Cosa stai cercando?
Cerca

Saloni auto all’aperto, perché il nuovo format piace sempre di più

Di Fabrizio Gimena
Pubblicato il 24 ago 2026
Saloni auto all’aperto, perché il nuovo format piace sempre di più
Il tradizionale motor show cambia formula: auto nelle piazze, ingresso libero e più esperienze per i visitatori. Perché il salone diffuso continua a crescere.

Il salone dell’auto open air non è più un esperimento. Negli ultimi anni è diventato una vera alternativa ai tradizionali appuntamenti organizzati all’interno dei grandi quartieri fieristici. Le automobili escono dai padiglioni e arrivano direttamente nelle piazze, nei parchi e nelle vie delle città, dove possono essere viste anche da chi normalmente non comprerebbe un biglietto per visitare un motor show.

In Italia uno degli esempi più evidenti è il Salone Auto Torino, che tornerà dall’11 al 13 settembre 2026 trasformando ancora una volta il centro del capoluogo piemontese in un grande spazio espositivo a cielo aperto.

La formula è semplice: ingresso gratuito, orari ampi, automobili inserite nel tessuto urbano e possibilità di affiancare alla classica esposizione attività come test drive, incontri e dimostrazioni.

E proprio questa maggiore accessibilità sembra essere uno dei punti di forza del nuovo modello. Perché vedere un’auto mentre si passeggia in centro è molto diverso dal dover programmare una giornata in fiera.

Salone Auto Torino 2026: più di 40 marchi nel centro città

Il prossimo banco di prova sarà il Salone Auto Torino 2026, in programma per tre giorni, dall’11 al 13 settembre. Le vetture saranno distribuite tra Piazza Castello, i Giardini Reali e altre aree del centro storico, con apertura dalle 9 alle 19. Sono attesi oltre 40 marchi e il pubblico potrà muoversi liberamente tra gli spazi espositivi.

Non ci saranno soltanto modelli di serie. Il format punta anche su anteprime, prototipi, supercar, vetture storiche e auto da competizione, mescolando quindi prodotto commerciale e componente spettacolare.

Un ruolo importante sarà affidato anche ai test drive. È uno degli aspetti che più distingue il salone moderno dalla classica esposizione statica: non basta più osservare l’automobile dietro una barriera, il pubblico vuole entrarci, toccarla e possibilmente guidarla.

Per i costruttori è un’opportunità interessante. Un test su strada può spiegare un’auto elettrica, un sistema ibrido o un nuovo assistente alla guida molto meglio di una scheda tecnica.

Il vantaggio per il visitatore è altrettanto evidente: si possono confrontare più modelli nello stesso giorno senza dover passare da una concessionaria all’altra.

Dal Parco Valentino è cambiato il modo di vedere le auto

In Italia, uno dei passaggi fondamentali di questa trasformazione risale al 2015, quando Torino ospitò la prima edizione del Parco Valentino.

L’idea era piuttosto diversa rispetto ai grandi saloni tradizionali. Al posto di enormi stand chiusi e biglietti d’ingresso, le Case esponevano le proprie vetture lungo i viali di un parco pubblico.

Il visitatore poteva semplicemente entrare, passeggiare e scoprire le novità. Una differenza apparentemente semplice, ma importante. Il salone non era più soltanto una destinazione per appassionati o addetti ai lavori: diventava parte della città.

Negli anni il Parco Valentino ha ospitato concept, supercar e realizzazioni di piccoli costruttori e carrozzieri, affiancando all’esposizione momenti dinamici e sfilate. Quel modello si è poi evoluto fino all’attuale Salone Auto Torino, spostando ulteriormente il baricentro verso il cuore urbano.

Il principio, però, è rimasto praticamente invariato: portare l’automobile dove si trovano già le persone, invece di chiedere alle persone di raggiungere un luogo dedicato esclusivamente all’automobile.

Da Monza a Monaco, il salone diventa un’esperienza

Il cambiamento non riguarda soltanto Torino. Un’altra interpretazione è arrivata dal MIMO Milano Monza Motor Show. Nato nel 2021 con una formula inizialmente distribuita anche nel centro di Milano, l’evento ha poi trovato nell’Autodromo di Monza uno scenario particolarmente adatto.

Qui il concetto di salone si lega ancora di più all’esperienza dinamica. Oltre alle auto esposte, trovano spazio parate, esibizioni, prove e attività in pista.

Il modello è diverso da quello torinese, perché non si sviluppa realmente nelle strade del centro, ma condivide la stessa filosofia: ridurre la distanza tra pubblico e prodotto.

Anche fuori dall’Italia la trasformazione è evidente. Il Salone di Monaco, IAA Mobility, ha costruito un modello ibrido. Da una parte rimangono gli spazi più tradizionali dedicati agli operatori del settore, dall’altra c’è un grande Open Space nel centro della città aperto al pubblico.

Le novità dei costruttori vengono così portate fuori dai padiglioni e inserite in un contesto dove trovano spazio anche mobilità elettrica, biciclette, micromobilità e prove dei veicoli.

È una trasformazione significativa. Il salone dell’auto non cerca più necessariamente di mostrare soltanto automobili: prova a diventare un evento dedicato alla mobilità nel senso più ampio del termine.

Perché i saloni open air funzionano

Il vantaggio più immediato è l’accessibilità. Un evento gratuito nel centro di una città elimina due ostacoli importanti: il costo del biglietto e la necessità di raggiungere una zona fieristica spesso periferica.

C’è poi un altro elemento. L’auto esposta in una piazza viene vista anche dal pubblico occasionale. Una famiglia in centro, un turista o una persona uscita semplicemente per fare shopping possono ritrovarsi davanti a un nuovo modello senza aver programmato la visita.

Per le Case significa raggiungere persone che difficilmente sarebbero entrate in un salone tradizionale.

Anche il modo di presentare le novità cambia. I vecchi motor show puntavano molto su scenografie elaborate e stand enormi. Oggi il pubblico può essere maggiormente interessato alla possibilità di provare concretamente una vettura, capire come funziona un’auto elettrica o confrontare modelli diversi in poche ore.

Questo non significa che i padiglioni siano destinati a scomparire. Per presentazioni tecniche, incontri professionali e attività business gli spazi fieristici mantengono numerosi vantaggi.

Il futuro potrebbe quindi essere sempre più ibrido: una parte riservata agli addetti ai lavori e una parte aperta alla città.

Il Salone Auto Torino sarà il prossimo test

L’appuntamento dell’11-13 settembre 2026 permetterà di capire ancora una volta quanto questo formato riesca ad attirare il pubblico.

Torino ha dalla sua un legame storico con l’industria automobilistica e un centro urbano particolarmente adatto a trasformarsi per qualche giorno in una grande esposizione.

Ma il fenomeno ormai va oltre una singola manifestazione. Dal Parco Valentino al MIMO, fino all’Open Space di Monaco, il messaggio sembra essere lo stesso: il pubblico vuole vedere le automobili da vicino, ma senza necessariamente vivere l’esperienza rigida del salone tradizionale.

Ingresso gratuito, test drive, auto nelle piazze e maggiore interazione stanno diventando gli ingredienti di un nuovo modo di raccontare il settore.

Il salone dell’auto, insomma, non sta necessariamente scomparendo. Sta semplicemente cambiando indirizzo: meno padiglioni chiusi e sempre più strade, piazze e luoghi dove le persone vivono ogni giorno.Saloni auto all’aperto, perché il nuovo format piace sempre di più

Seguici anche sui canali social
Seguici su TikTok @motori_it
Seguici su TikTok
Motori_it
Seguici su X

Ti potrebbe interessare