Ferrari 308, torna il mito dei rally: V8 da 375 CV e cambio manuale
La Ferrari 308 Gruppo 4 torna a far parlare di sé, anche se questa volta non c’è direttamente Maranello dietro al progetto. Si chiama Michelotto Gruppo 4 Tributo ed è una sportiva realizzata da AC Motorsport per rendere omaggio alla celebre Ferrari 308 GTB da rally. Niente motori elettrici, turbo o sofisticati sistemi ibridi: qui ci sono un V8 aspirato da 375 CV, un cambio manuale a cinque marce e una carrozzeria interamente in fibra di carbonio. Il tutto con un peso inferiore a 950 kg. Presentata a Padova, sarà costruita in meno di 50 esemplari, con prezzi che dovrebbero superare i 450.000 euro.
Ferrari 308 Gruppo 4, una leggenda ricostruita da zero
A guardarla sembra arrivare direttamente dagli anni Ottanta. Il profilo a cuneo, i fari a scomparsa e le proporzioni compatte richiamano immediatamente la Ferrari 308 GTB preparata da Michelotto per i rally. Ma attenzione: non siamo davanti al classico restomod, cioè un’auto d’epoca restaurata e aggiornata con componenti moderni.
La Michelotto Gruppo 4 Tributo è infatti un’auto completamente nuova, costruita partendo da un telaio tubolare in acciaio con roll-bar integrato. Una soluzione che punta soprattutto sulla rigidità strutturale e sulla riduzione del peso, senza utilizzare il telaio della Ferrari originale.
A rivestire la struttura ci pensa una carrozzeria in fibra di carbonio, modellata per riprendere le forme della 308 da competizione senza riprodurle in ogni dettaglio. Il risultato è una sportiva che conserva l’identità estetica del modello storico, ma utilizza materiali e soluzioni costruttive differenti.
Il progetto porta la firma di AC Motorsport, fondata da Francesco Calzavara, professionista legato da anni al mondo Michelotto.
Non è casuale neppure il momento scelto per presentare l’auto. Il progetto celebra infatti i 50 anni dall’omologazione FIA Gruppo 4 della Ferrari 308 GTB preparata da Michelotto.
Una vettura che ha lasciato il segno nella storia dei rally, conquistando il secondo posto al Tour de Corse del 1982. Un risultato particolarmente importante, perché rappresenta l’unico podio Ferrari nel Mondiale Rally ai massimi livelli.
V8 aspirato da 375 CV e meno di 950 kg
Sotto la carrozzeria della Michelotto Gruppo 4 Tributo trova posto un V8 aspirato di 3,4 litri, capace di sviluppare 375 CV a 8.250 giri/min e una coppia massima di circa 363 Nm.
Numeri che, presi singolarmente, potrebbero non impressionare in un’epoca in cui molte sportive superano facilmente i 500 CV. Ma il dato davvero interessante è un altro: il peso.
La vettura ferma infatti la bilancia a 950 kg circa, con tutti i liquidi a bordo ma senza carburante. Per avere un riferimento, siamo sensibilmente al di sotto del peso di una moderna Mazda MX-5.
Tradotto: ogni cavallo deve spostare pochissima massa. Il rapporto peso/potenza è di circa 2,53 kg/CV, un valore che lascia immaginare prestazioni decisamente elevate, anche se non sono ancora stati comunicati dati ufficiali su accelerazione e velocità massima.
E poi c’è il cambio. Nessuna trasmissione automatica a doppia frizione, ma un manuale a cinque rapporti con selettore a griglia metallica, proprio come sulle Ferrari di una volta.
La prima marcia utilizza uno schema dogleg, con innesto in basso a sinistra. Una configurazione tipica delle auto sportive da competizione, pensata per rendere più diretti i passaggi tra le marce maggiormente utilizzate nella guida veloce.
La trazione è posteriore, mentre l’assetto prevede ammortizzatori regolabili sia davanti sia dietro e barre stabilizzatrici. L’impianto frenante utilizza dischi ventilati e pinze a quattro pistoncini su tutte le ruote.
Insomma, la ricetta è piuttosto chiara: poca massa, motore capace di girare alto e massimo coinvolgimento del pilota. Una filosofia lontana da quella di molte supercar moderne, dove potenza ed elettronica hanno assunto un ruolo sempre più importante.
Interni essenziali, prezzo e produzione limitata
Anche nell’abitacolo la Michelotto Gruppo 4 Tributo evita gli eccessi tecnologici. Non ci sono grandi touchscreen o plance dominate da display. L’ambiente è essenziale, con un volante a tre razze, una strumentazione digitale e pochi altri elementi.
Una scelta coerente con il carattere dell’auto, che punta a privilegiare la guida rispetto all’intrattenimento di bordo. Non significa rinunciare completamente alla tecnologia, ma utilizzarla soltanto dove serve.
Naturalmente, un progetto di questo tipo non può avere un prezzo accessibile. La produzione sarà limitata a meno di 50 esemplari in tutto il mondo, ciascuno costruito attorno a un telaio specifico, con motore dedicato e carrozzeria in carbonio.
Il prezzo dovrebbe partire da oltre 450.000 euro, una cifra che colloca la vettura nel territorio delle sportive da collezione. Non è stato ancora comunicato un listino definitivo, così come restano da chiarire eventuali dettagli sull’omologazione per la circolazione stradale.
La Michelotto Gruppo 4 Tributo è stata comunque presentata a Padova in configurazione funzionante, non come semplice esercizio di stile.
Ed è proprio questo l’aspetto più curioso del progetto. Mentre gran parte dell’industria automobilistica lavora su elettrificazione, software e prestazioni gestite dall’elettronica, AC Motorsport ha scelto una strada completamente diversa.
Un V8 aspirato, tre pedali e meno di una tonnellata di peso. La Ferrari 308 da rally non torna ufficialmente in produzione, ma il suo spirito trova una nuova interpretazione. Costosa, rarissima e decisamente fuori dagli schemi delle sportive contemporanee.
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