Alfa Romeo Giulia GTA e GTAm: aerodinamica, prestazioni, allestimento e prezzi

“Gran Turismo Alleggerita” e “Gran Turismo Alleggerita modificata” in chiave 2021: ecco le attesissime versioni ultraperformanti (540 CV) della “segmento D” del Biscione.

Ipotesi: il massimo mai realizzato finora. Tesi: come migliorare un prodotto (leggi: una berlina vestita da supercar) già ultraperformante. Dimostrazione: attraverso un accuratissimo lavoro di engineering che ha riguardato pressoché tutti gli aspetti tecnici del modello dal quale si è inteso realizzare una “evoluzione”, vale a dire telaio, aerodinamica, meccatronica. Ed ecco il risultato, che fa finalmente bella mostra di se in attesa di vederlo su strada (e anche di stuzzicarsi l’udito con il lacerante urlo del ”Vusei” biturbo da quasi tre litri): Alfa Romeo Giulia GTA e la sorella-racing GTAm sono state svelate ufficialmente nel loro habitat storicamente naturale. Ovvero a Balocco, il tracciato di prova nel Vercellese dove esattamente 56 anni fa la progenitrice Giulia GTA mosse i primi giri di ruota. Un ambiente dove tutto “sa” di Autodelta, dunque; e del resto, il ricordo del leggendario reparto corse di Settimo Milanese guidato da Carlo Chiti continua ad aleggiare nell’aria. Anche adesso, e soprattutto adesso che l’evoluzione automotive si spinge sempre più verso l’elettrificazione (uno sviluppo che peraltro interesserà anche Alfa Romeo in un’ottica a breve-medio termine), e della più pura poesia dei motori sembra che ve ne siano sempre meno tracce. Anche per questo, le attesissime novità high performance della “segmento D” italiana assumono ancora più valore: l’immagine corsaiola all’ennesima potenza della creatività nazionale trova una nuova espressione. Ed è un gran bene per l’immagine del comparto automotive italiano.

Ecco quanto costano

Dunque: ecco Giulia GTA e Giulia GTAm, “sorelle cattive” della precedente Giulia Quadrifoglio dalla quale ereditano l’indole dinamicissima, ulteriormente amplificata da un completo programma di revisione. Si tratta – anche se sarebbe superfluo specificarlo – di due modelli “quasi” unici di per se, che in effetti verranno “tirati” in serie volutamente limitata: 500 esemplari per Giulia GTA, altrettanti per GTAm. E i prezzi, che indichiamo per dovere di completezza sebbene fosse chiaro fin dall’inizio che si sarebbe trattato di importi all’altezza di ben poche (e facoltose) tasche, sono all’altezza della rispettiva immagine.

  • Alfa Romeo Giulia GTA: da 175.000 euro (IVA al 22% compresa);
  • Alfa Romeo Giulia GTAm: da 180.000 euro (IVA al 22% compresa).

Esclusivo anche il kit (“Experience Package”) di personalizzazione: ne fanno parte un casco Bell in livrea speciale GTA da rendere “esemplare unico” attraverso l’apposizione del numero seriale del veicolo di riferimento, un telone copriauto Goodwool ed una serie di servizi dedicati. A sua volta, per GTAm è previsto anche l’abbigliamento racing firmato Alpinestars.

Firme d’autore

Sul tavolo degli ingegneri che hanno partecipato al progetto GTA e GTAm c’era l’opportunità di operare sulle dinamiche del veicolo (il riferimento è alla precedente Quadrifoglio da 510 CV): obiettivo che, per essere raggiunto, ha richiesto un ampio utilizzo di componenti in fibra di carbonio e materiali compositi. In materia di aerodinamica, studiata specificamente per aumentare la downforce, si è fatto ricorso all’esperienza maturata in Formula 1, grazie alla sinergia con Sauber Engineering. E per lo sviluppo di entrambe le configurazioni, sono intervenuti Antonio Giovinazzi e Kimi Räikkönen: i due “volanti” di Alfa Romeo nella massima Formula hanno preso parte ad alcune sessioni di collaudo in pista, durante le quali hanno fornito indicazioni preziose in particolar modo sulle componenti aerodinamiche e sull’ handling della vettura.

Due facce della stessa medaglia

Decisamente aggressive (e non potrebbe essere altrimenti), le due nuove “ultra-Giulia” mostrano in effetti altrettante manifestazioni di carattere. Intendiamoci: che si tratti di “evoluzioni super-high performance” si vede lontano un miglio; tuttavia, alcuni particolari tradiscono due intonazioni differenti. Alfa Romeo Giulia GTA è un poco più “sobria”, si può dire più vicina alla versione Quadrifoglio nello spirito di sportivissima di alta gamma e utilizzabile tutti i giorni (su tutti: all’interno ci sono quattro-cinque posti, ed i sedili anteriori sono sì anatomici, tuttavia più “umani” nell’impostazione). Agli antipodi c’è Giulia GTAm: progettata ad hoc per l’”uso-pista”, non ha i sedili posteriori – al loro posto c’è una “vasca” rivestita in Alcantara che integra due sagome portacasco – e nemmeno i pannelli delle porte di dietro, dispone di impianto di estinzione, rollbar posteriore, una coppia di sedili anatomici Sabelt dal guscio in fibra di carbonio con cinture di sicurezza a sei punti, ed il tradizionale sistema di apertura a cordino (ribattezzato “pull loop”, ma sempre quello è) delle porte anteriori al posto delle maniglie. L’ambiente-abitacolo è, per entrambe le configurazioni, “dominato” dall’Alcantara, presente su plancia, pannelli porta, padiglione, montanti laterali e rivestimento centrale dei sedili.

