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Toyota Snowhunter, arrivano 5 SUV e pick-up per la neve

Di Simone Fiderlisi •
Pubblicato il 28 ott 2026
Toyota Snowhunter, arrivano 5 SUV e pick-up per la neve
Toyota presenta cinque concept Snowhunter con cingoli da neve al posto delle ruote. Tacoma, Tundra, 4Runner, Land Cruiser e Sequoia si trasformano in fuoristrada estremi per il SEMA 2026.

>Toyota ha deciso di affrontare la neve con qualcosa di decisamente più estremo dei tradizionali pneumatici invernali. Si chiamano Snowhunter e sono cinque concept basati su altrettanti SUV e pick-up della Casa giapponese, trasformati per muoversi anche dove la neve è troppo profonda per un normale fuoristrada. La modifica più evidente è impossibile da non notare: al posto delle ruote ci sono grandi cingoli, accompagnati da assetti rialzati e accessori specifici per le spedizioni invernali.

I protagonisti sono Toyota Tacoma, Tundra, 4Runner, Land Cruiser e Sequoia, cinque modelli che interpretano in maniera diversa lo stesso progetto.

C’è chi punta sulla capacità di trasportare attrezzature, chi sulla possibilità di raggiungere zone isolate e chi preferisce una configurazione più adatta agli sport invernali.

Tutti saranno presentati al SEMA Show 2026, l’appuntamento americano dedicato alle elaborazioni e alle personalizzazioni automobilistiche.

Toyota Snowhunter: cinque fuoristrada con cingoli al posto delle ruote

La famiglia Toyota Snowhunter nasce dall’idea di portare le capacità dei fuoristrada tradizionali a un livello superiore, almeno quando il terreno è completamente ricoperto di neve.

La soluzione scelta è quella dei cingoli, che sostituiscono le normali ruote e modificano profondamente l’aspetto dei veicoli.

Il vantaggio principale di questa configurazione è la maggiore superficie di contatto con il terreno. Il peso del mezzo viene distribuito su un’area più ampia, riducendo la pressione esercitata sulla neve rispetto a una ruota tradizionale.

Questo può aiutare a limitare lo sprofondamento e a migliorare la capacità di avanzare su superfici particolarmente morbide.

Non significa, naturalmente, che i veicoli possano superare qualsiasi ostacolo. Le prestazioni dipendono anche dalle condizioni della neve, dalla pendenza e dalle caratteristiche del sistema di trazione.

Toyota ha comunque previsto una serie di modifiche comuni a tutti e cinque i concept.

La prima riguarda l’assetto rialzato, necessario sia per aumentare la distanza dal terreno sia per lasciare ai cingoli lo spazio sufficiente durante il movimento.

Tutti i modelli adottano inoltre una particolare livrea mimetica Snowhunter, abbinata a cingoli verniciati di bianco, dettagli nero lucido e fari supplementari Rigid.

L’illuminazione aggiuntiva è un elemento particolarmente utile nelle escursioni invernali, quando le giornate sono più corte e la visibilità può peggiorare rapidamente.

L’insieme crea un aspetto molto diverso da quello dei modelli di serie, pur mantenendo riconoscibili le forme originali di ciascun veicolo.

Tacoma, Tundra e 4Runner: tre modi diversi di affrontare la neve

Tra i cinque concept, la Toyota Tundra Snowhunter è probabilmente quella che interpreta meglio il ruolo di base operativa per le spedizioni.

Il grande pick-up è stato trasformato per trasportare attrezzature e offrire un punto d’appoggio durante le attività all’aperto.

Nel cassone trova posto il sistema TrailLift Pro Rack, una struttura progettata per organizzare e trasportare diversi tipi di equipaggiamento.

La parte superiore può essere inclinata, così da facilitare il carico e lo scarico degli oggetti più pesanti.

Una soluzione pratica soprattutto quando si devono movimentare materiali ingombranti in condizioni difficili.

La Tundra Snowhunter dispone inoltre di un sistema di illuminazione supplementare montato nella parte alta della struttura.

