RC auto: guerra alle truffe con le liberalizzazioni

Le liberalizzazioni del governo pongono un freno alle truffe alle assicurazioni auto, con limitazioni ai risarcimenti e carcere per chi froda.

Le modifiche del governo al decreto sulle liberalizzazioni tocca anche il mondo dell'auto. Fra gli emendamenti dell'ultim'ora ce n'è uno che punta a limitare le azioni risarcitorie e le eventuali truffe ai danni delle compagnie di assicurazione da parte di automobilisti vittime del colpo di frusta.

Molto chiaro il documento reso noto da Palazzo Chigi: "In caso di incidente stradale, le lesioni di lieve entità che non siano suscettibili di accertamento clinico strumentale obiettivo non potranno dar luogo a risarcimento per danno biologico permanente".

In pratica: senza accertamento da parte di un medico - e quindi senza prova documentale del danno - non ci sarà compensazione pecuniaria. L'esecutivo ha voluto poi regolamentare il settore dell'RC auto: chi verrà sorpreso senza contratto avrà 15 giorni di tempo per mettersi in regola mentre il veicolo sarà iscritto in un registro ad hoc riservato a queste violazioni. Se dopo tale periodo di tempo, il nome di chi non si è messo in regola sarà messo a disposizione delle forze dell'ordine e delle prefetture.

Sempre per evitare le truffe alle assicurazioni nel decreto ci sono poi altre novità: la prima è che il tagliando di assicurazione dovrà essere consegnato all'utente solo per via telematica. La seconda è la creazione di una banca dati anagrafe dei testimoni e di una banca dati anagrafe dei danneggiati. Tale banche dati saranno inserite direttamente nei computer delle compagnie di assicurazione.

Infine, il governo ha previsto il carcere da 1 a 5 anni per chi finge un danno fisico o un danno alla propria auto. Fingere sarà poi più difficile, perché sarà resa obbligatoria l'installazione della scatola nera nei veicoli. Stralciata invece la norma che prevede il taglio del 30% alla somma risarcita se l'auto è riparata in un'officina non convenzionata con la propria assicurazione.

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di Andrea Barbieri Carones | 23 febbraio 2012

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