Porsche 911 GT3: la coupé in abito racing compie 20 anni

Sviluppata per abbinare caratteristiche corsaiole alla possibilità di utilizzarla tutti i giorni, è uno dei simboli della sportività a livello mondiale.

In principio era la “RS”: la leggendaria 2.7 Carrera in versione “ufficialmente” stradale ma di fatto pronto-corsa che all’inizio degli anni ’70 alzò di un livello la già elevata asticella prestazionale e di immagine che, in un decennio, Porsche 911 si era costruita su scala mondiale, tanto nella produzione destinata alla grande serie quanto nelle competizioni. A sua volta “erede” della fortunatissima serie “Carrera”, della quale manteneva la denominazione con l’aggiunta del suffisso “RS” (sigla che, ancora oggi utilizzata a Zuffenhausen, sta per “Race Sport”), Porsche 911 Carrera RS 2.7 fece da principio di ispirazione fra i vertici Porsche Motorsport per lo sviluppo, avviato nella seconda metà degli anni 90, di una nuova “dinastia” di declinazioni “ultra-high performance” derivate da Porsche 911 e pressoché idonee all’impiego agonistico con la semplice aggiunta dei necessari accorgimenti di sicurezza. La storia, peraltro, dimostra una chiaramente di voler aggiungere ulteriori capitoli: nelle scorse settimane è stato infatti “pizzicato” un esemplare di Porsche 911 GT3 della nuova futura generazione impegnato in un test di sviluppo. Vedremo Porsche 911 GT3 2020 all’imminente Salone di Francoforte? Lo sapremo nei prossimi giorni. Nell’attesa, ripercorriamo i vent’anni di “carriera” di Porsche 911 GT3.

Anche Walter Rohrl contribuì allo sviluppo

Il risultato del progetto – che, fra gli altri, aveva visto la collaborazione della leggenda dei rally (due volte campione mondiale della specialità) Walter Rohrl da tempo uomo-immagine Porsche, dell’ingegnere di gara Roland Kussmaul e dello staff Porsche Motorsport (emanazione racing della “Cavallina” di Zuffenhausen) con sede a Weissach – venne svelato in occasione del Salone di Ginevra 1999. Era la prima generazione di Porsche 911 GT3, modello poi costantemente aggiornato con cadenza periodica (un upgrade ogni 3-4 anni in media) e, attualmente, giunto alla quinta generazione, che compie vent’anni. Traguardo decisamente elevato per una variante “di nicchia”, tuttavia sintomatico della filosofia evolutiva Porsche in chiave high performance, tanto da essere considerata, oggi, quintessenza della tradizione Porsche a motore aspirato boxer, cambio manuale e trazione posteriore.

Supercoupé stradale uso pista

Emozionalità di guida splendidamente “old style”, anzi senza tempo, che ha negli anni trovato concreta espressività nel congeniale terreno delle competizioni: in vent’anni, le presenze di Porsche 911 GT3 nei circuiti di tutto il mondo sono migliaia (e non sorprende il fatto che, dati alla mano secondo la puntuale precisione teutonica, Porsche Motorsport abbia calcolato come, dal 1999, circa l’80% delle 911 GT3 prodotte abbia avuto una personale carriera agonistica); come numerosissime sono le sue affermazioni sportive, compresi i successi nelle gare di durata più celebri, dalla 24 Ore di Spa-Francorchamps alla 24 Ore di Daytona alla 24 Ore del Nurburgring (per quest’ultima, le vittorie ottenute dal 2000 sono ben sette).

Prima serie: un nome nuovo nella famiglia Porsche

Come accennato, il Salone di Ginevra 1999 contrassegnò il debutto assoluto per Porsche 911 GT3, sigla scelta dal management Porsche Motorsport proprio per sottolinearne le possibilità di impiego agonistico (“GT3” è, infatti, la categoria FIA alla quale la “derivata-racing” di Porsche 911 appartiene). La prima serie, codificata – secondo il consueto ordine di Zuffenhausen – “996”, veniva equipaggiata con l’unità “flat-Six” aspirato da 3,6 litri, per una potenza massima di 360 CV ed abbinata al cambio manuale a sei rapporti “ereditato” dalla sorella maggiore GT2; all’esterno, gli elementi di distinzione consistevano in un preciso studio dell’assetto – ribassato di 30 mm e provvisto di nuove sospensioni e barre antirollio maggiorate e regolabili in funzione delle condizioni del tracciato – ed in un layout aerodinamico dedicato. “Firma” prestigiosa del nuovo progetto, lo stesso Walter Rohrl, che ancor prima del “vernissage” di Ginevra 1999 aveva ottenuto, al Nurburgring, un tempo inferiore ad otto minuti sul giro, stabilendo fin da subito un nuovo punto di riferimento per le vetture supersportive omologate per l’utilizzo stradale.

