Stellantis cresce con le elettriche, ma i conti restano in rosso
Le auto elettriche Stellantis accelerano in Europa, ma i risultati economici raccontano una storia diversa. Nel terzo trimestre 2026 il gruppo ha registrato un aumento del 65% delle vendite di vetture a batteria, un risultato che sale al 93% considerando anche Leapmotor. Numeri importanti, almeno sulla carta. Perché, nonostante la crescita, Stellantis continua a fare i conti con una redditività insufficiente e chiude il trimestre europeo con una perdita operativa rettificata di 311 milioni di euro.
Il problema, quindi, non sembra essere soltanto vendere più automobili. Bisogna anche riuscire a guadagnarci. E in un mercato europeo sempre più competitivo, dove la pressione sui prezzi resta elevata, aumentare le consegne non significa necessariamente migliorare i margini.
Stellantis, le auto elettriche crescono del 65%: Leapmotor protagonista
Il dato più evidente riguarda proprio le vetture completamente elettriche. Tra luglio e settembre 2026, le vendite europee di Stellantis sono aumentate del 65% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Includendo Leapmotor, la crescita raggiunge il 93%, mentre i veicoli commerciali elettrici registrano un incremento del 46%.
C’è però un dettaglio da non trascurare: non sono stati comunicati i volumi assoluti delle auto elettriche vendute dal gruppo. Questo rende difficile valutare il peso effettivo dell’incremento e capire quante vetture a batteria Stellantis riesca oggi a collocare sul mercato europeo.
A trainare la crescita contribuisce soprattutto Leapmotor, il costruttore cinese che opera in Europa attraverso una joint venture controllata al 51% da Stellantis.
Le consegne del marchio sono quasi quadruplicate, con circa 34.000 unità aggiuntive rispetto all’anno precedente. Il totale del trimestre arriva così a 44.000 veicoli.
Un’espansione sostenuta anche dalla rete commerciale. A settembre 2026 Leapmotor aveva superato i 1.000 punti vendita distribuiti in 36 Paesi, ampliando rapidamente la propria presenza internazionale.
Sul fronte produttivo, il SUV elettrico B10 ha avviato la produzione nello stabilimento di Saragozza, in Spagna, mentre B10 e C10 vengono già costruiti anche in Malesia. Per l’inizio del 2027 è inoltre previsto l’arrivo della B03 nel Regno Unito.
Per Stellantis si tratta di un contributo commerciale significativo, anche se le vetture Leapmotor non sono progettate e sviluppate direttamente dal gruppo automobilistico europeo.
Più vendite e nuovi modelli, ma la quota di mercato scende
Guardando all’intero mercato europeo, i risultati diventano meno brillanti. Nell’area EU30, che comprende Unione Europea, Regno Unito, Norvegia, Svizzera e Islanda, le spedizioni di Stellantis sono cresciute del 10%, raggiungendo 588.000 veicoli.
Anche i ricavi sono aumentati, ma con un ritmo decisamente inferiore: +3%, per un totale di 14,1 miliardi di euro.
A sostenere i volumi sono soprattutto alcuni modelli introdotti recentemente. Fiat Grande Panda e Opel Frontera, entrambe basate sulla piattaforma Smart Car, hanno contribuito con circa 26.000 unità aggiuntive.
La Fiat 500 Hybrid ha portato altre 6.000 vetture, mentre la nuova Jeep Compass ha aggiunto circa 5.000 unità. Positivo anche il contributo dei veicoli commerciali leggeri, con 7.000 mezzi in più.
Non tutta la gamma, però, segue lo stesso andamento. Gli altri modelli hanno registrato complessivamente una flessione di circa 28.000 unità, segno che il rinnovamento dell’offerta non ha ancora compensato completamente le difficoltà delle vetture già presenti sul mercato.
Il confronto con la concorrenza evidenzia un’altra criticità. Le vendite Stellantis nell’area EU30 crescono dell’1% senza Leapmotor e del 6% includendo il marchio cinese.
La quota di mercato scende al 14,8%, mentre raggiunge il 15,6% considerando anche Leapmotor.
Questo significa che, pur vendendo più veicoli, Stellantis fatica a mantenere il proprio peso nel mercato europeo. Una situazione che rende ancora più importante il successo commerciale dei nuovi modelli.
Nei veicoli commerciali leggeri il gruppo conserva la leadership, con una quota del 26,9%. Anche in questo segmento, tuttavia, la posizione di primo piano non elimina le difficoltà economiche.
Stellantis perde 311 milioni in Europa: cosa succede nel resto del mondo
Il dato che pesa maggiormente sul bilancio del trimestre riguarda la redditività. Nonostante l’aumento delle consegne e dei ricavi, Stellantis ha registrato in Europa una perdita operativa rettificata di 311 milioni di euro.
Si tratta di un indicatore diverso dalla perdita netta del gruppo, ma sufficiente a evidenziare le difficoltà della gestione industriale e commerciale nella regione.
A incidere sui risultati è soprattutto la pressione sui prezzi. In un mercato dove la concorrenza continua ad aumentare, i risparmi ottenuti sul fronte dei costi non riescono a compensare completamente gli effetti delle condizioni commerciali sfavorevoli.
In altre parole, Stellantis riesce a vendere più automobili, ma non a trasformare questa crescita in un risultato operativo positivo.
E fuori dall’Europa la situazione non è particolarmente incoraggiante.
A livello mondiale, le vendite del terzo trimestre sono diminuite del 3%, fermandosi a 1,31 milioni di veicoli. Considerando anche Leapmotor, il totale sale a 1,35 milioni, sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente.
Negli Stati Uniti le consegne restano ferme a 324.277 unità, ma con differenze importanti tra i marchi. Ram registra una crescita del 29%, mentre Jeep perde il 20%.
Ancora più marcato il calo di alcuni modelli elettrici. La Jeep Wagoneer S si ferma a 146 esemplari, con una flessione del 96%, mentre la Dodge Charger elettrica registra 233 unità, in diminuzione del 92%.
Numeri che mostrano quanto il percorso verso l’elettrificazione sia diverso tra Europa e Stati Uniti.
Anche negli altri mercati prevalgono i segni negativi. Il Sud America registra una contrazione del 4%, il Medio Oriente e l’Africa del 22%, mentre l’Asia-Pacifico perde il 27%, in un contesto segnato anche dalla crescente concorrenza dei costruttori cinesi.
Per Stellantis il prossimo obiettivo sarà quindi trovare un equilibrio tra crescita commerciale e redditività.
Il contributo di Leapmotor e l’arrivo di nuovi modelli possono sostenere le vendite, ma da soli non garantiscono il ritorno ai profitti. Serviranno margini migliori e una gamma capace di competere senza dipendere eccessivamente dalla pressione sui prezzi.
Il +65% delle elettriche resta un segnale positivo. Ma per Stellantis la vera sfida sarà trasformare le auto vendute in utili, non soltanto in numeri da mostrare nei risultati trimestrali.
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