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Tesla Cybercab, il robotaxi senza volante potrebbe frenare italiano

Di Riccardo Mantica
Pubblicato il 4 set 2026
Tesla Cybercab, il robotaxi senza volante potrebbe frenare italiano

Il Tesla Cybercab è arrivato sulle strade di Austin e, oltre all’assenza di volante e pedali, porta al debutto una soluzione tecnica destinata a far discutere: un impianto frenante completamente elettronico, senza il tradizionale circuito idraulico. E dietro questa tecnologia potrebbe esserci anche un’importante firma italiana.

Secondo le indiscrezioni circolate dopo la presentazione del modello di produzione, il sistema brake-by-wire del robotaxi Tesla sarebbe infatti fornito da Brembo. Al momento, però, manca una conferma ufficiale: Tesla non ha comunicato il nome del produttore dell’impianto e la stessa azienda bergamasca non ha annunciato una fornitura destinata specificamente al Cybercab.

Il collegamento non è comunque privo di elementi interessanti. Brembo ha sviluppato Sensify, una piattaforma di frenata intelligente by-wire che proprio nel 2026 è entrata in produzione per un importante costruttore globale. Il nome di quest’ultimo non è stato reso pubblico. La tecnologia è inoltre progettata per adattarsi anche ai veicoli a guida autonoma.

Tesla Cybercab, come funzionano i freni senza liquido

La novità tecnica più interessante riguarda il modo in cui il Cybercab riesce a fermarsi.

In un impianto frenante tradizionale la pressione idraulica generata dal sistema viene trasmessa attraverso tubazioni riempite di liquido fino alle pinze. Sul robotaxi Tesla questo schema è stato eliminato.

Il Cybercab utilizza invece un sistema dry brake-by-wire: sulle pinze sono presenti attuatori comandati elettronicamente che applicano la forza necessaria ai dischi. Spariscono quindi componenti tipici come la pompa centrale, il serbatoio del liquido e le relative tubazioni idrauliche.

In parole semplici, è l’elettronica a decidere quanta forza frenante applicare alle singole ruote.

Una soluzione particolarmente coerente con la filosofia del Cybercab. Il veicolo è stato progettato fin dall’inizio per muoversi senza conducente e non deve quindi replicare necessariamente tutti i collegamenti meccanici presenti su un’automobile convenzionale.

Lo stesso principio viene applicato allo sterzo. Non essendoci un volante, manca la tradizionale colonna che collega fisicamente i comandi del guidatore alle ruote. Anche in questo caso il controllo è affidato all’elettronica.

Per una vettura autonoma si tratta di una trasformazione importante. Frenata e sterzata non vengono più considerate soltanto come sistemi meccanici assistiti dall’elettronica, ma diventano parti di un’architettura nella quale software, centraline e attuatori assumono un ruolo centrale.

Brembo Sensify sul Cybercab? Per ora manca la conferma

È proprio qui che entra in gioco Brembo.

L’azienda italiana ha sviluppato Sensify, una piattaforma che combina componenti frenanti, sensori, attuatori e software per controllare in maniera precisa la frenata. Nel maggio 2026 Brembo ha annunciato l’ingresso in produzione della tecnologia per un importante costruttore automobilistico globale, specificando che Sensify viene montato sul 100% dei veicoli appartenenti al programma interessato.

La società non ha però indicato il nome del cliente. Per questo l’eventuale presenza di Brembo sul Tesla Cybercab deve essere considerata un’indiscrezione, non un’informazione ufficialmente confermata.

Sensify è comunque una tecnologia compatibile con applicazioni di questo tipo. Brembo la descrive come una soluzione scalabile, pensata per architetture avanzate che spaziano dai sistemi di assistenza alla guida fino alla guida completamente autonoma.

Il brake-by-wire offre inoltre una possibilità interessante: la centralina può modulare in maniera indipendente l’azione frenante sulle singole ruote. Questo permette di integrare maggiormente la frenata con gli altri sistemi elettronici del veicolo.

Su un robotaxi, dove ogni manovra viene decisa dal computer, questa integrazione diventa ancora più importante. Non c’è un conducente che preme fisicamente un pedale: è il sistema di guida autonoma a stabilire quando rallentare e con quale intensità.

Cybercab senza volante e pedali: sono 45 quelli registrati in Texas

La versione definitiva del Cybercab rappresenta un passaggio importante nella strategia di Tesla. La Casa americana aveva già iniziato la produzione nel corso del 2026 e ora il modello è entrato nel servizio Robotaxi in alcune aree limitate di Austin.

Tesla conferma che il Cybercab è una vettura a due posti, dotata di porte con apertura verso l’alto e di un grande schermo centrale. Non ci sono volante e pedali perché il veicolo è stato sviluppato espressamente per funzionare in maniera autonoma.

In Texas risultano 45 Cybercab registrati, una quantità ancora molto contenuta rispetto alle ambizioni industriali del progetto. Il debutto deve quindi essere considerato l’inizio di una fase di espansione e non l’avvio immediato di una flotta su larga scala.

La filosofia scelta da Tesla rimane inoltre differente da quella adottata da alcuni concorrenti. Il costruttore punta soprattutto su telecamere e reti neurali per interpretare l’ambiente circostante, evitando l’architettura basata su sensori LiDAR utilizzata da altri servizi di robotaxi.

Il risultato è un veicolo progettato con un obiettivo preciso: ridurre complessità e costi, sia in fase di produzione sia durante l’utilizzo.

Anche l’eliminazione del tradizionale impianto frenante idraulico va letta in questa direzione. Meno componenti possono significare un’architettura più semplice, anche se su sistemi fondamentali per la sicurezza diventano cruciali ridondanza, diagnostica e capacità di gestire eventuali guasti.

Il vero ostacolo per il Tesla Cybercab resta la normativa

La tecnologia, però, è soltanto una parte della questione.

Un’auto priva di volante, pedali e altri comandi convenzionali apre inevitabilmente interrogativi dal punto di vista normativo. Negli Stati Uniti il Cybercab è già finito sotto l’attenzione della NHTSA, l’autorità federale per la sicurezza stradale, che ha avviato verifiche sulla conformità del veicolo agli standard federali.

Ed è questo uno dei passaggi che potrebbe determinare la velocità con cui Tesla riuscirà ad ampliare il progetto.

La situazione è ancora più complessa pensando all’Europa. Tesla continua a lavorare sull’espansione dei propri sistemi di guida autonoma, ma un servizio commerciale basato su veicoli completamente privi di comandi tradizionali richiede un quadro autorizzativo adeguato.

Per questo, nonostante le ambizioni globali del progetto, non c’è al momento una data per l’arrivo del Cybercab in Italia.

Il debutto americano resta comunque significativo perché mostra per la prima volta su strada l’idea di Tesla di un’automobile costruita esclusivamente attorno alla guida autonoma. Non si tratta semplicemente di togliere il conducente da una vettura tradizionale: cambiano sterzo, freni, abitacolo e logica costruttiva.

E se le indiscrezioni sulla fornitura dovessero trovare conferma, una delle tecnologie più importanti di questo robotaxi arriverebbe proprio dall’Italia. Il Cybercab potrebbe quindi frenare con tecnologia Brembo, ma fino a un annuncio ufficiale il condizionale resta obbligatorio.

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