Pneumatici auto: 5 consigli per l’acquisto in ottica di risparmio e sostenibilità

Ecco alcuni consigli per migliorare la sostenibilità ambientale degli pneumatici auto e risparmiare ottimizzando i costi di gestione del proprio veicolo.

Oggi l’attenzione per l’ambiente ha acquisito una grande importanza e se da un lato deriva dalle scelte delle aziende, chiamate a realizzare prodotti sempre più eco-friendly, dall’altro si realizza necessariamente attraverso la sensibilità di ognuno di noi. Le abitudini di acquisto e di utilizzo, infatti, hanno un impatto sull’ambiente durante tutto il ciclo di vita dei prodotti che utilizziamo. Inoltre, le scelte più consapevoli dal punto di vista ambientale possono andare a favore non solo dell’ecosistema, ma anche nei costi di gestione della propria vettura.

Anche in settori come quello dell’auto e degli pneumatici, è importante sviluppare una elevata coscienza ecologica, al fine di ridurne l’impatto sull’ambiente. Abbiamo pensato quindi ad alcuni consigli che riguardano proprio gli pneumatici auto e che possono aiutare l’automobilista sia a salvaguardare l’ambiente che a ridurre le spese.

1. Sapete che gli pneumatici possono farvi risparmiare?

Come per tanti altri prodotti di consumo, esiste un metodo riconosciuto a livello internazionale capace di determinare i livelli di efficienza di uno pneumatico. Quali sono i fattori rilevanti per capire se i nostri pneumatici sono efficienti o, al contrario, consumano troppo?

Il principale elemento su cui possiamo basarci è rappresentato dalla classificazione presente sull’etichetta europea, in relazione ai consumi e di conseguenza alle Emissioni di Co2. La classificazione prevede una scala dalla A alla G, secondo la quale i migliori pneumatici stradali emettono meno di 120 g/km di anidride carbonica, mentre gli pneumatici classe G, i meno efficienti, superano i 225 g/km. Per tradurre questi dati in modo più concreto, la differenza tra la classe A e la classe G equivale ad una riduzione del consumo di carburante fino al 7,5%.

L’etichetta europea è un ottimo indicatore di qualità ma non è sufficiente a determinare se lo pneumatico scelto è il più adatto alle proprie necessità, specialmente se si è particolarmente attenti ai consumi.  Tra i parametri da valutare in quest’ottica dobbiamo considerare:

  • Compatibilità. Per poter garantire la massima sicurezza ed efficienza è opportuno utilizzare la stessa tipologia di pneumatico su entrambi gli assi. Gli pneumatici devono poi necessariamente essere compatibili con la propria auto; in tal senso potete far riferimento alle misure riportate nella carta di circolazione.
  • Clima. Non meno importanti sono le proprie abitudini alla guida e il clima della città in cui si vive, fattori che determinano la scelta tra pneumatici All Season e stagionali (invernali o estivi). Per l’inverno, ad esempio, Continental ha progettato pneumatici ad altissime prestazioni come la famiglia di prodotti WinterContact, perfetti su neve, ghiaccio e terreni bagnati e, allo stesso tempo, più efficienti in quanto a resa chilometrica, grazie al basso coefficiente di rotolamento.
  • Coefficiente di rotolamento. Tra gli aspetti da esaminare per ridurre i consumi e le emissioni di un’auto c’è sicuramente l’efficienza degli pneumatici. In un’ottica di ottimizzazione dell’impatto ambientale della vettura, la scelta dovrebbe essere orientata verso pneumatici a basso coefficiente di rotolamento. Gli pneumatici Continental EcoContact™ 6 utilizzano diverse soluzioni per ottenere una elevata resa chilometrica, tra cui l’innovativo composto Green Chili™ 2.0, che permette una migliore “connessione” tra la silice e le catene polimeriche, migliorando così l’adattabilità alle diverse condizioni del fondo stradale. Acquistare questo tipo di pneumatici contribuisce a salvaguardare l’ambiente grazie ai consumi inferiori e a diminuire i costi per il carburante, portando ad un risparmio annuo.

Un discorso a parte va fatto per le auto elettriche e ibride, per le quali negli ultimi anni sono stati sviluppati pneumatici specifici che portano l’efficienza a un livello superiore. Tra i produttori di spicco impegnati nello sviluppo di questi pneumatici troviamo Continental, che fin dal 2015 mette a disposizione Conti.eContact™ Hybrid ed Electric. Questi pneumatici offrono una resistenza al rotolamento minima grazie alla mescola specifica, alla forma “alta e stretta” e al fianco ottimizzato dal punto di vista aerodinamico. Gli pneumatici Conti.eContact™ Hybrid ed Electric riducono la resistenza al rotolamento fino al 30%, mentre quelli per auto ibride fino al 20%, con un notevole impatto sulle percorrenze e sull’autonomia del veicolo.

