Fusione Fca-Psa: nei prossimi giorni potrebbe arrivare il via libera

Il “board” Psa Groupe si riunirà martedì prossimo: secondo alcuni rumors, all’ordine del giorno potrebbe esserci la presentazione del memorandum d’intesa.

L’accordo di programma tra Fca e Psa potrebbe essere siglato già nei prossimi giorni, vale a dire in piena rispondenza alle indicazioni avanzate al momento dell’annuncio di prossima fusione tra il Gruppo italo-americano e quello franco-tedesco. Secondo un report pubblicato in queste ore dall’agenzia Bloomberg, l’accordo di fusione tra Fiat-Chrysler Automobiles e Psa Groupe avrebbe la possibilità di essere discusso martedì prossimo dal “board” Psa. Alcune fonti “informate”, riporta il “lancio” Bloomberg, avrebbero riferito in merito all’eventuale presentazione del memorandum al momento dell’incontro del Consiglio di Sorveglianza Psa, sebbene gli stessi taccuini dell’agenzia statunitense rivelino che, da parte degli “informatori”, non vi sia al momento alcuna finalizzazione dei dettagli di fusione e le discussioni siano tuttora in fase di sviluppo. La chiusura dell’accordo, sulla base delle stime recentemente indicate, dovrebbe avvenire entro Natale.

Verso l’agreement

I colloqui tra Fca e Psa Groupe, lo ricordiamo, sono finalizzati alla creazione di una “big Alliance” da 50 miliardi di dollari, e alla nascita del quarto Gruppo automotive a livello mondiale. Le fonti di oltreoceano, tuttavia, non mancano di puntualizzare come attualmente vi siano alcuni ostacoli che andrebbero superati: il riferimento va, chiaramente, alla determinazione di eventuali passività future per Fca, che potrebbero essere conseguenti a due episodi che hanno avuto Fiat-Chrysler Automobiles al centro della scena. Il primo, emerso nella seconda metà di novembre, riguarda la denuncia (con intensione di procedere ad un risarcimento) presentata da General Motors, nei confronti di Fca, in merito ad un caso di presunto pagamento di tangenti ad alcuni funzionari sindacali UAW-United Auto Workers durante le fasi di rinnovo dei contratti di lavoro nel 2009 e nel 2015, i quali – sostiene GM – avrebbero così avvantaggiato Fiat-Chrysler Automobiles. L’accusa è stata respinta tanto da Fca USA quanto dai vertici europei del Gruppo italo-americano. Il secondo “affaire”, ancora più recente, è venuto alla luce in Italia la scorsa settimana: l’avvio di un contenzioso, da parte dell’Agenzia delle Entrate, con la stessa Fca in merito ad una presunta sottostima della valutazione di Chrysler effettuata dal Gruppo in occasione dell’acquisizione delle sue attività americane (da circa 12,5 miliardi di euro calcolati dal Fisco italiano a circa 7,5 miliardi di euro che sarebbe stata comunicata da Fiat) e al momento del calcolo della “Exit Tax” quando la sede legale Fca venne trasferita in Olanda. Il contenzioso con l’Agenzia delle Entrate – secondo la stessa Bloomberg – sarebbe già stato a conoscenza dei vertici Psa Groupe, in quanto già comunicato da Fca durante la presentazione del rendiconto del terzo trimestre. Resta da vedere se i due episodi possano incidere sulle trattative.

Obiettivo: firmare entro fine anno

Tutto lascia, in ogni caso, pensare che da entrambe le parti (Fca e Psa Groupe) vi sia la volontà di procedere verso la stesura del memorandum d’intesa a brevissimo termine (appunto, entro fine anno: così hanno ipotizzato John Elkann e Mike Manley, per Fca; e Carlos Tavares, per Psa), che vede all’opera un articolato “gruppo di lavoro” formato da un centinaio di manager provenienti dai due Gruppi. La palla, a questo punto, passa al Consiglio di Sorveglianza Psa: nella serata di martedì prossimo (17 dicembre) si saprà se il “board” del Gruppo di oltralpe avrà discusso la fusione.

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