Tesla FSD punta all’Europa: oltre 100 milioni di km sotto esame
Tesla FSD Supervised si prepara a un passaggio importante in Europa. In vista di una possibile votazione a livello UE prevista per il 6 ottobre 2026, Tesla ha reso pubblica una parte della documentazione utilizzata per sostenere la sicurezza del proprio sistema di assistenza alla guida. Il dato che attira maggiormente l’attenzione è netto: secondo l’azienda, FSD Supervised risulta 4,1 volte meno soggetto a incidenti rispetto alla guida manuale nel confronto presentato.
È però fondamentale chiarire subito un punto. I numeri arrivano da Tesla e fanno parte del materiale utilizzato dall’azienda nel percorso regolatorio. Non rappresentano quindi una certificazione indipendente secondo cui FSD sarebbe universalmente “4,1 volte più sicuro” di un guidatore umano in qualsiasi condizione.
La documentazione è molto più articolata e comprende collisioni, frenate d’emergenza, decelerazioni brusche, cambi di corsia e test effettuati sulle strade europee. Soprattutto, FSD rimane Supervised, cioè supervisionato: il conducente deve continuare a prestare attenzione ed essere pronto a intervenire.
Tesla FSD in Europa: perché il 6 ottobre è importante
Tesla ha adattato FSD Supervised al quadro normativo europeo e in particolare al regolamento UN-R-171 DCAS, relativo ai sistemi di assistenza al controllo del conducente.
Per alcuni comportamenti del sistema, però, l’azienda ha richiesto un’esenzione attraverso la procedura prevista dall’articolo 39. Ed è proprio per sostenere queste richieste che Tesla ha costruito una dashboard contenente numerosi studi e indicatori di sicurezza.
Secondo quanto comunicato dall’azienda, la stessa documentazione era già stata condivisa con gli Stati membri nell’aprile 2026, dopo il passaggio regolatorio nei Paesi Bassi.
Tesla indica attualmente Paesi Bassi, Danimarca, Belgio, Estonia e Lituania come i cinque Paesi UE nei quali FSD Supervised ha ottenuto l’approvazione prevista nel percorso descritto dall’azienda.
Il prossimo appuntamento potrebbe essere il 6 ottobre 2026, data indicata da Tesla per una possibile votazione a livello europeo.
Possibile, appunto. È meglio evitare di presentare quella data come quella del debutto automatico di FSD in tutta Europa: il percorso regolatorio deve ancora completarsi e l’esito della votazione non è scontato.
FSD 4,1 volte meno coinvolto negli incidenti: cosa significa
Il numero destinato a fare più rumore è 4,1.
Tesla sostiene che FSD Supervised abbia mostrato una probabilità di coinvolgimento in un incidente 4,1 volte inferiore rispetto alla guida manuale nel confronto utilizzato dall’azienda, su una base di oltre 100 milioni di chilometri di percorrenza sulle strade pubbliche europee.
Il dato è importante, ma va interpretato nel suo contesto.
Confrontare la sicurezza di un sistema di assistenza alla guida con quella della guida manuale è complesso. Bisogna considerare il tipo di strada, le condizioni nelle quali viene utilizzato il sistema, i sistemi di sicurezza attivi, l’esposizione al rischio e le modalità con cui vengono registrati gli eventi.
La stessa documentazione Tesla utilizza infatti confronti suddivisi per tipologia di strada e modalità di controllo del veicolo.
Inoltre, una parte dei dati europei relativi agli indicatori di sicurezza deriva dalla flotta ingegneristica Tesla, guidata da operatori addestrati dall’azienda. È un dettaglio importante quando si cerca di trasferire i risultati ottenuti durante la validazione al comportamento quotidiano di decine di migliaia di automobilisti.
Per questo la formulazione corretta rimane: secondo i dati e la metodologia pubblicati da Tesla, FSD Supervised mostra determinati vantaggi rispetto alla guida manuale presa come riferimento.
Frenate e cambi di corsia: qui emergono differenze importanti
La dashboard non si limita alle collisioni.
Tesla ha analizzato anche quelli che vengono definiti surrogate safety metrics, cioè indicatori utilizzati per individuare comportamenti potenzialmente collegati al rischio anche quando non si verifica un vero incidente.
Uno degli esempi riguarda la frenata automatica d’emergenza, o AEB.
Nei dati europei della flotta ingegneristica, Tesla registra tassi di attivazione dell’AEB sensibilmente inferiori con FSD rispetto alle Tesla guidate manualmente con sistemi di sicurezza attivi. Anche le decelerazioni longitudinali più intense risultano meno frequenti.
In termini pratici, l’obiettivo è dimostrare che il sistema non si limita a evitare l’incidente finale, ma tende anche a creare meno situazioni nelle quali è necessario intervenire bruscamente.