2. Silenziosità degli pneumatici, un vincolo imposto dall’etichetta europea

L’etichetta europea relativa agli pneumatici impone degli standard anche per ciò che riguarda l’aderenza al bagnato e la rumorosità. Al momento dell’acquisto, si consiglia di fare attenzione all’etichetta dello pneumatico nel suo complesso: le lettere da A a G e da A a F sono utilizzate rispettivamente per qualificare il livello di emissioni Co2 e l’aderenza sul bagnato dal valore migliore a quello peggiore, mentre il simbolo di un altoparlante con una, due o tre onde e la misura in dB è relativo alla rumorosità da rotolamento. Questo parametro e i relativi limiti imposti dalla Unione Europea differiscono però in base al tipo di pneumatico e alla sua grandezza. L’etichetta europea dunque viene stilata sulla base dello specifico articolo: un’onda nera attesta che è più silenzioso di almeno 3dB rispetto al limite europeo, 2 indicano un livello pari al limite o di poco al di sotto e 3 onde determinano il superamento degli standard imposti per quella tipologia di pneumatici. Gli pneumatici Continental CityPlus riflettono l’attenzione dell’Azienda tedesca alle tematiche della sicurezza e dell’impatto ambientale, potendo vantare i massimi livelli di efficacia per quanto riguarda l’aderenza al bagnato e la rumorosità, pari a soli 69 dB.

3. Consigli per una corretta manutenzione dello pneumatico

È bene sapere che il peso dell’autovettura, le abitudini di guida del suo guidatore, la manutenzione e la regolazione della pressione determinano l’efficienza nei consumi degli pneumatici, nonché la durata del loro ciclo di vita.

Non si può, infatti, parlare di sostenibilità ambientale per gli pneumatici e per l’auto in generale senza una reale presa di consapevolezza da parte degli automobilisti su questa tematica. È infatti l’utente finale che è responsabile delle scelte per l’ambiente, sia per quanto riguarda la fase di acquisto degli pneumatici che per quanto riguarda la manutenzione.

Un valido esempio viene dall’attenzione verso la corretta pressione di gonfiaggio, perché da questa dipende non solo la sicurezza del veicolo, ma anche la sua efficienza. Pneumatici con pressione inferiore al livello indicato dal produttore incrementano la resistenza al rotolamento fino al 30%, si usurano più velocemente e hanno un impatto negativo sulla sicurezza del veicolo. Lo stesso accade se gli pneumatici risultano troppo gonfi: la pressione con il terreno ne provoca infatti l’usura.

4. Sostituzione e smaltimento degli pneumatici per auto

Generalmente si devono sostituire gli pneumatici dopo 5 anni dal montaggio, tuttavia, influiscono su questo aspetto anche lo stile di guida e i chilometri percorsi, pertanto potrebbe rendersi necessario anticiparne la sostituzione. Il campanello d’allarme scatta nel momento in cui ci si accorge che l’aderenza al suolo non è più ottimale perfino sui terreni meno accidentati. Ad ogni modo, è la stessa legge italiana che impone agli automobilisti di sostituire gli pneumatici con solchi del battistrada profondi meno di 1,6 mm, ma è ancor più importante dare ascolto alla competenza di voci autorevoli come Continental che, per garantire la migliore performance sul bagnato e minimizzare il rischio di aquaplaning, possibile in caso di piogge intense, consiglia di sostituire gli pneumatici quando il battistrada raggiunge lo spessore di 3 mm.

Una volta sostituite le coperture, si passa al loro processo di smaltimento, così quando si stanno per dismettere gli pneumatici bisogna lasciarli ad un gommista autorizzato. In Italia infatti tutti i professionisti del settore sono obbligati ad iscriversi ad uno dei consorzi che si occupano del loro processo di riciclo. Così quando una copertura non è più utilizzabile viene trattata con metodi diversi che consentono di recuperare dal 40% al 60% della gomma di cui è costituita. Si va dalla triturazione meccanica ai processi criogenici (si utilizza l’azoto liquido per polverizzare ulteriormente il materiale), fino ai processi elettrotermici (induzione ad elevata temperatura e devulcanizzazione).

Grazie al processo di riciclo vengono ad esempio realizzati dissuasori di sosta, cordoli, barriere stradali, elementi di arredo urbano, superfici per le piste di atletica, guaine fonoassorbenti, additivi per asfalto, fondi per erba sintetica, tappetini per interni, utensili per il fai da te, oggetti per la casa e molto altro ancora.

5. Il futuro degli pneumatici

Sebbene siano già state presentate soluzioni avveniristiche è molto probabile che sull’auto del futuro gli pneumatici saranno ancora come li conosciamo oggi: ciò che sta cambiando è il modo con cui essi vengono realizzati, utilizzati e smaltiti.

Per quanto riguarda gli pneumatici auto, i produttori più attenti alla questione ambientale stanno studiando fonti di approvvigionamento alternative rispetto al caucciù, la tradizionale gomma ottenuta dal lattice di alcune piante che ha portato nel tempo all’eccessivo sfruttamento delle foreste tropicali a fini commerciali.

Continental, ad esempio, ha presentato degli pneumatici realizzati a partire dalla pianta di tarassaco, comunemente detto “dente di leone”. Le coperture, denominate “Taraxagum”, hanno il vantaggio di essere svincolate dal ciclo produttivo del caucciù, la cui domanda globale è destinata ad aumentare in futuro, mentre la pianta da cui derivano è molto comune e facilmente coltivabile in diverse aree del mondo.

Questi innovativi pneumatici sono già una realtà per Continental, ma al momento non sono ancora in vendita: perché diventino una soluzione di impiego comune e per poterli acquistare dovremo aspettare ancora qualche anno. In ogni caso, la strada per un futuro più sostenibile è tracciata.

Continental, in prima linea per la sicurezza Vedi tutte le immagini

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