Pneumatici invernali, torna l’obbligo: Assogomma chiede incentivi per i prodotti più performanti

La sicurezza è fuori discussione, e mentre l’Italia entra nella “stagione invernale” (che, per gli pneumatici, resterà in vigore fino al 15 aprile), Fabio Bertolotti osserva che i prezzi sono in continuo aumento ed è necessario, ai fini della sicurezza, un intervento del Governo per incentivare l’acquisto di gomme di classe A e B per resistenza al rotolamento e aderenza sul bagnato.

Lunedì 15 novembre ha coinciso, per milioni di automobilisti ed autotrasportatori, con l’inizio della “stagione automobilistica invernale”. Ovvero: il “giorno X” che prevede, fino al 15 aprile 2022, l’obbligo di circolare con gli pneumatici invernali già montati (attenzione: la loro misura deve corrispondere a quanto indicato sulla carta di circolazione), oppure con le catene da neve nel bagagliaio del veicolo, e pronte per essere utilizzate se ci si trova nel mezzo di una nevicata.

La questione del “cambio stagionale” degli pneumatici è fondamentale per la propria (e soprattutto altrui) sicurezza: spiegarne l’utilità è quindi superfluo. Tanto più che si tratta di un obbligo, previsto dal legislatore (si riferisce alla direttiva del Ministero dei Trasporti – ora Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e delle Mobilità Sostenibili – emanata il 16 gennaio 2013 nella quale si prevede che siano l’Ente proprietario della strada o il suo gestore a “Prescrivere che i veicoli siano muniti ovvero abbiano a bordo mezzi antisdrucciolevoli o pneumatici invernali idonei alla marcia su neve e su ghiaccio“), e regolato dal Codice della Strada, e come tale sanzionabile.

Le multe

Chi non ottempera all’obbligo di circolare nei mesi più freddi con pneumatici invernali già montati o con catene da neve a bordo dell’autovettura (dal 15 novembre al 15 aprile, con “tolleranza” ai 30 giorni successivi per tornare alle gomme estive; e attenzione al codice riportato sulla carta di circolazione: la circolare del Ministero dei Trasporti numero 1.049 del 17 gennaio 2014 chiarisce a tale proposito che chi monta pneumatici di tipo M+S, con codice di velocità inferiore a quanto indicato nel “libretto”, può viaggiare soltanto dal 15 ottobre al 15 maggio), è soggetto, nei controlli da parte delle forze di polizia, ad una sanzione amministrativa, il cui importo va da un minimo di 85 euro a un massimo di 338 euro (ai sensi dell’art. 6 comma 14 CdS se l’accertamento è avvenuto al di fuori di un centro abitato; e dell’art. 7 comma 13 CdS se l’accertamento sia avvenuto all’interno di un centro abitato); ed alla sanzione accessoria della decurtazione di tre punti dalla patente di guida.

Prezzi aumentati in maniera esponenziale

Fabio Bertolotti, direttore di Assogomma, fa il punto sulla situazione del comparto pneumatici in Italia in ordine all’entrata in vigore dell’obbligo del cambio stagionale. Le conseguenze dell’emergenza sanitaria, che consigliano di prenotare sempre per tempo ogni sosta dal gommista in modo da consentire sempre il distanziamento e le procedure di intervento in tutta sicurezza, si sommano quest’anno ad una serie di difficoltà pratiche, che tutti hanno già avuto modo di toccare con mano (i rincari dei carburanti e delle forniture energetiche, ad esempio). C’è, osserva Bertolotti, un fenomeno importante che va ad incidere in maniera notevole sul settore della produzione e della vendita di pneumatici: la questione dei prezzi. “Stiamo vivendo una vera e propria tempesta economica – puntualizza il direttore di AssogommaIn meno di un anno, abbiamo assistito ad un aumento delle materie prime mai visto prima”.

Cifre alla mano, osserva Bertolotti, “L’impatto sui costi per la produzione di articoli in gomma, tra cui i pneumatici, è incrementato di oltre il 50%.  Questo aumento dei prezzi vale sia per la gomma naturale, sia per la gomma sintetica e per tutti i rubber chemicals”. Le cause di questi incontrollati rincari sono molteplici: “Sicuramente, c’è un fenomeno speculativo, che produce una corsa all’accaparramento con ulteriore aggravio sui costi. A ciò si somma l’aumento degli oneri di trasporti, acciaio, container e da ultimo l’aumento della bolletta energetica. Il settore gomma è fortemente energivoro e la spesa per l’energia oggi impatta per il 3%-4 % ma ci si aspetta che possa raddoppiare nel breve. Questo aggravio di costi si dovrebbe scaricare sui prodotti finiti con un’incidenza pari almeno al 25% dei prezzi attuali, ma ciò è difficilmente praticabile, quindi si deprimono i margini delle aziende”.

Si prevedono quotazioni più vicine

Cosa porterà tutto questo? Fabio Bertolotti prevede che a breve termine i consumatori avranno più difficoltà nel trovare gli pneumatici desiderati, ed i prezzi andranno incontro ad aumenti anche a doppia cifra. Si tratta, in effetti, di una serie di dinamiche alle quali anche il mercato asiatico si trova a dovere fronteggiare. Ed a queste “Si aggiungono i maggiori costi per il trasporto”. “Si avvicinano, quindi, le quotazioni tra le marche Premium e le marche meno note di primo prezzo. Questo fenomeno avrà un effetto positivo sia sulla sicurezza stradale sia sugli aspetti di sostenibilità ambientale”.

