1.000 bhp (ovvero 1.013 CV a 10.500 giri/min e 740 Nm di coppia massima a 7.000 giri/min), è presente un modulo ibrido dalle caratteristiche “ereditate” dal motorsport, e che viene rappresentato da un motore elettrico a sistema KERS, sviluppato da Integral Powertrain e dallo specialista Rimac (factory anch’essa “presente” al Salone di Ginevra in qualità dell’agreement siglato con Automobili Pininfarina per il sistema di propulsione della “superberlina” Battista) e collocato fra il motore termico Cosworth ed il cambio sequenziale robotizzato per il recupero dell’energia cinetica nelle fasi di decelerazione e di frenata, che eroga una potenza di 162 CV e 280 Nm di coppia massima utili a fornire uno spunto supplementare al gruppo motopropulsore.

In questo modo, dati alla mano, la potenza dichiarata per Aston Martin Valkyrie aumenta a 1.160 bhp (corrispondenti a 1.176 CV) per una coppia massima nell’ordine di 900 Nm a 6.000 giri/min. A sua volta, il “pacco” batterie integra tutti i sottosistemi di controllo.

Gruppo motore-cambio elemento portante del telaio

Anche la tecnologia di ancoraggio del gruppo motore-cambio è manifestamente “corsaiolo”: come da lungo tempo avviene nelle monoposto e nei prototipi, l’unità motrice principale 6.5 V12 e la campana del cambio – quest’ultima agganciata alle sospensioni posteriori – fungono da elementi portanti del telaio, in modo da fornire una più elevata rigidità strutturale e, nel contempo, eliminare il peso di un eventuale telaietto aggiuntivo.

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