Aston Martin Valkyrie: avrà un V12 aspirato da oltre 1000 CV

“La massima espressione nei motori a combustione interna”: così i vertici di Gaydon salutano lo sviluppo del motore che equipaggerà la hypercar Valkyrie; lo sviluppo è stato condotto da Cosworth. Tutti i dettagli.

Decisamente, il concetto di “understatement” non fa più parte del bagaglio culturale per i sudditi di Sua Maestà; nemmeno fra i “piani alti” di Gaydon, che d’altro canto hanno sempre puntato a fare di Aston Martin il marchio sportivo per eccellenza nel panorama automobilistico di oltremanica. La recente offensiva di aziende del Regno Unito che fanno di un’immagine marcatamente aggressiva per i propri modelli un ben definito biglietto da visita (McLaren su tutti) e la necessità di un costante rinnovamento della propria gamma, alzando man mano l’asticella della ricerca tecnologica, ha portato i vertici Aston Martin allo studio di soluzioni impensabili fino a pochi anni fa. A dare man forte per questo concreto new deal è intervenuta anche la partnership con il Team Red Bull di F1, del quale la factory di Gaydon è title partner.

Nasce da qui il progetto Aston Martin Valkyrie, nome scelto per la biposto sviluppata in collaborazione con Adrian Newey, che si candida al ruolo di “vettura aspirata più potente del mondo”. Sulla base di alcune anticipazioni “captate” nelle scorse settimane, in queste ore i vertici Aston Martin rivelano nel dettaglio (anche attraverso una sequenza video che ne immortala il sound) le caratteristiche tecniche del modulo di propulsione chiamato ad equipaggiare la nuova supercoupé Valkyrie: sotto il cofano – o, per meglio dire: alle spalle della cellula abitacolo integrata in una struttura in fibra di carbonio – troverà posto un’unità motrice a 12 cilindri a V da 6,5 litri a 65°, sviluppata dal partner tecnico Cosworth, per la quale vengono diramati i dati tecnici di rilievo, appunto in risposta ad un preciso indirizzo tanto semplice quanto impegnativo nell’esecuzione: creare la massima espressione in materia di motori a combustione interna.

I segreti del V12 per la hypercar di Gaydon                   

Dati alla mano, la potenza comunicata per il 6.5 V12 aspirato “by Cosworth” di Aston Martin Valkyrie è di 1.000 bhp, ovvero 1.013 CV, a 10.500 giri/min, ed una forza motrice di 740 Nm a 7.000 giri/min. Valori di potenza di picco, coppia massima e rotazione straordinari, ai quali può aggiungersi un’ulteriore “voce”: stante la potenza massima a 10.500 giri/min, il raffinatissimo V12 di Aston Martin Valkyrie, anticipa una nota tecnica Aston Martin, sarà in grado di sopportare regimi di rotazione fino ad 11.100 giri/min: valore elevatissimo, che ad una prima occhiata non ha precedenti nell’applicazione su autovetture “stradali” e conformi alle emissioni.

Ciò, a tenere conto esclusivamente dell’unità motrice termica: i dati di potenza e forza motrice, conferma il comunicato tecnico Aston Martin, saranno in effetti ancora superiori, essendo convalidato dalle dichiarazioni della stessa dirigenza di Gaydon il ricorso ad un sistema di propulsione ibrido, i cui dettagli verranno rivelati più avanti, man mano che la fase di sviluppo del progetto Valkyrie proseguirà (a questo proposito, in occasione di un primo vernissage al Salone di Ginevra 2017 era stato comunicato che l’unità ibrida si avvaleva della firma Rimac: staremo a vedere).

Nel dettaglio, l’engineering alla base dello sviluppo dell’unità termica di Aston Martin Valkyrie attinge a piene mani dall’enorme esperienza Cosworth nel motorsport, ed in F1 in particolare: la sfida, rivela Aston Martin, riguarda non soltanto i valori prestazionali, ma anche il peso, “Tanto più che il programma ha attentamente evitato l’impiego di leghe ‘estreme’ di ultimissima generazione e le cui proprietà, in previsione di un simile impiego, non risultino comprovate da studi particolari”.

