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Tesla Semi in fiamme senza incidente: autostrada chiusa 10 ore

Di Vincenzo Calvarano •
Pubblicato il 28 ott 2026
Tesla Semi in fiamme senza incidente: autostrada chiusa 10 ore
Un Tesla Semi ha preso fuoco sull'autostrada I-880 in California senza essere coinvolto in un incidente. La batteria ha continuato a bruciare e la strada è rimasta chiusa per circa 10 ore.

Un Tesla Semi ha preso fuoco mentre percorreva un’autostrada della California, senza essere coinvolto in alcun incidente stradale. È successo martedì 27 ottobre 2026 sulla Interstate 880, nei pressi di Hayward. Il conducente è riuscito ad abbandonare il camion senza riportare ferite, ma l’incendio ha richiesto un lungo intervento dei vigili del fuoco e ha provocato la chiusura dell’autostrada per circa 10 ore.

A rendere particolarmente delicata la situazione è stato il coinvolgimento della batteria agli ioni di litio del mezzo pesante elettrico. Le autorità hanno disposto il blocco della circolazione in entrambe le direzioni per il possibile rischio legato ai fumi dell’incendio.

Non è ancora chiaro che cosa abbia provocato le fiamme. L’assenza di una collisione con altri veicoli rende l’episodio particolarmente significativo, anche se sarà necessario attendere i risultati delle indagini prima di stabilire l’origine del problema.

Tesla Semi prende fuoco sulla I-880: conducente illeso

L’incendio è scoppiato intorno alle 17:35, ora locale, lungo le corsie in direzione sud della Interstate 880, vicino allo svincolo con la Route 92.

Il protagonista è un Tesla Semi, il camion completamente elettrico sviluppato dalla Casa americana per il trasporto pesante.

Secondo le informazioni raccolte dalla California Highway Patrol di Hayward, il mezzo avrebbe preso fuoco senza essere coinvolto in una collisione. Il conducente ha riferito agli agenti di non conoscere le ragioni dell’incendio.

Nessun altro veicolo risulta coinvolto e, fortunatamente, l’autista è riuscito a mettersi in salvo.

Le immagini diffuse dalle autorità mostrano il trattore stradale pesantemente danneggiato dalle fiamme, con i vigili del fuoco impegnati nelle operazioni di spegnimento.

Anche la parte anteriore del semirimorchio, riconducibile a Premier Trailer Leasing, presenta evidenti segni dell’incendio.

La situazione ha richiesto un intervento particolarmente prudente. La polizia stradale ha infatti disposto la chiusura completa della I-880, sia verso nord sia verso sud, a causa del possibile rischio rappresentato dai fumi potenzialmente pericolosi.

Una misura che ha avuto conseguenze importanti sulla viabilità di una delle principali arterie della zona.

Batteria in fiamme e autostrada chiusa per circa 10 ore

Il problema principale ha riguardato la gestione dell’incendio della batteria agli ioni di litio.

A differenza di un incendio convenzionale, quando vengono coinvolte le celle di una batteria ad alta tensione possono verificarsi fenomeni di propagazione del calore che rendono più complesse le operazioni di spegnimento.

Uno dei rischi è il cosiddetto thermal runaway, o fuga termica. Si tratta di una reazione nella quale una cella surriscaldata può trasferire calore a quelle vicine, alimentando ulteriormente l’incendio.

Questo non significa che tutti gli incendi delle batterie seguano necessariamente lo stesso andamento, ma spiega perché i soccorritori debbano adottare procedure specifiche e monitorare attentamente la situazione.

Nel caso del Tesla Semi di Hayward, le autorità avevano inizialmente avvertito che la batteria avrebbe potuto continuare a bruciare per 15-18 ore. Fortunatamente, le operazioni si sono concluse prima del previsto.

Le corsie in direzione nord sono state riaperte già nella serata di martedì, mentre quelle verso sud sono rimaste chiuse più a lungo.