Nuova etichettatura europea

Già all’inizio dello scorso decennio, l’Unione Europea aveva imposto che su ciascuno pneumatico venduto al pubblico ci fosse un’etichetta adesiva, che conteneva i parametri relativi al risparmio energetico – tradotto in termini di “gomme”: resistenza al rotolamento – ed introduceva altre “voci” che si riferivano a vari livelli di sicurezza, come ad esempio la tenuta sul bagnato. È opportuno tenere presente che la classe migliore (A) riduce fino al 7% il consumo di carburante, e permette di diminuire fino al 30% gli spazi di frenata.

Dallo scorso 1 maggio 2021, una nuova etichettatura è entrata in vigore, e contiene diverse importanti novità. Innanzitutto, ci sono due simboli, entrambi dedicati proprio agli pneumatici invernali e progettati per le condizioni climatiche più severe:

  • Il simbolo 3PMSF (Three-Peak Mountain Snow Flake), cioè il pittogramma con la montagna a tre picchi ed il fiocco di neve: una stilizzazione che gli automobilisti hanno presto imparato a conoscere. Questa indicazione certifica che la gomma in questione ha superato i test, condotti in base a determinate condizioni meteo e stradali, disposti dal regolamento UE n. 117 in cui viene preso in considerazione uno pneumatico-tipo, codificato SRTT- Standard Reference Test Tyre prodotto da almeno 30 anni dalla medesima Casa costruttrice e che possiede caratteristiche intermedie.
  • Il simbolo ICE, una nuova marcatura che compare sugli pneumatici per autovetture progettati per i climi invernali particolarmente rigidi, con presenza di ghiaccio stratificato al suolo, sottoposti a test conformi a specifici metodi di prova riconosciuti a livello internazionale. Il pittogramma dell’aderenza su ghiaccio indica che lo pneumatico offre le migliori performance di sicurezza ed aderenza nelle difficili condizioni invernali tipiche dei Paesi nordici europei, che sono generalmente molte diverse da quelle che si riscontrano nel nostro Paese. La raccomandazione di Assogomma è sempre quella di utilizzare pneumatici concepiti per le specifiche condizioni ambientali del Paese in cui ci si trova a circolare abitualmente.

Il regolamento europeo 2020/74 ha, a sua volta, adottato ulteriori parametri di riferimento, attraverso una revisione delle classi di resistenza al rotolamento e di prestazioni di frenata sul bagnato, nonché sul livello di rumorosità.

Premiare le gomme più performanti, con incentivi ad hoc

In materia di sicurezza, non dovrebbe esserci mai alcun dubbio: la scelta andrebbe effettuata solamente sui prodotti migliori. Vale a dire, quelli che nel senso più ampio del termine vengono indicati come più performanti. In effetti, ad orientare il consumatore finale – che poi è quello sul quale gravano tutte le tasse, le accise e le spese di gestione del veicolo – c’è proprio l’etichettatura, con la sua classificazione (come elencato qui sopra) delle caratteristiche prestazionali del singolo pneumatico. L’Europa ha previsto, in deroga alle norme che vietano aiuti di Stato, la possibilità da parte dei singoli Paesi UE di consentire incentivi finalizzati ad agevolare l’acquisto di prodotti di classe A o B, riguardo alle due principali caratteristiche degli pneumatici, ovvero resistenza al rotolamento e aderenza sul bagnato.

Da qui l’invito del direttore di Assogomma all’indirizzo dell’esecutivo nazionale, impegnato nella stesura della nuova legge di Bilancio 2022 che (si spera!) presenterà, fra le sue articolate “voci” a beneficio del comparto automotive italiano – una filiera che incide per il 20% sul PIL nazionale – rinnovate (e magari strumentali) misure di Ecobonus per l’acquisto di nuovi autoveicoli e, in questo caso, anche incentivi a beneficio degli pneumatici che presentano le migliori caratteristiche di resistenza al rotolamento e di aderenza su fondo bagnato:

“Non resta che dare attuazione a quanto già indicato dalle nostre Autorità europee. L’invito di Assogomma al nostro Governo, è quello di definire un provvedimento che dia attuazione a questo chiaro indirizzo. Un’operazione con effetti benefici sia in termini ambientali sia di sicurezza stradale. Sostenibilità e circolarità in un’ottica di pneumatici so-no concetti declinabili a favore della collettività e degli automobilisti. Un modo immediato e concreto è appunto quello di prevedere agevolazioni all’acquisto di pneumatici di classi A o B”.

L’obiettivo, con un’eventuale tornata di aiuti per gli automobilisti, sarebbe – evidenzia Bertolotti – non soltanto economico, quanto anche di beneficio per l’ambiente (per gli effetti della ridotta resistenza al rotolamento) e della sicurezza stradale (in ordine alle più elevate doti di frenata sul bagnato):

“Così facendo avremo effetti immediati sul consumo di carburanti, sulla riduzione delle relative emissioni dannose e vantaggi di sicurezza stradale. Oggi in Italia consumiamo circa 40 miliardi di litri di carburante per autotrazione (tra benzina e gasolio) con una spesa stimabile in circa 60 miliardi di euro. L’impiego di pneumatici di classi A o B, ovviamente opportunamente gonfiati, si stima che potrebbe dare luogo a risparmi di oltre 2 miliardi di litri, pari ad oltre 4 miliardi di euro, evitando emissioni di CO2 nell’ordine di 7 milioni di tonnellate all’anno”.

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