Cosa stai cercando?
Cerca

Petrolio sopra i 100 dollari, carburanti ai record: quanto costano benzina e diesel

Di Vincenzo Calvarano
Pubblicato il 10 set 2026
Petrolio sopra i 100 dollari, carburanti ai record: quanto costano benzina e diesel
Petrolio oltre 100 dollari: benzina e diesel aumentano ancora. Ecco i nuovi prezzi di carburanti su strade e autostrade.

Fare rifornimento torna a pesare sempre di più sul portafoglio degli automobilisti. Il petrolio ha superato i 100 dollari al barile e la conseguenza si sta facendo sentire sui prezzi dei carburanti. Il 10 settembre 2026 la benzina raggiunge il livello più alto dal 22 marzo 2022, mentre il diesel si porta a un solo millesimo dal massimo registrato quest’anno.

Una situazione particolarmente delicata perché sul mercato pesa anche il tema delle accise sui carburanti. Il taglio attualmente in vigore scade alla mezzanotte del 10 settembre ed è destinato a essere prorogato per almeno un’altra decina di giorni. Una misura che, almeno nel breve periodo, impedisce ai prezzi alla pompa di salire ancora di più.

Per capire la portata del problema basta guardare al gasolio: senza la riduzione dell’accisa, il diesel arriverebbe a 2,354 euro al litro, quindi 12,5 centesimi oltre il precedente record storico di 2,229 euro al litro raggiunto il 17 marzo 2022.

Prezzi carburanti: benzina a 2,077 euro e diesel a 2,184 euro

I numeri aggiornati mostrano con chiarezza la nuova accelerazione dei prezzi. Sulla rete stradale nazionale, considerando il rifornimento in modalità self service, la benzina raggiunge una media di 2,077 euro al litro, con un aumento di 10 millesimi rispetto al giorno precedente.

Il prezzo del diesel sale invece a 2,184 euro al litro, otto millesimi in più. Restano decisamente più contenuti i valori degli altri carburanti: il GPL si mantiene a 0,747 euro al litro, senza variazioni, mentre il metano arriva a 1,784 euro al kg, con un incremento di 15 millesimi.

Per un automobilista, anche aumenti apparentemente piccoli diventano significativi quando vengono applicati a un pieno. Su un serbatoio da 50 litri, per esempio, un incremento di un centesimo al litro significa spendere 50 centesimi in più. Se i rincari continuano a sommarsi giorno dopo giorno, l’impatto sul budget mensile può quindi diventare rapidamente più evidente, soprattutto per chi percorre molti chilometri.

La situazione nasce principalmente dalle quotazioni internazionali. Il Brent sopra i 100 dollari aumenta la pressione sui prodotti petroliferi raffinati e rende più instabile l’andamento dei prezzi applicati lungo la rete italiana.

In autostrada benzina oltre 2,16 euro, diesel sopra 2,25 euro

La situazione diventa ancora più impegnativa per chi deve effettuare il rifornimento durante un viaggio in autostrada. In questo caso il prezzo medio della benzina raggiunge 2,163 euro al litro, con un aumento di 11 millesimi.

Il gasolio arriva invece a 2,258 euro al litro, dieci millesimi in più rispetto alla rilevazione precedente. Il GPL si attesta a 0,883 euro al litro, in lieve calo di un millesimo, mentre il metano raggiunge 1,753 euro al kg, con un incremento di un millesimo.

La differenza rispetto alla rete stradale è significativa. La benzina costa mediamente 8,6 centesimi al litro in più in autostrada, mentre per il diesel il divario è di 7,4 centesimi al litro. Su un rifornimento da 50 litri significa una differenza rispettivamente di circa 4,30 euro per la benzina e 3,70 euro per il gasolio.

Per chi affronta un lungo viaggio, controllare i prezzi prima di entrare in autostrada o valutare un rifornimento fuori dalla rete autostradale può quindi avere un effetto concreto sulla spesa finale.

Benzina e diesel, arrivano nuovi aumenti dei prezzi consigliati

Le quotazioni internazionali iniziano inoltre a riflettersi sulle decisioni delle compagnie. Eni ha aumentato di un centesimo al litro i prezzi consigliati di benzina e diesel, mentre IP ha applicato un incremento di un centesimo soltanto sulla benzina.

Questo non significa automaticamente che ogni distributore aumenterà il prezzo della stessa quantità e nello stesso momento. Il prezzo effettivamente visibile sul totem dipende infatti anche dalle politiche commerciali dei singoli impianti. Il segnale, però, conferma una pressione al rialzo che per il momento non sembra essersi esaurita.

L’altro elemento da tenere sotto osservazione resta il taglio delle accise. La sua proroga evita nell’immediato un aumento ancora più pesante, soprattutto sul diesel. Ma si tratta di una misura temporanea e proprio la sua durata diventa uno dei fattori decisivi per capire quanto potrà costare fare rifornimento nelle prossime settimane.

Per gli automobilisti, quindi, il quadro del 10 settembre 2026 resta poco favorevole: petrolio sopra quota 100 dollari, benzina ai livelli più alti da oltre quattro anni e gasolio vicinissimo al massimo del 2026. Se le quotazioni internazionali continueranno a rimanere elevate, la pressione sui prezzi alla pompa potrebbe proseguire. Molto dipenderà anche dalle prossime decisioni sulle accise, che in questa fase stanno evitando valori ancora più elevati per benzina e soprattutto diesel.

Seguici anche sui canali social
Seguici su TikTok @motori_it
Seguici su TikTok
Motori_it
Seguici su X

Ti potrebbe interessare