Generazioni successive: escalation di potenza e di tecnica

Terminata la fase di “lancio” e di consolidamento di Porsche 911 GT3 “prima serie”, il management Porsche diede via libera allo sviluppo di ulteriori varianti: ogni 3-4 anni il debutto di una nuova serie. A questo proposito, l’evoluzione di Porsche 911 GT3 trovò un primo sbocco nel 2003, con la delibera della seconda generazione che portava in dote un nuovo sistema VarioCam di controllo variabile degli alberi a camme ed altre novità meccatroniche, tali da aumentarne la potenza a 381 CV. La seconda serie, poi evoluta nel modello derivato da Porsche 911 serie 997 che debuttò nel 2006, venne altresì contrassegnata dall’adozione del sistema di sospensioni attive PASM-Porsche Active Suspension Management, e la possibilità di ordinare l’impianto frenante nel nuovo modulo PCCB-Porsche Ceramic Composite Brake ad altissime prestazioni. Una terza novità vide la luce nel 2009, con l’aumento della potenza a ben 425 CV. Sempre nel 2006 fu la volta di Porsche 911 GT3 RS “997”, più leggera (1.370 kg il peso totale), provvista di carreggiate più larghe e nuovi accenti al corpo vettura. Un nuovo aggiornamento della seconda serie avvenne nel 2009, con l’aumento di cilindrata a 3,8 litri, la potenza portata a 435 CV e un’evoluzione aerodinamica.

2013: arriva il cambio PDK

Per il 2013, anno che coincise con il cinquantesimo anniversario di Porsche 911, la nuova generazione di Porsche 911 GT3 si presentò, ancora una volta al Salone di Ginevra, profondamente rinnovata nel corpo vettura (provvisto di un aggiornato aerokit), nel telaio e nella dinamica di controllo (su tutti, si segnalò l’adozione dello sterzo attivo per il retrotreno) e nel gruppo motopropulsore, che fece ricorso all’unità da 3,8 litri da 475 CV abbinata, per la prima volta, alla trasmissione PDK-Porsche Doppelkupplung con comando doppia frizione. Come già avvenuto quattrodici anni prima, il debutto venne amplificato da un giro-record al Nurburgring: ben mezzo minuto in meno rispetto alla “progenitrice” del 1999 (7’25”), riscontro cronometrico che la disse lunga sulla ampia evoluzione maturata da Porsche 911 GT3.

Obiettivo 500 CV raggiunto e superato

Con l’ultima versione (in ordine di tempo), introdotta sul mercato nel 2017 e susseguente alla declinazione GT3 RS 2015 con tetto in lega di magnesio e motorizzazione 4.0 sei cilindri boxer da 500 CV, Porsche focalizzò la propria attenzione su un ulteriore affinamento hi-tech. Nella fattispecie, ciò trovò applicazione concreta nell’adozione anche nel ritorno, in alternativa alla trasmissione PDK, del cambio manuale a sei rapporti, una “prelibatezza” per super-appassionati. Dal punto di vista dinamico, Porsche 911 GT3 2017 ha messo in evidenza la possibilità di ordinare il “Touring Package”, kit che consiste nel ricorso ad uno spoiler estensibile in automatico, ottenibile in alternativa all’ala posteriore fissa, e ad un assetto un po’ più “addomesticato”. E con questo “pacchetto”, sì è altresì tornati alle origini, nello specifico la variante “Touring Package” specifica della storica Porsche 911 Carrera RS 2.7. La nuova serie 991 di Porsche 911 GT3 ha debuttato anche in serie limitata “R”, prodotta in 991 unità e destinata agli enthusiast “duri e puri”: niente impianto audio, niente climatizzatore, finestratura posteriore in policarbonato e una cura dimagrante che ne ha fermato il peso a 1.370 kg. La variante GT3 RS più recente, presentata all’inizio del 2018, sprigiona ben 520 CV ed è contrassegnata da un nuovo upgrade all’assetto.

Porsche 911 GT3 20 anni 1999-2019 Vedi tutte le immagini
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