Bmw i Hydrogen Next: i dettagli del SUV fuel cell

Ibrido, ibrido plug-in, 100% elettrico e idrogeno: dal 2022, l’approccio “green” di Bmw sarà funzionale alle esigenze dei mercati.

Le nuove strategie Bmw in chiave “zero emission” si preparano ad accogliere la tecnologia fuel cell a idrogeno: una strada finora intrapresa da Hyundai, Mercedes e Toyota, e che nel futuro – in un’ottica a medio termine – vedrà la presenza anche del Gruppo di Monaco di Baviera. È proprio con Toyota, da tempo partner tecnico Bmw (uno dei più recenti frutti dell'”alleanza” fra i due colossi sono le “cugine” Bmw Z4 e Toyota GR Supra, che condividono piattaforma CLAR-CLuster ARchitecture, e unità motrice 3.0 6 cilindri in linea da 340 CV), che Bmw imbastirà la realizzazione delle tecnologie di propulsione a idrogeno: una nuova famiglia di veicoli che si inaugurerà con Bmw i Hydrogen Next, medium SUV ad alimentazione fuel cell che vedremo fra poco più di due anni.

Svelata a Francoforte 2019, su strada nel 2022

L’anteprima dell’inedito Sport Utility fuel cell era avvenuta in occasione del Salone di Francoforte 2019, dove il Gruppo bavarese era presente in gran forze (al solito) con le novità Concept 4, Serie 3 Touring, X1, X6, M8 Coupé, M8 Cabrio e Serie 8 Gran Coupé. L’ultimo step in ordine di tempo riguarda il rilascio delle prime informazioni relative alla tecnologia di propulsione progettata per Bmw i Hydrogen Next, come preludio ad una fase di ulteriore messa a punto finalizzata alla messa in produzione di un primo lotto di esemplari, tutti – in perfetta corrispondenza con il “vernissage” dell’IAA 2019 – da realizzare su base Bmw X5. Il debutto di una prima piccola serie è fissato per il 2022.

Powertrain: eDrive quinta generazione, celle di idrogeno per 374 CV

Sotto il cofano, “base di partenza” individuata per Bmw i Hydrogen Next è il modulo powertrain eDrive di quinta generazione che andrà ad equipaggiare la “big news” iX3, attesa entro la fine del 2020 e che a sua volta verrà condiviso dai modelli i4 e iNext, cui si aggiunge un sistema a celle di combustibile da 170 CV, alimentato da due serbatoi per l’idrogeno a 700 bar di pressione e da 6 kg di capacità complessiva. La potenza di sistema annunciata da Bmw è nell’ordine di 374 CV. Sebbene i valori prestazionali (consumi, velocità massima, tempo di accelerazione) non siano stati annunciati, il vicepresidente della Divisione Hydrogen Fuel Cell Technology and Vehicle Projects di Bmw, Jürgen Guldner, dichiara che il modulo di propulsione “Garantirà una elevata autonomia, a prescindere dalle condizioni climatiche, ed una sosta di appena 3-4 minuti per il rifornimento di idrogeno”.

Nei prossimi anni nuovi modelli a idrogeno

Altrettanto ghiotta è la notizia, rilasciata dai vertici del “colosso” bavarese, relativa alla successiva fase di sviluppo strategico dell’alimentazione fuel cell: nella seconda metà del decennio Bmw intende mettere a disposizione dei clienti un’offerta di modelli a idrogeno, “A seconda delle condizioni e dei requisiti del mercato globale”. Le prospettive sono interessanti, dunque: staremo a vedere come si evolveranno le strategie Bmw in tal senso, anche perché andranno ad ampliare un’”offensiva” all’insegna dell’elettrificazione che prevede, entro il 2023, un totale di 25 nuovi modelli elettrificati, almeno dodici dei quali verranno provvisti di propulsione interamente elettrica.

Obiettivo: tecnologie complementari fra loro

Klaus Fröhlich, membro del CdA Bmw per Ricerca e Sviluppo, dichiara a questo proposito che sarà essenziale offrire ai clienti diversi sistemi di alimentazione, per venire incontro alle esigenze individuali: “Siamo convinti che il futuro dell’automobile offrirà varie tecnologie di propulsione ‘alternativa’, e l’una accanto all’altra. Ciò avverrà per il fatto che non esiste un’unica soluzione idonea a rispondere all’intero spettro delle esigenze di mobilità su scala mondiale”. Riguardo alla tecnologia fuel cell, Fröhlich è dell’avviso che “L’alimentazione a celle di combustibile a idrogeno potrebbe diventare, a lungo termine, il quarto pilastro della nostra offerta di alimentazioni green. I modelli di fascia alta della gamma ‘X’, che già ottiene un notevole gradimento, sarebbero i candidati ideali”.

Ci vorrà del tempo

In buona sostanza: le indicazioni “captate” dai vertici Bmw sembrano favorevoli sul potenziale della tecnologia di propulsione a celle di idrogeno; tuttavia, come accennato, ci vorrà del tempo prima che Bmw possa offrire un modello fuel cell di grande serie. Il motivo? È presto detto, e si inserisce in pieno nella grande questione che tuttora limita l’espansione delle auto a idrogeno: non siamo ancora in fase di “quadratura del cerchio”. “Siamo dell’avviso – riprende Klaus Fröhlich – che l’idrogeno, come energia di alimentazione, debba prima essere prodotto in quantità sufficienti, ad un prezzo competitivo, e attraverso l’impiego di fonti sostenibili. Il suo utilizzo principale potrà essere rivolto principalmente per applicazioni che per motivi tecnici non possono adottare l’alimentazione elettrica a batterie, come il settore Truck da impiegare sulle lunghe distanze. “Last but not least” – anzi: essenziale in vista di un suo sviluppo – la questione delle infrastrutture, segnatamente una vasta rete europea di stazioni di rifornimento di idrogeno.

Il progetto di ricerca Bryson

Parallelamente alla progettazione del primo sistema di alimentazione fuel cell “new gen”, Bmw porta avanti lo studio della propulsione a idrogeno attraverso la partecipazione al programma di ricerca Bryson (acronimo che, dal tedesco, è traducibile come “Serbatoi efficienti, ed a fruibilità ottimizzata, per lo stoccaggio dell’idrogeno”). Il progetto si avvale della collaborazione fra la stessa Bmw e l’Università di Monaco di Baviera, l’Università tecnica di Dresda, Leichtbauzentrum Sachsen GmbH e WELA Handelsgesellschaft mbH. L’obiettivo dichiarato si rivolge allo sviluppo di una nuova tecnologia di serbatoi per lo stoccaggio dell’idrogeno ad alta pressione, caratterizzati da un layout piatto e funzionali ad una agevole integrazione nelle future architetture modulari. Il progetto, che si avvale di finanziamenti da parte del Ministero federale dell’Economia e dell’Energia, avrà una durata di tre anni e mezzo.

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