F1 2021: primo test in galleria del vento

Nel “wind tunnel” di Sauber le prove tecniche su modello in scala 1:2 già pronto secondo le nuove norme: per lo staff FIA e F1 sono risultati eccezionali.

Al rilascio ufficiale dei nuovi regolamenti tecnici per la F1 dei prossimi anni manca una manciata di settimane: il prossimo ottobre se ne conosceranno i dettagli. Nel frattempo, ed in perfetto orario sulla “tabella di marcia” recentemente anticipata (poco più di un mese fa, i vertici della massima Formula avevano diffuso un primo render delle monoposto in chiave 2021) arrivano in queste ore le immagini di anteprima del modello di monoposto F1 2021 “in scala” sottoposto nei giorni scorsi ad una sessione di test (segreti, per evitare fughe di notizie ai team) nella galleria del vento Sauber Motorsport ad Hinwil. Segno che lo staff tecnico FIA e F1 prosegue il proprio lavoro di studio per la definizione delle regolamentazioni pronte ad entrare in vigore nell’immediato futuro: nuove normative che, come più volte puntualizzato dai “piani alti” F1, dovranno essere funzionali ad un aumento dei sorpassi nelle fasi di gara, a consentire ai piloti minori difficoltà nel seguire le vetture che li precedono e, in definitiva, offrire più spettacolo in pista per spettatori “sul campo” e telespettatori.

Le prove dinamiche “in casa Sauber”

Come accennato, per il test sull’aerodinamica delle monoposto che vedremo fra due anni e mezzo è stato posto in essere nella struttura di Hinwil di proprietà Sauber Motorsport (Alfa Romeo Racing): le prove si sono svolte “a porte chiuse”, specificamente per evitare che i team che prendono parte alla massima serie iridata – e Alfa Romeo in particolare – potessero avere modo di beneficiare in anticipo dei risultati. Per questo, comunicano i vertici F1, a prove concluse ciascuna squadra ha – negli stessi tempi fra i vari team – ricevuto un dossier completo sulle prove strumentali.

Modello in scala 1:2 con nuove specifiche 2021

Ed è da rimarcare il fatto che, per la prima volta, è stato realizzato un primo esemplare di monoposto F1 2021: non a grandezza naturale – si trattava di una “maquette” in scala 1:2 -, tuttavia ciò rappresenta una chiara evoluzione rispetto ai render diffusi finora ed alle precedenti sperimentazioni (un modello sviluppato sulla base delle monoposto 2018 ma con proporzioni al 60% in luogo del 50%, lo scorso gennaio; e, a marzo, una vettura più vicina alle specifiche 2021 tuttavia con ruote da 13”). Altrettanto rilevante, ai fini dei nuovi regolamenti, è stato l’impiego di un set di gomme da 18”, che effettivamente rappresenteranno la misura standard in procinto di essere adottata dalle monoposto F1 “new gen”. Riguardo al layout aerodinamico, già affrontato nelle fasi di sviluppo effettuate ricorrendo ai CFD-Computational Fluid Dynamics (ovvero i programmi informatici creati per l’analisi dei flussi) ed ulteriormente perfezionato dallo staff tecnico FIA e F1 secondo modalità ovviamente “super partes” – cioè non impiegato solitamente dalle squadre iscritte al campionato – la “maquette” era pressoché definitiva relativamente al disegno delle fiancate, del sottoscocca e dell’ala posteriore. In via di definizione è la forma dell’ala anteriore: più avanti si saprà se quest’ultima riceverà un disegno differente e funzionale al nuovo studio dei flussi in relazione alle caratteristiche richieste alle monoposto 2021.

Riflettori puntati sull’aerodinamica

A questo proposito, è importante rimarcare che proprio la misurazione dei flussi dell’aria, e le relative turbolenze al retrotreno, hanno costituito il punto centrale dei test in galleria del vento. Determinante, in tal senso, è stata la decisione di affrontare la prova dinamica con un modello in scala. Ciò per un motivo di carattere squisitamente pratico e “generale”, come specifica Pat Symonds, attuale responsabile tecnico F1: “Le nostre prove tengono conto di diversi parametri rispetto ai test che solitamente vengono effettuati dai team: per il settaggio delle monoposto, gli ingegneri delle Scuderie tengono conto soprattutto delle forze che intervengono sull’auto, mediante una serie di analisi sulle dinamiche del veicolo che intervengono mentre la monoposto è in movimento. Si tratta di studi che ovviamente ci interessano, tuttavia la nostra attenzione è rivolta principalmente all’osservazione di tutto quello che avviene ‘dietro’ la monoposto, ovvero allo studio delle turbolenze”. Nasce da qui, tecnicamente, la scelta di svolgere la prova alla galleria del vento ricorrendo ad un modello in scala 1:2: “Ciò – spiega Symonds – ci ha consentito di poter contare su un maggiore spazio a nostra disposizione intorno alla vettura, e quindi controllare in modo più efficace l’effetto-scia prodotto dalla monoposto”. Ugualmente, la decisione di affidarsi alla galleria del vento di Sauber Motorsport era dettata dalla possibilità di avere a disposizione l’ampio spettro di flussi, che permette una estrema precisione nella misurazione dei parametri principali, come direzione dell’aria, la sua pressione e la sua velocità.

Test più vicino possibile alla realtà

Nickolas Tombazis, l’ingegnere FIA responsabile di tutti gli aspetti tecnici relativi alle monoposto, evidenzia come “Lo studio sulla direzione, sulla pressione e sulla velocità dei flussi dell’aria intorno e dietro alla vettura ci permette di confermare la validità delle analisi effettuate con i CFD, e che quanto evidenziato dalle prove computerizzate sia sostanzialmente corretto”. Dati alla mano, prosegue Tombazis, obiettivo principale dei test derivava dalla “Ricerca verso una riduzione delle perdite che la vettura che segue ha la necessità di affrontare. Semplificare l’aerodinamica equivale, all’atto pratico, al miglioramento delle performance per la monoposto in scia, in quanto se la vettura ‘davanti’ ha poco da fare per tenere sotto controllo la propria scia, è altrettanto vero che quella ‘dietro’ è, in virtù dell’assenza di appendici piccole e più sensibili, meno sottoposta a disturbi di natura aerodinamica”.

Obiettivo: garantire più spettacolo

L’analisi delle performance, spiegano i tecnici FIA e F1, mette in evidenza un’importante riduzione delle turbolenze, scese ad un range compreso fra il 5% ed il 10% rispetto ai dati CFD ed in relazione all’attuale 50%, in funzione del layout della monoposto e, naturalmente, tenendo sempre conto del test svolto sul modello in scala 1:2. “Risultati eccezionali, ed al di là delle nostre aspettative”, dichiara Pat Symonds. Quanto risulta dai test in galleria del vento, dunque, è potenzialmente in grado di venire incontro ai target fissati in fase di definizione del progetto “F1 2021”, che vogliono una “rivoluzione” nelle gare della massima serie iridata, fatta di vetture capaci di correre più vicine l’una all’altra, senza timore di compromettere il carico aerodinamico e degradare gli pneumatici, più sorpassi. In estrema sintesi, più spettacolo ad ogni gara.

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