Targhe personalizzate in Italia: 600 euro per scegliere la sigla
Una targa con le proprie iniziali, una combinazione di numeri particolare o una sigla scelta direttamente dal proprietario. Quello che oggi in Italia non è possibile fare potrebbe diventare realtà dal 2028. La riforma del Codice della strada prevede infatti l’introduzione delle targhe auto personalizzate, ma per averne una bisognerà mettere mano al portafoglio.
Il prezzo previsto è di 600 euro, una cifra decisamente superiore a quella di una normale targa automobilistica. E non basterà pagare per ottenere qualsiasi combinazione: saranno previste regole precise e alcune limitazioni.
A riportare l’attenzione sulla novità è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, durante la conferenza stampa dedicata alla manovra economica 2027. La misura è contenuta nella riforma del Codice della strada approvata dal governo il 13 ottobre 2026, per la quale devono ancora essere completati i passaggi necessari all’entrata in vigore.
La possibilità di scegliere lettere e numeri della propria targa è già diffusa in diversi Paesi europei. In Italia se ne parla da oltre vent’anni, ma finora non è mai diventata una possibilità concreta per gli automobilisti.
Questa volta potrebbe essere diverso. Vediamo quanto costerà, chi potrà richiederla e quali saranno i limiti.
Targhe auto personalizzate: perché costeranno 600 euro
Partiamo dal prezzo, perché è probabilmente l’aspetto destinato a far discutere maggiormente.
Per ottenere una targa auto personalizzata sarà necessario pagare 500 euro per la coppia di targhe, anteriore e posteriore, comprensiva degli accessori standard.
A questa cifra si aggiungerà una maggiorazione del 20% destinata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il totale arriverà quindi a 600 euro.
Una differenza enorme rispetto alle targhe tradizionali, il cui costo indicato è di 41,78 euro. In pratica, scegliere personalmente la combinazione alfanumerica costerà oltre quattordici volte tanto.
Il sovrapprezzo non dipende da materiali particolari o da una lavorazione necessariamente più complessa. Si tratta di una tariffa specifica stabilita per il servizio di personalizzazione.
La produzione delle targhe continuerà a essere affidata all’Istituto Poligrafico dello Stato, mentre la procedura amministrativa sarà gestita dal Ministero dei Trasporti.
Per chi acquisterà un’auto nuova, quindi, la personalizzazione rappresenterà una spesa facoltativa da aggiungere ai normali costi di immatricolazione, secondo le modalità che saranno definite dal regolamento attuativo.
Seicento euro non sono pochi, soprattutto considerando che non si tratta di un accessorio capace di migliorare comfort, sicurezza o prestazioni della vettura.
In altri Paesi europei, comunque, la personalizzazione delle targhe è già una realtà e i prezzi cambiano parecchio.
In Germania il costo amministrativo indicato per scegliere una combinazione è di appena 12,80 euro, mentre in Belgio si arriva a 1.030 euro. L’Italia si collocherebbe quindi a metà strada tra questi due esempi, pur mantenendo una tariffa piuttosto elevata.
Cosa si potrà scrivere sulla targa e quali auto potranno averla
Qui le cose diventano più interessanti, ma anche meno definite.
La riforma prevede la possibilità di scegliere una combinazione personalizzata di lettere e numeri, senza indicare ancora quali sequenze saranno effettivamente consentite.
Attualmente le targhe automobilistiche italiane seguono uno schema preciso: due lettere, tre numeri e altre due lettere.
Con le nuove regole potrebbe esserci maggiore libertà, ma non è ancora chiaro se sarà possibile utilizzare iniziali, nomi abbreviati, numeri significativi o combinazioni completamente differenti dal formato tradizionale.
A stabilirlo sarà il regolamento attuativo, che dovrà definire i requisiti delle targhe personalizzate.
Un limite, però, è già previsto: non si potrà scegliere una sigla già assegnata a un altro veicolo ancora circolante e registrata negli archivi della Motorizzazione.
Potrebbero inoltre essere vietate combinazioni offensive, ambigue o facilmente confondibili con altre targhe. Al momento, tuttavia, queste eventuali restrizioni non sono ancora state definite.
C’è poi una questione importante per chi possiede già un’automobile.
Secondo le disposizioni illustrate, non sarà possibile sostituire liberamente la targa di un’auto già immatricolata soltanto per personalizzarla.
La novità dovrebbe riguardare principalmente le nuove immatricolazioni. Per i veicoli già circolanti, invece, la richiesta sarebbe possibile soltanto nei casi in cui sia comunque necessaria una nuova targa.
Parliamo, per esempio, di furto, smarrimento o deterioramento di quella precedente.
In sostanza, chi possiede un’auto con una targa perfettamente leggibile e regolarmente assegnata non potrà semplicemente cambiarla per scegliere una combinazione più personale.
Un limite non trascurabile, soprattutto per gli automobilisti che vorrebbero personalizzare una vettura già presente nel proprio garage.
Quando arrivano le targhe personalizzate in Italia?
La data da tenere d’occhio è il 2028, ma non c’è ancora un giorno certo per l’avvio del servizio.
La riforma del Codice della strada, secondo il calendario previsto dal testo illustrato, dovrebbe entrare in vigore il 1° aprile 2027.
Questo passaggio, però, non renderà automaticamente disponibili le targhe personalizzate.
Prima dovrà essere approvato un regolamento attuativo, necessario per stabilire le modalità di richiesta, i requisiti delle combinazioni alfanumeriche e tutti gli aspetti amministrativi.
Le nuove disposizioni non potranno diventare operative prima del 1° gennaio 2028 e dovranno comunque rispettare il termine di 180 giorni dall’adozione del regolamento.
Se tutto procederà secondo le tempistiche ipotizzate, le prime richieste potrebbero partire nel corso del 2028. Eventuali ritardi nell’approvazione delle norme potrebbero però spostare ulteriormente la data.
E non sarebbe la prima volta.
Già nel 2002 la normativa italiana aveva previsto la possibilità di personalizzare le targhe automobilistiche. All’epoca, però, era necessario mantenere il formato tradizionale composto da due lettere, tre numeri e altre due lettere.
Il progetto non diventò mai operativo perché non furono adottate le disposizioni attuative.
Con la nuova riforma si torna quindi su un tema rimasto irrisolto per oltre vent’anni, introducendo anche una tariffa specifica per il servizio.
Per gli automobilisti italiani si tratterebbe soprattutto di una possibilità di personalizzazione estetica. La targa scelta non modificherà le caratteristiche tecniche dell’auto, né le regole di circolazione, ma permetterà di rendere più riconoscibile il proprio veicolo.
Resta da capire quanto spazio sarà lasciato alla fantasia. Una cosa è poter scegliere tra combinazioni che rispettano uno schema rigido, un’altra è avere la libertà di creare una sigla davvero personale.
Il regolamento attuativo sarà quindi decisivo per conoscere le possibilità effettive e le procedure da seguire.
Per il momento, il dato più preciso riguarda il prezzo: 600 euro per personalizzare la targa della propria automobile. Per sapere quali lettere e numeri si potranno scegliere, e soprattutto da quando sarà possibile farlo, bisognerà aspettare ancora.
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