Volkswagen prepara una maxi ristrutturazione: fino a 100.000 posti a rischio
Il Gruppo Volkswagen potrebbe essere vicino a una delle più importanti riorganizzazioni della propria storia recente. Secondo indiscrezioni riportate dalla stampa tedesca, il CEO Oliver Blume presenterà il prossimo 9 luglio al Consiglio di Sorveglianza un piano strategico denominato “Group Target Picture”, pensato per migliorare redditività ed efficienza del gruppo.
Al momento non esistono conferme ufficiali sul contenuto del progetto, ma le anticipazioni parlano di un intervento molto ampio che riguarderebbe occupazione, produzione, gamma prodotti e organizzazione aziendale.
Fino a 100.000 posti di lavoro potrebbero essere coinvolti
L’aspetto più delicato riguarda la forza lavoro. Secondo le indiscrezioni, il piano potrebbe prevedere una riduzione fino al 15% dell’organico mondiale, pari a circa 100.000 dipendenti. Si tratterebbe di un numero nettamente superiore rispetto ai programmi di riduzione dei costi ipotizzati negli ultimi anni.
I tagli non riguarderebbero soltanto gli impianti produttivi ma anche le strutture amministrative e i reparti dedicati allo sviluppo, con una possibile riduzione significativa anche del numero dei dirigenti.
L’obiettivo sarebbe quello di abbassare i costi operativi del Gruppo di circa 11 miliardi di euro entro il 2030, aumentando la competitività in un mercato automobilistico sempre più complesso.
Stabilimenti e gamma nel mirino
Tra le ipotesi emerse figura anche una revisione della capacità produttiva. Le indiscrezioni indicano come possibili candidati alla chiusura quattro stabilimenti tedeschi: Hannover, Zwickau, Emden e il sito Audi di Neckarsulm.
Qualora il piano venisse confermato, gli eventuali interventi non sarebbero immediati ma potrebbero arrivare al termine dell’attuale ciclo produttivo dei modelli assemblati negli impianti interessati, quindi non prima della fine del decennio.
Parallelamente Volkswagen starebbe valutando una forte razionalizzazione della propria offerta commerciale. L’obiettivo sarebbe ridurre la gamma dagli attuali circa 150 modelli a meno di 100, concentrando gli investimenti sui prodotti ritenuti più redditizi e aumentando la condivisione di piattaforme e componenti tra i diversi marchi del gruppo.
Anche gli investimenti programmati nei prossimi anni potrebbero essere ridotti di circa il 15%, sempre secondo quanto riportato dalle indiscrezioni.
Si valuta anche una revisione della struttura societaria
Tra gli scenari emersi compare anche una possibile riorganizzazione della struttura del Gruppo. Secondo le anticipazioni, Volkswagen starebbe analizzando l’ipotesi di separare il marchio Volkswagen e la divisione Componenti dal resto del gruppo, creando entità autonome.
Si tratta di uno scenario che, se confermato, potrebbe modificare profondamente l’assetto industriale del costruttore tedesco. Al momento, tuttavia, non sono stati diffusi dettagli ufficiali né eventuali tempi di realizzazione.
Perché Volkswagen starebbe valutando questi interventi
Il settore automobilistico europeo sta attraversando una fase particolarmente delicata. L’aumento della concorrenza internazionale, la transizione verso l’elettrificazione, gli elevati costi energetici e gli investimenti necessari per sviluppare nuove piattaforme stanno mettendo sotto pressione molti costruttori.
Secondo quanto riportato dalla stampa tedesca, il margine operativo del Gruppo Volkswagen sarebbe sceso intorno al 3%, un livello considerato insufficiente per sostenere gli investimenti richiesti dalla trasformazione del settore. Da qui nascerebbe la necessità di un piano di efficientamento destinato a ridurre costi e complessità organizzativa.
I sindacati annunciano battaglia
Le indiscrezioni hanno già provocato la reazione delle rappresentanze dei lavoratori. I sindacati tedeschi e il consiglio di fabbrica hanno espresso forte preoccupazione per gli scenari ipotizzati, chiedendo all’azienda di concentrarsi sullo sviluppo di nuovi prodotti e sull’innovazione piuttosto che su una riduzione dell’occupazione.
Il confronto tra management e parti sociali potrebbe quindi diventare uno degli elementi centrali delle prossime settimane. Molto dipenderà da quanto verrà effettivamente presentato durante il Consiglio di Sorveglianza del 9 luglio. Solo in quell’occasione sarà possibile capire quali misure entreranno realmente nel piano industriale e quali, invece, resteranno semplici indiscrezioni.
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