Ferrari: prove di ibrido aspettando il nuovo SUV?

Un misterioso prototipo “silenzioso” è apparso sulla pista di Fiorano. Sarà l’unità ibrida plug-in indicata da Marchionne a Ginevra? Oppure uno studio sul futuro SUV di Maranello?

Sulla pista Fiorano è calato il silenzio. Un silenzio dovuto ai test di una nuova propulsione ibrida, che confermerebbe le dichiarazioni avanzate nelle scorse settimane dal presidente della Ferrari Sergio Marchionne, il quale in occasione della première della Ferrari 488 Pista al Salone di Ginevra aveva indicato lo sviluppo di un SUV Ferrari a propulsione ibrida. Una anticipazione ghiotta, che del resto confermavano precedenti dichiarazioni del numero uno Fca relative all’inclusione di un progetto di powertrain ibrido nel nuovo piano industriale Ferrari di prossima presentazione.

In particolare, in questi giorni a Fiorano è stato visto un prototipo di Ferrari ad alimentazione ibrida plug-in: l’indiscrezione sull’alimentazione deriva dal fatto che, a parte alcuni rumori ambientali, dalla “misteriosa” coupé del Cavallino (una 488) non arrivava alcun sound motoristico. Ciò farebbe pensare ad una partenza in modalità elettrica.

Dal punto di vista tecnico, si aggiungerebbe l’ipotesi relativa all’impiego di una tecnologia di propulsione ibrida “tradizionale”, vale a dire non comprendente il sistema di recupero dell’energia cinetica per l’alimentazione delle batterie installato a bordo della hypercar LaFerrari (in quel caso, l’innovazione, derivata dalla F1, era stata utilizzata più in virtù dell’ottenimento di ulteriori performance anziché in previsione di una maggiore efficienza termica funzionale a consumi ed emissioni).

Ipotizzata a grandi linee la tecnologia del primo V8 ibrido per Ferrari, la “tabella di marcia” delle strategie industriali attualmente in fase di elaborazione a Maranello ne suggerirebbero l’installazione a bordo del futuro “Sport Utility” di Ferrari, da tempo sulla bocca di molti enthusiast del Cavallino e, oggi più che mai, atteso dai mercati quale ideale competitor nei confronti di Lamborghini Urus a propulsione ibrida plug-in (annunciato in una prospettiva a breve termine) e della lineup Porsche Panamera, che già possiede nella propria offerta le rispettive varianti benzina-elettrico, ma anche “contro” Bentley Bentayga PHEV.

Interessante, alla luce delle future strategie tecnologiche Ferrari, l’indicazione dello stesso Sergio Marchionne che riguardava la futura offerta di nuove varianti ibride (probabilmente plug-in) di Maranello in funzione degli obiettivi di 95 g/km nelle emissioni di CO2 per i Paesi UE al 2021 (limiti che, entro il 2030, potrebbero ricevere un ulteriore “taglio” del 30%): “L’elettrificazione costituirà un nostro pilastro tecnologico”.

I futuri limiti alle emissioni non riguarderebbero Ferrari, in quanto produce meno di 10.000 autoveicoli all’anno; tuttavia, l’osservazione del numero uno di Maranello ed Fca potrebbe non lasciare dubbi in merito alla prima destinazione delle unità di propulsione ibride plug-in: “Quando venderemo di più, ciò potrebbe essere un problema. In ogni caso, penso che la tecnologia ibrida ci darà una mano”. Se si considera il buon gradimento che il segmento SUV ottiene in alcuni dei big market globali, basta fare “uno più uno” e individuare nello “Sport Utility” di esordio per Ferrari in questo settore il primo modello del Cavallino a propulsione ibrida. Siamo tuttavia nel campo delle ipotesi: staremo a vedere.

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