La riapertura completa è arrivata intorno alle 3:30 del mattino di mercoledì 28 ottobre, dopo circa dieci ore dall’inizio dell’emergenza.

Le fotografie dell’intervento mostrano i vigili del fuoco mentre utilizzano schiuma intorno al trattore ormai bruciato.

Resta da chiarire quale componente abbia dato origine all’incendio. La batteria potrebbe essere stata coinvolta dopo un problema iniziale verificatosi altrove sul veicolo.

Tra gli elementi da verificare ci sono il sistema ad alta tensione, i componenti della trasmissione elettrica e anche eventuali problemi meccanici, come un surriscaldamento di pneumatici o freni. Al momento, però, nessuna di queste ipotesi è stata confermata.

Non è il primo incendio di un Tesla Semi: cosa sappiamo sulle cause

Quello di Hayward non è il primo episodio nel quale un Tesla Semi in fiamme provoca la chiusura prolungata di un’autostrada americana.

Nell’agosto 2024 un altro camion elettrico Tesla era stato coinvolto in un incendio sulla Interstate 80, nei pressi di Emigrant Gap, sempre in California. In quel caso il mezzo stava viaggiando da Livermore verso lo stabilimento Tesla di Sparks, in Nevada.

Le successive indagini del National Transportation Safety Board avevano chiarito che il camion era uscito dalla carreggiata durante una curva, colpendo un delineatore stradale e un albero. L’incendio della batteria si era sviluppato dopo l’impatto.

L’intervento era stato particolarmente impegnativo: i vigili del fuoco avevano utilizzato circa 50.000 galloni d’acqua, equivalenti a quasi 189.000 litri, mentre alcune corsie erano rimaste chiuse fino a 15 ore. La differenza rispetto all’episodio del 27 ottobre 2026 è importante.

A Hayward, infatti, non risulta alcun incidente precedente all’incendio. Questo sposta l’attenzione sulle condizioni del veicolo e sull’eventuale presenza di un guasto, senza però dimostrare che la batteria sia stata la causa iniziale delle fiamme.

Per stabilire che cosa sia successo serviranno verifiche tecniche approfondite.

L’episodio arriva inoltre in un momento significativo per il progetto Tesla Semi.

Dopo anni di attesa, Tesla ha avviato nel 2026 la produzione in volumi del camion elettrico nello stabilimento del Nevada, con l’obiettivo di aumentare progressivamente le consegne ai clienti commerciali.

Nel maggio 2026 WattEV ha ordinato 370 Tesla Semi, destinati principalmente alle attività di trasporto legate al porto di Oakland, a pochi chilometri dal luogo dell’incendio.

A settembre Tesla è stata inoltre indicata come principale fornitore per un ordine da 2.500 camion nell’ambito del programma ZET SCALE.

Numeri che rendono ancora più importante comprendere l’origine dell’incendio di Hayward.

Per le aziende di trasporto, infatti, la sicurezza non riguarda soltanto il rischio di danni al veicolo, ma anche la continuità operativa, i tempi di fermo e la gestione delle emergenze.

Un camion bloccato per un guasto può provocare ritardi nelle consegne. Un incendio che richiede la chiusura di un’autostrada per dieci ore comporta conseguenze decisamente più ampie.

Questo singolo episodio non permette comunque di stabilire se il Tesla Semi presenti un rischio d’incendio superiore rispetto ai camion tradizionali. Per una valutazione del genere servirebbero dati comparabili sul numero di mezzi circolanti, sui chilometri percorsi e sulla frequenza degli incidenti.

Per ora rimangono due certezze: il conducente è uscito illeso e l’origine dell’incendio è ancora sconosciuta. Le indagini dovranno chiarire se si sia trattato di un problema alla batteria, di un guasto a un altro componente oppure di una diversa anomalia.

Una risposta importante non soltanto per Tesla, ma anche per gli operatori che stanno valutando l’introduzione dei camion elettrici nelle proprie flotte.

 

 

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