GP d’Italia, Monza “a porte aperte”: la speranza di Sticchi Damiani

Potrebbe essere un “miracolo”, ma il presidente dell’Aci si augura che ciò avvenga. Le prossime settimane saranno cruciali.

La ripresa del motorsport è altrettanto importante di molte altre attività che poco o nulla hanno a che fare con le competizioni. Al di là degli investimenti diretti da parte delle Case costruttrici e dei team iscritti, c’è la presenza di centinaia di realtà dell’indotto, le cui sorti sono legate a filo doppio con il settore delle corse. Per non parlare del pubblico, linfa vitale dello sport e senza il quale l’agonismo non ha ragione d’essere. Sotto i riflettori del mondo, l’emergenza da Coronavirus mette anche il futuro della Formula 1. Cosa succederà la prossima estate? Assisteremo (ovviamente in maniera virtuale) a dei Gran Premi “a porte chiuse”? E quali saranno le sorti del massimo Campionato automobilistico? Secondo i programmi Liberty Media, FIA ed alcuni dei team iscritti, la stagione F1 2020 dovrebbe scattare il prossimo 5 luglio in Austria, al Red Bull Ring. Circuito “privato”, in quanto è di proprietà del “colosso” delle bevande energetiche. La questione di correre senza il pubblico sulle tribune per evitare gli assembramenti di persone, nel caso della “tappa” austriaca, è di relativa importanza, in quanto le spese che la società proprietaria dovrebbe accollarsi per l’organizzazione della corsa potrebbero non essere tante e tali da preoccupare più di tanto i “piani alti” Red Bull. Ci si riferisce, nello specifico, a i costi per l’allestimento delle tribune ed il loro successivo smontaggio, ma anche le spese per i commissari di percorso, gli steward, gli addetti alla sicurezza, il personale medico e le relative strutture; e queste, soltanto per citare le “voci” principali.

I circuiti “garantiti dallo Stato” sono relativamente tranquilli

Analogamente, i circuiti che alle proprie spalle possiedono i relativi Governi nazionali – dalla Russia all’Azerbaijan, dalla Cina al Vietnam, fino a Bahrain ed Abu Dhabi – hanno meno problemi a poter garantire la riuscita del Gran Premio senza pubblico sulle tribune. L’”emergenza” viene, quindi, potenzialmente scongiurata, in quanto la F1 rappresenta, per essi, un veicolo di primo piano per l’immagine dei Paesi nel mondo.

Monza “a porte chiuse”?

Tutte le spese cui abbiamo fatto cenno vanno ad incidere di più nel “capitolato” degli autodromi la cui gestione viene affidata a società ed enti che non hanno a disposizione grandi somme da parte del Governo. Ed è, per dire, il caso dell’Autodromo di Monza. Assisteremo ad una F1 2020 con il GP d’Italia a porte chiuse? Il primo weekend di settembre è molto più vicino di quanto ad una prima occhiata non sembri, ed è oggettivamente difficile avanzare delle previsioni in merito alle modalità di effettuazione del GP d’Italia 2020. In una dichiarazione avanzata durante la rubrica “La politica nel pallone” (Gr Parlamento), il presidente dell’Automobile Club d’Italia Angelo Sticchi Damiani persegue l’obiettivo che si condensa nel “Ripartire il 5 luglio con il GP d’Austria, ed entro la fine dello stesso mese recuperare alcuni dei Gran Premi solo europei che non è stato possibile effettuare in precedenza o che erano già previsti per il mese di luglio. In agosto, ci sarebbero altri GP europei, per arrivare a Monza il primo fine settimana di settembre”.

“Speriamo in un miracolo”

“Occorrono ancora 10-15 giorni”, osserva Sticchi Damiani, in merito al nuovo calendario F1, puntando sul fatto che “Si sta lavorando per conoscere la disponibilità delle varie Nazioni ospitanti a poter organizzare il proprio Gran Premio”. E qui sta il nocciolo della questione: come ipotizzare un GP senza il pubblico? Le cifre elencate da Sticchi Damiani parlano chiaro: nel 2019, l’intero fine settimana del Gran Premio d’Italia ha fatto registrare “Poco meno di 200.000 presenze, e 100.000 delle quali nella domenica del GP. Numeri eccezionali, in Europa superati soltanto da Silverstone”. “Siamo cresciuti molto, e per quest’anno lo scenario attuale ci dice che siamo ad un +20% di vendite in più rispetto all’anno scorso”. “Speriamo ancora in un miracolo”, avanza il numero uno dell’Aci.

Ora è importante seguire l’evolversi dell’emergenza sanitaria

Gli organizzatori del GP d’Italia, spiega il presidente Aci ai microfoni di Radio Rai, si prenderanno ancora qualche settimana per assumere una decisione definitiva: ciò, è chiaro, permetterà una ancora più attenta valutazione in merito all’evolversi dell’emergenza sanitaria in Lombardia, una delle regioni italiane più colpite dal Covid-19.

Se il GP di Monza dovesse disputarsi a porte chiuse, e questa è una possibilità che riguarda lo stesso autodromo brianzolo, “Le perdite economiche senza pubblico sarebbero ingenti: vorrei evitarlo, mi auguro dal profondo del cuore che ciò non accada”. Per questo è difficile formulare delle previsioni. Occorre “Capire o, almeno, intuire come sarà la situazione nei primi giorni di settembre. Ovviamente stiamo preparandoci ad ogni eventualità, rinegoziando i rapporti con Liberty Media”, avanza Sticchi Damiani.

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