Nissan, Ghosn: nuova incriminazione per l’ex top manager

Lo riporta una indiscrezione NHK. Intanto, secondo Nikkei, Nissan avrebbe in previsione un taglio del 15% alla produzione per il corrente anno fiscale.

Nissan, Ghosn: nuova incriminazione per l’ex top manager

di Francesco Giorgi

20 Aprile 2019

La vicenda giudiziaria che coinvolge Carlos Ghosn potrebbe articolarsi su un nuovo capitolo. Secondo quanto si apprende dall’emittente radiotelevisiva giapponese NHK – che indica fonti a conoscenza del faldone legale per l’ex top manager brasiliano di origini libanesi -, i pubblici ministeri del tribunale di Tokyo si preparerebbero a formalizzare una nuova incriminazione nei confronti dell’ex plenipotenziario Nissan-Renault-Mitsubishi, tuttora sottoposto a custodia cautelare in un carcere della metropoli, ed i cui termini di scarcerazione scadrebbero proprio lunedì prossimo (22 aprile).

Il tycoon dell’auto, di fatto in carcere dallo scorso novembre (qui la nostra notizia del clamoroso arresto), resterebbe quindi detenuto, se si esclude un breve periodo di liberà su cauzione, concesso lo scorso marzo dopo oltre un centinaio di giorni trascorsi in regime di detenzione; lo scorso 4 aprile, tuttavia, per Carlos Ghosn venne emesso un nuovo mandato di arresto: l’accusa era stata di appropriazione indebita nei fondi Nissan, mediante il trasferimento di una forte somma (si era parlato di 34 milioni di dollari, nell’arco di sette anni; di questa somma farebbe parte anche uno yacht di fabbricazione italiana) verso una succursale Nissan in Oman gestita da una persona di conoscenza dello stesso Ghosn. Una imputazione che aveva fatto seguito all’indagine per abuso di fiducia aggravata ed alcuni illeciti di natura finanziaria (la sottostima dei propri compensi, per un totale di 73 milioni di euro) operati dallo stesso ex massimo dirigente della “big Alliance” Renault-Nissan-Mitsubishi, che tuttavia lo stesso Ghosn ha sempre respinto, compresa l’ultima (in ordine di tempo), ovvero il trasferimento del denaro verso la filiale Nissan medio orientale, asserendo che tale importo sarebbe stato impiegato a favore della concessionaria dell’Oman come retribuzione in virtù delle attività svolte durante gli anni.

Mentre in Giappone si prepara la nuova incriminazione a carico di Carlos Ghosn, il management Nissan – annuncia in queste ore una news pubblicata dal quotidiano economico Nikkei – imbastisce un piano “post-Ghosn” di portata epocale: il taglio del 15% alla produzione per il corrente anno finanziario (iniziato lo scorso marzo e che terminerà a marzo 2020), provvedimento che si annuncia come il più importante, dal punto di vista della produzione, negli ultimi dieci anni per Nissan. A ciò andrà ad aggiungersi lo “stop” alle strategie di espansione già operate dall’ex “numero uno” (Carlos Ghosn divenne amministratore delegato Nissan nel 1999). Fra le motivazioni che potrebbero avere suggerito la significativa “marcia indietro” di produzione e strategica agli attuali “piani alti” di Nissan, un calo delle vendite riscontrato sul mercato USA, il che costringerebbe l’azienda giapponese a revisionare la propria strategia. Per l’anno fiscale 2019, prosegue Nikkei, il preventivo di produzione Nissan si attesterebbe su 4,6 milioni di unità. Qualora tale programma venisse confermato (Nissan non rilascia alcun commento in merito, dichiarando se mai che quanto pubblicato dal quotidiano economico giapponese non è suffragato da informazioni od annunci che siano stati resi noti da Nissan), potrebbe avere delle conseguenze sui ricavi dell’azienda, ed eventualmente mettere in discussione l’alleanza con Renault.