Jeep Grand Cherokee, europea di Detroit

Interni più curati, sospensioni pneumatiche, migliore aerodinamica: l’Europa fa strada, Jeep ne segue le tracce con la nuova Grand Cherokee

Jeep, non c'è bisogno di dirlo, è il simbolo dei fuoristrada. Un simbolo che per decenni ha giocato su robustezza e originalità le proprie carte, contando su un appeal che si concretizza in prestazioni off-road a cinque stelle.

Grand Cherokee significa, un po' come Range Rover, uno degli ultimi SUV capaci di cavarsela egregiamente anche in fuoristrada. Una scelta d'obbligo per chi ha inventato la Willys e una strada che ha premiato il costruttore americano, arrivato ad avere un grande successo anche in Europa.

Esempio più unico che raro, la Grand Cherokee è stata fabbricata anche in Austria e, dettaglio non da poco, è stata proposta con motorizzazione diesel proprio per venire incontro alla clientela del Vecchio Continente, stringendo un'importante partnership con la nostrana VM Motori.

Segno che Jeep e Chrysler sono molto attente a cosa accade sull'altra sponda dell'Atlantico, al punto che la quarta serie di questo SUV propone importanti cambiamenti, se non stravolgimenti, per venire incontro ad una clientela molto esigente. Diremmo proprio di stampo europeo.

Su strada è più "cittadina"

La serie precedente faceva uso di un ponte rigido al posteriore, trazione integrale permanente, cambio con marce ridotte e balestre al posto di più moderne molle elicoidali. Una scelta coerente: il cliente Jeep non guida solo su asfalto e ci sono fin troppi "finti fuoristrada" che, a fronte di gomme tassellate, vanno in crisi quando c'è da affrontare qualcosa in più di un semplice sterrato.

Con il modello 2011 Jeep sembra aver abbandonato definitivamente questo schema, adottando un più "civile" comparto a sospensioni indipendenti, abbinato a sofisticata elettronica per ritrovare i vantaggi che un ponte rigido può avere nel fuoristrada più complesso.

La risposta è un sistema di sospensioni indipendenti pneumatiche, con altezza e rigidità variabili, in grado di adattare la Grand Cherokee sia alla guida autostradale, sia al fuoristrada più impegnativo, anche se le dimensioni e gli "angoli caratteristici" non permettono certo di fare follie.

Una rivoluzione che si concentra in un comando circolare, posto alla base del cambio, per selezionare il tipo di fondo che si sta affrontando, dall'asfalto levigato di un'autostrada a un'insidiosa mulattiera innevata.

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