Ancora più ampio è il campione relativo ai cambi di corsia.
Tesla ha analizzato complessivamente oltre 377 milioni di manovre, confrontando diversi indicatori. In autostrada, durante il periodo analizzato, gli eventi classificati come collisioni minori risultano fortemente inferiori con FSD rispetto alla guida manuale presa come riferimento.
Per i cambi di corsia autostradali, il rapporto indicato è pari a 0,01: in altre parole, il tasso rilevato con FSD è risultato circa il 99% inferiore nel confronto specifico.
Sulle strade non autostradali il vantaggio indicato dalla stessa analisi è nell’ordine del 95%.
Numeri notevoli, ma ancora una volta riferiti a metriche, periodi e condizioni precise. Non vanno trasformati automaticamente nell’affermazione che qualsiasi cambio di corsia effettuato da FSD sia “99% più sicuro”.
Quasi 1,6 milioni di km di validazione in Europa
Un’altra parte interessante riguarda i test specificamente effettuati sul territorio europeo.
Tesla dichiara che la propria flotta ingegneristica ha percorso con FSD Supervised circa 1 milione di miglia, equivalenti a circa 1,6 milioni di chilometri, in otto Paesi europei.
Secondo la documentazione pubblicata, durante questa attività non sono state osservate collisioni maggiori o minori attribuite alle prestazioni di FSD.
A questi chilometri si aggiungono i test su percorsi prestabiliti.
Il sistema ha completato oltre 230.000 test di scenario in sei città europee, affrontando situazioni come rotatorie, attraversamenti pedonali, semafori, incroci e interazioni con gli altri utenti della strada.
Qui è necessaria una precisazione rispetto a un numero circolato nelle prime ricostruzioni dei dati. Il tasso complessivo dichiarato da Tesla non è semplicemente del 98% in qualsiasi scenario: la documentazione indica un pass rate complessivo di almeno il 92% considerando tutte le tipologie di interazione e le condizioni ambientali. Percentuali vicine al 99% riguardano invece specifiche categorie di test.
Nei percorsi fissi Tesla dichiara inoltre zero eventi critici per la sicurezza.
FSD non significa guida autonoma senza conducente
Per il cliente europeo questa è probabilmente la distinzione più importante. La denominazione commerciale Full Self-Driving può suggerire capacità di autonomia molto elevate, ma il sistema oggetto del percorso europeo è esplicitamente denominato FSD (Supervised).
Il conducente rimane responsabile della guida e deve mantenere l’attenzione.
Non stiamo quindi parlando di una Tesla sulla quale ci si può sedere e ignorare ciò che accade sulla strada. Il sistema può gestire numerose operazioni di guida, ma richiede supervisione e la possibilità di intervento umano.
Tesla ha analizzato anche questo aspetto.
Secondo i suoi dati, durante i cambi di corsia effettuati dal sistema i conducenti hanno mantenuto elevati livelli di attenzione, mentre in autostrada FSD Supervised sarebbe associato a una riduzione degli episodi di affaticamento rispetto alla guida manuale presa come riferimento.
È un punto interessante, perché uno dei problemi dei sistemi di assistenza avanzata è proprio il rischio opposto: che l’automobilista si fidi troppo dell’automazione e riduca la propria attenzione.
Il 6 ottobre può essere un passaggio decisivo, non il traguardo
Tesla ha scelto quindi di giocare una carta importante prima del prossimo appuntamento regolatorio: rendere pubblici i numeri utilizzati per sostenere il proprio caso.
La quantità di dati è considerevole. Si parla di oltre 100 milioni di chilometri per alcuni confronti, centinaia di milioni di cambi di corsia, quasi 1,6 milioni di chilometri di validazione FSD della flotta ingegneristica europea e oltre 230.000 scenari affrontati nei test su percorsi prestabiliti.
I risultati pubblicati da Tesla sono favorevoli al sistema. Ma vanno letti per quello che sono: dati prodotti e analizzati dall’azienda che sta chiedendo l’approvazione, con metodologie e campioni che devono essere valutati nel loro contesto.
Per gli automobilisti italiani, quindi, il 6 ottobre 2026 potrebbe diventare una data importante, ma non va ancora interpretata come il giorno in cui FSD sarà automaticamente disponibile sulle Tesla italiane.
Il passaggio più interessante sarà capire come le autorità europee valuteranno le richieste di esenzione e soprattutto quali condizioni verranno eventualmente imposte.
Solo allora sarà possibile capire quando e con quali funzioni Tesla FSD Supervised potrà effettivamente arrivare in Italia. E, anche in quel caso, il termine chiave resterà uno: supervisionata.
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