Questo permette di illuminare l’area intorno al veicolo durante le operazioni serali o nelle situazioni in cui la luce naturale è insufficiente.

La Toyota Tacoma Snowhunter segue invece una filosofia differente.

Rispetto alla Tundra, il pick-up ha dimensioni più contenute e punta sulla possibilità di raggiungere percorsi stretti e zone particolarmente isolate.

Sul tetto è presente una grande antenna WeBoost, pensata per migliorare la ricezione del segnale nelle aree remote, compatibilmente con la copertura disponibile.

Non manca un portapacchi che permette di aumentare la capacità di carico e integra anche una veranda, utile per creare una zona riparata durante le soste.

Nel cassone è stata installata una struttura con pannelli MOLLE, un sistema modulare che consente di fissare e organizzare diversi accessori.

Sono presenti anche piastre da recupero, strumenti che possono aiutare a liberare il veicolo quando perde aderenza o rimane bloccato.

Il terzo protagonista è il Toyota 4Runner Snowhunter, che riprende alcune delle soluzioni già viste sul Tacoma ma le applica a una carrozzeria da SUV.

Per aumentare lo spazio disponibile è stato montato un grande box da tetto Thule, destinato al trasporto di bagagli e attrezzature.

Il 4Runner riceve inoltre protezioni supplementari nella parte inferiore della carrozzeria.

Un accorgimento importante perché, quando si viaggia sulla neve, rocce e altri ostacoli possono rimanere nascosti sotto la superficie.

Le protezioni servono quindi a ridurre il rischio di danneggiare gli organi meccanici durante i passaggi più impegnativi.

Land Cruiser e Sequoia Snowhunter: debutto al SEMA 2026

Il Toyota Land Cruiser Snowhunter interpreta il progetto con un’impostazione più legata alle escursioni in montagna.

Rispetto al 4Runner, rinuncia al box da tetto e sceglie un portasci Thule, pensato per trasportare l’attrezzatura necessaria agli sport invernali.

Una modifica che rende il veicolo particolarmente adatto, almeno nell’impostazione, a raggiungere zone innevate lontane dalle normali strade.

Sono presenti anche i rock slider, protezioni laterali che aiutano a difendere la parte bassa della carrozzeria quando si affrontano ostacoli.

A questi si aggiungono le piastre paramotore, destinate a proteggere i componenti meccanici nella zona inferiore del veicolo.

Il quinto e ultimo concept è il Toyota Sequoia Snowhunter, il più imponente della famiglia.

In questo caso Toyota ha scelto di combinare diverse soluzioni già utilizzate sugli altri modelli.

Davanti trova posto una robusta piastra paramotore TRD, mentre sul tetto è installato un box Thule per aumentare lo spazio dedicato ai bagagli.

Il vantaggio è quello di poter trasportare attrezzature ingombranti senza occupare ulteriormente l’abitacolo.

Anche il Sequoia, naturalmente, adotta i grandi cingoli bianchi e l’assetto rialzato comuni a tutta la famiglia Snowhunter.

Cinque interpretazioni differenti, quindi, ma con un obiettivo condiviso: mostrare come SUV e pick-up Toyota possano essere adattati a condizioni di utilizzo molto lontane da quelle quotidiane.

Il debutto ufficiale dei Toyota Snowhunter è previsto al SEMA Show 2026. Per il momento si tratta di concept e non sono stati annunciati prezzi, kit di trasformazione destinati alla vendita o programmi di produzione.

Resta aperta la possibilità che alcune soluzioni vengano riprese in futuro su accessori o allestimenti dedicati al fuoristrada, ma non ci sono conferme in questo senso.

La famiglia Snowhunter dimostra soprattutto quanto possa cambiare un veicolo con una trasformazione mirata.

Tacoma, Tundra, 4Runner, Land Cruiser e Sequoia mantengono la propria identità, ma con i cingoli diventano mezzi pensati per affrontare scenari nei quali anche un normale 4×4 potrebbe incontrare difficoltà.

Non sono Toyota da concessionaria, almeno per ora, ma rappresentano un modo decisamente originale di interpretare l’avventura invernale.

 

 

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