Addio ad Hans Mezger, papà delle Porsche da competizione

Il tecnico tedesco, da sempre legato a filo doppio a Zuffenhausen, fu per quarant’anni al centro dell’epopea vincente Porsche nel motorsport.

Chi abbia nel proprio garage una 911 “storica”, conosce bene il papà del suo “cuore” tecnologico: Hans Mezger, che fra gli enthusiast della “Cavallina” di Zuffenhausen è come dire una delle colonne della storia Porsche. Autore di molte delle unità motrici del marchio tedesco, Mezger si è spento all’età di 90 anni. Con la sua scomparsa, se ne va un protagonista di primissimo piano dell’evoluzione tecnica Porsche, strettamente imparentata con il mondo delle competizioni.

Avrebbe dovuto lavorare sui trattori…

Hans Mezger, nato a Besigheim (Baden-Württemberg) il 18 novembre del 1929 e laureatosi in Ingegneria meccanica nel 1956 all’Università di Stoccarda, ha legato la propria carriera lavorativa e di immagine con Zuffenhausen. Appena terminati gli studi, ed in possesso di una forte ammirazione per la allora “portabandiera” Porsche 356 (che più tardi, all’alba degli anni 60, sarebbe riuscito ad acquistare, seppure di seconda mano e da ricondizionare), Mezger – sebbene avesse ricevuto numerose offerte di lavoro – volle presentare la propria candidatura per entrare a far parte della “grande famiglia” Porsche. In origine, la sua prima mansione sarebbe stata di tecnico nella Divisione motori diesel per i trattori. Tuttavia, dopo un primo stupore (lo stesso Mezger affermò, più tardi, di non essere stato in quel primo colloquio neanche a conoscenza che in Porsche esistesse anche quel reparto tecnico), il programma di lavoro che lo vide esordiente ai tavoli tecnici dell’azienda consistette in una collaborazione nel sistema di distribuzione del sofisticato motore 1.5 “Typ 547” sviluppato da Ernst Fuhrmann, provvisto di quattro alberi a camme in testa e destinato ad equipaggiare i modelli 356 Carrera GT e GS, 550A e 550 Spyder. Successivamente, arrivò l’epoca dell‘impegno ufficiale Porsche in Formula 1, affrontata con la monoposto “Typ 804” ad otto cilindri 1.5 raffreddata ad aria: allo sviluppo dell’unità motrice e del telaio collaborò lo stesso Mezger.

Verso l’iconica 911

Si trattava, in sostanza, di “prove tecniche di trasmissione” verso la creazione del modello che, all’inizio degli anni 60, venne avviato per accompagnare l’immagine Porsche verso una fase ancora più “adulta” e che, nelle varie inevitabili evoluzioni tuttavia immutato nella filosofia di base, ha affrontato felicemente cinque decenni: Porche 911. Il progetto del sistema di propulsione della coupé che originariamente doveva chiamarsi “901” era stato affidato proprio a Mezger.

Punti di riferimento nelle competizioni

Fortemente voluto da Ferdinand Piëch (uno dei nipoti di Ferdinand Porsche), fra l’altro venuto a mancare alla fine di agosto 2019, il nuovo reparto corse della Casa tedesca ebbe, dal 1965, in Hanz Mezger il nuovo responsabile della Divisione progetti Auto da competizione. Ebbe così inizio un lunghissimo periodo di costante sviluppo dell’immagine Porsche nel motorsport e, in parallelo, di evoluzione nei modelli stradali. Porsche 906, Porsche 908, Porsche 910 e, alla vigilia degli anni 70, la leggendaria Porsche 917, furono le solidissime basi che, sotto la guida tecnica tecnica progettuale di Hans Mezger, hanno scritto pagine indelebili nella storia del motorsport “a ruote coperte”: due vittorie alla 24 ore di Le Mans e due titoli mondiali Sport Prototipi (1970 e 1971), due titoli Can-Am (entrambi nei colori Penske Racing: 1972, con George Follmer e la versione 917/10 biturbo da 1.200 CV in configurazione da qualifica; e 1973, con Mark Donohue e la mostruosa 917/30 che giunse a sprigionare ben 1.580 CV).

Protagonista nell’era turbo

Proprio con l’esperienza maturata dalle evoluzioni 917 sovralimentate con doppi turbocompressori, a Zuffenhausen ebbe inizio un nuovo capitolo tecnico: l’anno, il 1974; il modello, Porsche 911 Turbo. La quale fu a sua volta, e sempre a dimostrazione della strettissima liaison fra la produzione e le competizioni, “base di partenza” di una nuova famiglia di vetture per la pista: Porsche 934, Porsche 935 e Porsche 936, che vinsero… tutto quello che era possibile vincere fino alla metà degli anni 80. Nel frattempo, l’epopea delle Gruppo C era già iniziata: ed ecco, sempre dietro progetto di Hans Mezger, le iconiche Porsche 956 e Porsche 962, che per un decennio – fino all’inizio degli anni 90 – animarono ai massimi livelli la categoria Endurance. A firma del vulcanico ingegnere, anche Porsche 959, che sarebbe dovuta essere l’”arma” di Zuffenhausen nel Gruppo B e dovette… “accontentarsi” di vincere la Parigi-Dakar nel 1986, piazzando tre “959” al primo, al secondo ed al quinto posto.

I successi con McLaren in Formula 1

Non soltanto Sport, prototipi e GT: il nome di Hans Mezger è, fra gli appassionati di motorsport, ben conosciuto anche nella realizzazione del leggendario motore “TAG” Turbo, che vide in Porsche non soltanto l’azienda costruttrice, ma anche il team di assistenza in gara. L’unità 1.5 a sei cilindri a V di 80°, ed in grado di superare i 1.000 CV, fu il propulsore utilizzato dalle McLaren MP4 che, nel 1984, 1985 e 1986, fruttarono  alla Scuderia diretta da Ron Dennis ben venticinque vittorie , due titoli mondiali Costruttori (1984 e 1985) e tre titoli Piloti (1984, con Niki Lauda; 1985 e 1986, con Alain Prost). In tempi più recenti, dalla “matita” di Hans Mezger uscirono il motore 2.65 Cv per le monoposto IndyCar e l’unità V12 aspirata “Typ 3512” che, all’inizio degli anni 90, equipaggiò le monoposto Footwork e che sottolineò nuovamente, pur con risultati inferiori rispetto alla leggendaria epopea TAG Turbo, la presenza Porsche nella massima Formula.

Un’impronta arrivata fino al Terzo millennio

L’eredità tecnica di Hans Mezger è, si può dire, proseguita fino ai giorni nostri: basti pensare, e soltanto per citare alcuni esempi, alla realizzazione del motore a sei cilindri, derivato alla lontana dall’unità che equipaggiava la 935, collocato a bordo di Porsche 911 GT1 che nel 1998 trionfò con una “doppietta” (primo e secondo posto finali) alla 24 Ore di Le Mans; da questo, a loro volta, presero forma le varianti di motorizzazione adottate dalle lineup Porsche 996 e Porsche 997 GT2 e GT3, che nel 2019 ha compiuto vent’anni.

Porsche ad Auto e Moto d’Epoca Vedi tutte le immagini

I Video di Motori.it

Porsche Panamera Turbo S Sport Turismo

Altri contenuti