Ghosn: nuovi capi d’accusa dalla procura di Tokyo

Dopo le “voci di corridoio” dei giorni scorsi, formalizzate le accuse nei confronti dell’ex numero uno Nissan-Renault-Mitsubishi. Oggi l’incontro all’Eliseo fra Macron, Abe e Trump: si parlerà anche del caso-Ghosn?

Carlos Ghosn è di nuovo, formalmente, nei guai. L’ex numero uno di Renault-Nissan-Mitsubishi, il cui arresto – lo scorso novembre – aveva suscitato enorme clamore a livello mondiale (qui il nostro approfondimento), è ora al centro di un ennesimo capitolo giudiziario a suo carico. Nel dettaglio, ed a conferma di quanto avevamo pubblicato nelle scorse ore, c’è ora l’accusa, formalizzata dalla Procura di Tokyo, di “Abuso aggravato della fiducia” nei confronti di Nissan, per appropriazione indebita di fondi aziendali, in un periodo compreso fra il 2017 ed il 2018.

L’accusa stilata dal tribunale della metropoli giapponese indica che Ghosn avrebbe provveduto alla creazione di una società ad hoc, e a titolo personale, sul conto della quale sarebbe stata distratta una parte delle somme messe a disposizione da Nissan a favore di una filiale del medio oriente. Le “voci”, in questo senso, parlano di circa 5 milioni di dollari, su un totale di una decina di milioni. Bocche cucite in merito all’identità del “dealer” interessato dal nuovo “affaire”, tuttavia potrebbe trattarsi di una società con sede in Oman. Il nuovo capo di imputazione va ad aggiungersi ad un nutrito elenco di presunti illeciti (da false dichiarazioni fiscali all’appropriazione indebita di beni e fondi aziendali); la quarta accusa è stata depositata, nelle scorse ore, proprio al momento in cui i tribunali di Tokyo erano chiamati a decidere in merito ad una eventuale scarcerazione per Carlos Ghosn, nuovamente tratto in arresto lo scorso 4 aprile dopo un breve periodo di liberà vigilata che i suoi legali erano riusciti ad ottenere soltanto poche settimane prima. A meno che i giudici di Tokyo non accolgano la nuova (ennesima) richiesta di scarcerazione per l’ex plenipotenziario Renault-Nissan-Mitsubishi, peraltro già depositata, è quindi previsto che per Ghosn lo stato di custodia cautelare verrà prolungato.

Una denuncia penale, a carico del 65 ormai ex top manager, è stata contestualmente presentata dagli attuali vertici Nissan: come specificato in un comunicato stampa reso noto in queste ore, la società “Ha depositato denuncia penale contro l’ex presidente Carlos Ghosn”. “La denuncia Nissan – si legge nella nota – è stata decisa dopo avere stabilito che le cifre pagate da Nissan a favore di una società di vendita veicoli all’estero, tramite un’organizzazione controllata, erano stati, di fatto, dirottati da Ghosn per proprio tornaconto, e non erano necessarie per programmi di natura commerciale”. “Un comportamento scorretto ed inaccettabile – tuonano i “piani alti” dell’azienda giapponese – Nissan chiede che vengano applicate le sanzioni più giuste”.

Carlos Ghosn, dal canto suo, si è tuttavia sempre difeso, bollando come “infondate” le accuse a suo carico; e, anzi, caricando di contro-accuse (complotti, congiure, tradimento) le proprie critiche nei confronti di alcuni dirigenti Nissan, nonché al sistema giudiziario giapponese.

A Parigi, proprio oggi, si attendono gli esiti dell’incontro fra il presidente francese Emmanuel Macron e l’omologo giapponese Shinzo Abe, in previsione del meeting del G20 in programma a fine giugno ad Osaka, al quale è stato invitato anche il presidente Donald Trump.

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