Museo storico di Arese: Alfa Romeo racconta i grandi record al Nurburgring

Al Museo storico Alfa Romeo di Arese una storia di primati sul circuito tedesco: le vittorie di Caracciola e Nuvolari, la conquista del DTM con Nicola Larini, i record con Giulia e Stelvio Quadrifoglio.

Sui prati del Nurburgring crescono i quadrifogli? Le recentissime serie speciali “Nurburgring Edition” allestite su Alfa Romeo Giulia e Stelvio Quadrifoglio per celebrarne i primati sul giro ottenuti alla Nordschleife e presentate nelle scorse settimane al Salone di Ginevra 2018 hanno ispirato i vertici FCA e gli omologhi del Museo storico Alfa Romeo di Arese nell’allestimento di “Nürburgring Records”, esposizione che si apre sabato 31 marzo nei locali dell’area museale Alfa Romeo.

La rassegna, comunicata in queste ore attraverso una nota diffusa da Fiat-Chrysler Automobiles, resterà in cartellone fino al 2 maggio. Il percorso, di sicuro interesse per gli appassionati di “cose da corsa” (ed Alfa Romeo ne racconta come pochi altri), accompagna il visitatore in un ideale viaggio – documentato da immagini, memorabilia e da una rappresentanza delle Alfa Romeo da record al Nurburgring – attraverso più di ottant’anni di liaison fra il “Biscione” ed il tormentatissimo tracciato di quasi 23 km (e 174 curve) dell’”anello sud” del Nurburgring, la Nordschleife sulla quale dal 2015 Alfa Romeo ha scritto i propri capitoli più recenti del fil rouge (“rouge” non riferito esclusivamente al Rosso Alfa) che la lega al circuito che venne inaugurato nel 1927 sulla base di un progetto sociale (la costruzione del Nurburgring si avvalse di migliaia di operai e tecnici che, nei difficili anni successivi al termine della Prima Guerra mondiale e della memorabile grande recessione tedesca, si trovavano senza lavoro).

Il riferimento, in questo senso, va ad Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio, la prima dei “nuovi super-modelli da famiglia” Alfa, che nel settembre del 2015, con un esemplare allestito con cambio manuale, aveva ottenuto un tempo di 7’39”; ma anche alla successiva Giulia Quadrifoglio con cambio  automatico ad otto rapporti che ha fermato i cronometri al “Ring” con il tempo di 7’32”; e la altrettanto celebre impresa di Stelvio Quadrifoglio, il “SUV più veloce nella propria categoria”: suo il tempo di 7’51” fatto registrare a settembre 2017. E, passando ai modelli eminentemente sportivi, la Alfa Romeo 4C che, in “versione sperimentale”, segnato il tempo di 8’04” nel 2013, performance record tra le vetture con potenze inferiori ai 250 CV.

Da questo “club di berline, Sport utility e supercar da sparo” Alfa Romeo è stata recentemente svelata una doppia serie limitata – appunto: Stelvio Quadrifoglio “NRING” e Giulia Quadrifoglio “NRING” – programmata per una “tiratura” di 108 unità ciascuna (tanti quanti gli anni dalla fondazione di Alfa Romeo, avvenuta nel 1910) allestite con livrea “Grigio Circuito”, un equipaggiamento esclusivo e le targhette numerate presenti nella plancia in fibra di carbonio. Del resto, proprio nelle scorse settimane, dagli ambienti della Scuderia del Portello (di fatto la “Divisione motorsport” per Alfa Romeo) intervenuti al Museo storico in occasione della cerimonia di premiazione dei Campioni Alfa Romeo 2017, era stata avanzata la possibilità di allestire un piccolo lotto di Alfa Romeo Giulia per schierarle al via della 24 Ore del Nurburgring, celebre gara di durata che insieme alla 24 Ore di Spa-Francorchamps è l’evento-Turismo più importante a livello continentale.

In attesa di vedere se l’idea si concretizzerà già per la 24 Ore del 2018 oppure resterà in previsione del 2019, i vertici Alfa Romeo organizzano l’esposizione “Nürburgring Records“.

L’itinerario al Museo storico di Arese collega idealmente i record odierni a quelli della storia Alfa Romeo: dalla vittoria di Rudolf Caracciola nel 1932 con una Gran Premio Tipo B poco più che debuttante e già imbattibile, all’impresa di Tazio Nuvolari nel 1935 (qui la nostra rievocazione scritta dell’impresa che lasciò di stucco i “piani alti” Mercedes e Auto Union ed i vertici del Terzo Reich, dal canto loro sicuri di una vittoria delle “Silberpfeil” invece battute dalla piccola e già “superata” Tipo B di Nuvolari); dalla Giulia Sprint GTA di Andrea De Adamich che nel 1966 porta per la prima volta il tempo di una “Turismo” di soli 1.570 cc sotto i 10 minuti, fino alla straordinaria vittoria di Nicola Larini che nel 1993 si aggiudicò il DTM celebrando il trionfo del “Biscione” sulle “armada” Bmw e Mercedes proprio alla Nordschleife.

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