All’insegna di leggerezza e aerodinamica

La potenza pura costituisce un ottimo biglietto da visita: va tuttavia accompagnata ad un sapiente lavoro di affinamento complessivo del veicolo. All’atto pratico, Giulia GTA denuncia un centinaio di kg in meno rispetto a Quadrifoglio, grazie all’impiego di materiali leggeri, come la fibra di carbonio per il paraurti anteriore, i parafanghi anteriori, gli inserti passaruota posteriori ed i sedili (tutto questo, ovviamente, in aggiunta ai particolari già presenti a bordo di Giulia Quadrifoglio: tetto, cofano, albero di trasmissione), più l’alluminio per motore, porte e sospensioni. Nel caso di Giulia GTAm, un ulteriore alleggerimento deriva dall’utilizzo di fogli di policarbonato per la finestratura laterale e posteriore. Ragionando sui numeri, Alfa Romeo Giulia GTA pesa 1.560 kg, che scendono a 1.520 kg (dunque 40 kg in meno) su GTAm, a fronte di 4,64 m di lunghezza, 1,91 m di larghezza, 1,43 m di altezza ed un interasse di 2.820 mm. Sul fronte aerodinamico, come si accennava qui sopra si segnala l’intervento del Team Sauber e della sua galleria del vento di Hinwil (dove, per intenderci, sono state portate avanti le prove tecniche sul modello in scala 1:2 delle monoposto di F1 della nuova era), una delle più avanzate a livello mondiale. Nel “wind tunnel” elvetico è stato messo a punto un aerokit che comprende, nell’ordine:

  • Uno splitter anteriore dedicato e regolabile manualmente (estraibile fino a 40 mm, su Giulia GTAm, nell’impiego in pista);
  • Un’ala posteriore anch’essa a regolazione manuale (a quattro livelli su Giulia GTAm);
  • Un estrattore inferiore specifico, in grado cioè di aumentare l’effetto-suolo del veicolo, e che integra un inedito impianto di scarico centrale in titanio firmato dallo specialista Akrapovic;
  • Minigonne laterali;
  • Sottoscocca opportunamente carenato.

Dati alla mano, indicano i tecnici Alfa Romeo (con l’avallo di Giovinazzi e Räikkönen), Giulia GTAm – in grado di adattare il carico aerodinamico su qualsiasi pista, a seconda delle preferenze del pilota – riesce in pista a sviluppare il doppio del carico rispetto a Giulia GTA, e addirittura il triplo in rapporto alla già sorprendente Giulia Quadrifoglio.

Gli elementi racing che entusiasmano

All’esterno, Alfa Romeo Giulia GTA e Giulia GTAm 2021 si fanno immediatamente riconoscere per un allestimento dedicato, in cui qualsiasi elemento concorre non soltanto a contestualizzare l’immagine racing di entrambe le configurazioni (“estrema” nel caso di GTAm), quanto a rivelarsi funzionale per gli impieghi che le nuove versioni sono chiamate a interpretare. I passaruota più larghi (necessari in virtù del notevole aumento delle carreggiate rispetto a Giulia Quadrifoglio: 25 mm in più all’avantreno, 50 mm in più al retrotreno), gli esclusivi cerchi da 20” con fissaggio monodado (una consuetudine nelle competizioni, un’assoluta primizia fra le berline destinate alla vendita ed all’impiego stradale) con un set di pneumatici Michelin Pilot Sport Cup 2 Connect, una modifica al simbolico “trilobo” Alfa Romeo e lo sviluppo di un settaggio specifico per le sospensioni (avantreno a doppi bracci oscillanti, retrotreno multilink) e per lo sterzo, nonché un impianto frenante carboceramico realizzato da Brembo completano l’esclusivo corpo vettura.

Motorizzazione: potenza bruta

Sotto al cofano, ecco l’ulteriore meraviglia, che può essere “ottimizzata” con il programma “Dynamic” oppure lasciata libera di sprigionare tutta la potenza di cui è capace, selezionando la modalità “Race”: l’unità motrice V6 biturbo da 2,9 litri (2.891 cc), “riveduta e corretta” in alcuni componenti e nell’elettronica. Ovvero: nuove bielle, nuovi ugelli per la lubrificazione dei pistoni, nuove centraline sviluppate in partnership tra Alfa Romeo e Bosch (che ha progettato anche il servosterzo elettrico con trasmissione a cinghia), una per ogni bancata in modo da poter essere controllate individualmente e, all’occorrenza considerato che controllano anche il sistema di iniezione diretta ad alta e bassa pressione, comandare la disattivazione di una bancata a seconda della coppia richiesta, per ottenere una sensibile riduzione di consumi ed emissioni. Il risultato si traduce in 30 CV in più rispetto a Giulia Quadrifoglio, in rapporto alla quale la nuova “coppia da sparo” del Biscione mantiene la trazione posteriore e la trasmissione automatica.

La scheda tecnica

  • Motore: benzina biturbo a 6 cilindri a V da 2,9 litri;
  • Cilindrata complessiva: 2.891 cc;
  • Potenza massima: 540 CV;
  • Trasmissione: cambio automatico ad otto rapporti.

Valori prestazionali

  • Velocità massima: 301 km/h Giulia GTA, 315 km/h Giulia GTAm;
  • Tempo di accelerazione da 0 a 100 km/h: 3”6 (con Launch Control).
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