Non più di 200 kg per ottenere oltre 1.000 CV

Oltre ai principali gruppi di fusione – blocco, testate, carter ed alberi a camme -, la maggior parte dei componenti di rotazione viene ricavata dal pieno: in special modo riguardo ai gruppi pistone-biella, in titanio, che verranno realizzati facendo ricorso alle tecniche di lavorazione sviluppate per la massima Formula. Allo stesso modo, l’albero motore sarà ottenuto partendo da una barra in acciaio da 120 mm di diametro e 775 mm di lunghezza, la quale – indica Aston Martin sulla scorta delle indicazioni ricevute dai tecnici Cosworth – verrà sottoposta ad una prima operazione di sgrossatura al tornio, successivamente riceverà uno specifico trattamento termico, una rettifica ad hoc, ed una rifinitura finale.

Il programma di sviluppo relativo ha finora richiesto sei mesi di studi: il risultato, con il conforto delle cifre, rivela l’ottenimento di un albero motore più leggero del 50% rispetto a quello – già a sua volta sviluppato da Cosworth – che equipaggia il V12 della precedente hypercar Aston Martin One-77. Eccezionalmente leggero, il motore completo arriverà a pesare non più di 206 kg.

Cosworth: “Una sfida eccezionale”

“La richiesta di sviluppo per un V12 aspirato da destinare a quella che sarà sicuramente una delle auto più ‘iconiche’ di tutti i tempi è un’immensa fonte di orgoglio per Cosworth. Una lunga presenza in F1 ci ha insegnato ad aspettarci richieste particolarmente impegnative; ma quando abbiamo iniziato a parlare di potenza, peso, rispetto delle emissioni e durata unita a obiettivi sempre più difficili e a volte conflittuali, sapevamo che questa sarebbe stata una sfida come nessun’altra – commenta Bruce Wood, amministratore delegato di Cosworth – La collaborazione tra Aston Martin, Red Bull e Cosworth comporta una visione chiara e distinta, da parte di ciascuna azienda coinvolta nel progetto Valkyrie, essenziale per lo studio di un motore a combustione interna dalle caratteristiche più avanzate rispetto a qualsiasi propulsore ‘convenzionale’ visto finora per l’applicazione su autovetture ad impiego stradale”.

Un motore fatto per “durare” 100.000 km

Lo stesso numero uno di Cosworth, rivela Car and Driver in una news, avrebbe inoltre puntualizzato come, ai fini del massimo rendimento termico dell’unità motrice, la progettazione del nuovo 6.5 V12 aspirato abbia tenuto conto di un preciso limite di durata, circa 100.000 km: “Ci aspettiamo che a tale soglia di percorrenza il motore possa giungere alla massima usura dei propri componenti. Ciò non significa necessariamente che esso debba ‘per forza’ giungere a fine vita: si tratta di una stima prudenziale. Qualora in futuro vi sia chi giunga a tale percorrenza, sarà nostra cura aprirlo ed esaminarlo con gli strumenti al banco prova. Se il singolo blocco si rivelerà in buone condizioni e non eccessivamente consumato, non vedo ragione per non ricostruirlo con nuovi pistoni e nuove valvole”.

Aston Martin: “Il progetto Valkyrie non si accontentava di meno”

“Niente suona meglio, per le orecchie dell’appassionato, della sinfonia di un V12 aspirato ad alte prestazioni – aggiunge Andy Palmer, presidente e CEO di Aston Martin Lagonda – Per noi, la sfida di voler creare un qualcosa di straordinario ha rappresentato un’ulteriore conferma: la consapevolezza che il ‘progetto Valkyrie’ non si sarebbe accontentato di meno. E fin da subito i tecnici Cosworth si sono impegnati in una ricerca che innalzasse di una tacca i limiti del possibile. Il risultato è un motore del tutto straordinario: uno di quelli che dubito potranno mai essere superati”.

Aston Martin Valkyrie, la tecnica del V12 sviluppato da Cosworth: immagini ufficiali Vedi tutte le immagini

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