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Motore PureTech, Stellantis chiude Douvrin: cosa cambia ora

Di Emanuela Termonte •
Pubblicato il 6 nov 2026
Motore PureTech, Stellantis chiude Douvrin: cosa cambia ora
La storica fabbrica Stellantis di Douvrin chiude definitivamente, ma il motore 1.2 PureTech non scompare. La produzione prosegue a Szentgotthárd e Kenitra: ecco cosa cambia per gli automobilisti.

Una fabbrica chiude dopo 57 anni, ma uno dei motori più discussi degli ultimi tempi non va in pensione. Stellantis ha fermato definitivamente lo stabilimento di Douvrin, in Francia, il 30 ottobre 2026, mettendo fine a una storia industriale da oltre 52 milioni di propulsori prodotti. Il motore 1.2 PureTech, però, continuerà a essere costruito. La produzione si è già spostata tra Ungheria e Marocco, dove il gruppo ha investito per aumentare la capacità degli impianti. E nel frattempo il tre cilindri è cambiato, soprattutto nella distribuzione. Una distinzione importante per chi possiede un’auto con questo motore o sta pensando di acquistarne una usata.

Addio a Douvrin dopo 57 anni: il PureTech cambia fabbrica

Il 30 ottobre 2026 segna la fine di un capitolo importante per la produzione motoristica europea. Dopo 57 anni di attività, lo stabilimento Stellantis di Douvrin ha chiuso definitivamente i battenti.

I numeri raccontano meglio di qualsiasi altra cosa la dimensione dell’impianto: nel corso della sua storia sono stati costruiti oltre 52 milioni di motori, destinati a numerosi modelli del gruppo.

Una fabbrica che ha accompagnato diverse generazioni di automobili e che negli ultimi anni era legata anche alla produzione della famiglia PureTech.

La chiusura, però, non coincide con l’abbandono del tre cilindri benzina da 1,2 litri. Anzi, Stellantis aveva già avviato da tempo una riorganizzazione industriale, distribuendo la produzione su altri stabilimenti.

In pratica, il PureTech non scompare: cambia indirizzo.

Una scelta che può sorprendere, considerando quanto questo motore abbia fatto discutere per i problemi riscontrati su alcune versioni precedenti. Il nome PureTech è infatti diventato familiare a molti automobilisti non soltanto per la sua diffusione, ma anche per le contestazioni relative all’affidabilità.

La famiglia di propulsori EB2, tuttavia, ha continuato a evolversi. E il gruppo sembra intenzionato a mantenerla all’interno della propria strategia industriale, soprattutto nelle configurazioni più recenti.

Per chi guida una Peugeot, Citroën, Opel, Fiat o un altro modello Stellantis equipaggiato con questa famiglia di motori, la chiusura dello stabilimento francese non significa quindi la fine della produzione.

Ungheria e Marocco: dove continuerà la produzione del 1.2

La nuova geografia produttiva del motore PureTech Stellantis ruota soprattutto attorno a due stabilimenti: Szentgotthárd, in Ungheria, e Kenitra, in Marocco.

Il primo è già un punto di riferimento per la produzione di motori destinati a diversi marchi del gruppo.

Nello stabilimento ungherese vengono costruiti il tre cilindri 1.2 EB2 e il quattro cilindri 1.6 EP6, utilizzati su differenti modelli Peugeot, Citroën, Opel, Fiat e Alfa Romeo.

Non si tratta di un impianto marginale. A dicembre 2025 Stellantis ha celebrato il superamento dei due milioni di motori prodotti dall’inizio del 2020, destinati a 13 stabilimenti di assemblaggio.

La capacità produttiva dichiarata per il tre cilindri è di 460.000 unità all’anno. Un volume che conferma il ruolo centrale dello stabilimento nella fornitura di propulsori per le vetture del gruppo.

Dal luglio 2024, inoltre, Szentgotthárd produce anche il motore 1.6 destinato alle versioni ibride plug-in, con un obiettivo produttivo di 220.000 unità annue.

L’altro protagonista è il Marocco, dove Stellantis ha progressivamente ampliato le attività dello stabilimento di Kenitra.

Qui l’assemblaggio di una nuova generazione del motore 1.2 EB2 è iniziato nel maggio 2025. Pochi mesi dopo, a luglio, è stato inaugurato un ampliamento che ha portato la capacità produttiva dichiarata da 100.000 a 350.000 motori all’anno.

Un incremento consistente, che mostra quanto il sito marocchino sia diventato importante per la strategia industriale del gruppo.

Il programma prevede anche un ulteriore passaggio nel novembre 2026, con l’avvio della lavorazione meccanica direttamente nello stabilimento.

Questo significa ampliare le attività produttive svolte in loco, andando oltre il solo assemblaggio dei propulsori.

Nel complesso, quindi, Stellantis dispone di una capacità produttiva dichiarata importante tra Ungheria e Marocco. Le cifre indicano però la potenzialità degli impianti, non necessariamente il numero effettivo di motori che verranno costruiti ogni anno.

PureTech, dalla cinghia alla catena: cosa cambia per chi compra

La continuità produttiva del PureTech riporta inevitabilmente l’attenzione su uno degli argomenti più delicati: l’affidabilità.

Il 1.2 PureTech è stato al centro di numerose contestazioni, soprattutto per il deterioramento della cinghia di distribuzione a bagno d’olio utilizzata su determinate versioni.

Il sistema prevedeva una cinghia che lavorava a contatto con l’olio motore. Su alcuni propulsori sono emersi problemi di degrado del materiale, con conseguenze che potevano richiedere interventi di manutenzione e riparazione anche importanti.

La questione ha portato a campagne di assistenza e ha inciso sulla reputazione di un motore montato su un numero elevato di automobili.

Il tema è rimasto particolarmente sentito anche nel 2026. Il 19 ottobre, pochi giorni prima della chiusura di Douvrin, l’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, ha rivolto pubblicamente le proprie scuse ai clienti coinvolti nei problemi.

Nel frattempo, però, il motore ha subito modifiche tecniche importanti.

Sulle versioni ibride di terza generazione della famiglia EB2, la precedente cinghia è stata sostituita da una catena di distribuzione.

Una differenza sostanziale, perché cambia il sistema utilizzato per sincronizzare il movimento dell’albero motore con quello degli alberi a camme.

La catena metallica elimina il problema specifico del deterioramento della cinghia a bagno d’olio, anche se questo non significa automaticamente che ogni possibile criticità meccanica sia stata risolta.

Per questo motivo è importante non considerare tutti i PureTech identici.

Chi sta valutando un’auto usata dovrebbe verificare con attenzione l’anno di produzione, la versione del motore e soprattutto il tipo di distribuzione installato.

Non basta leggere la scritta PureTech sulla scheda tecnica per capire quale configurazione si trova sotto il cofano.

Per i modelli con cinghia a bagno d’olio, è particolarmente importante controllare la documentazione relativa alla manutenzione, agli eventuali interventi già effettuati e alle campagne di assistenza applicabili al veicolo.

Nel caso delle versioni più recenti con distribuzione a catena, invece, resta fondamentale rispettare gli intervalli di manutenzione previsti dal costruttore.

La chiusura di Douvrin non cambia direttamente le esigenze di manutenzione delle auto già circolanti. A fare la differenza sono la versione specifica del motore, la sua storia e le condizioni effettive del veicolo.

Stellantis, dunque, non dice addio al tre cilindri benzina. Lo stabilimento francese chiude, ma la produzione continua tra Ungheria e Marocco, mentre le versioni più recenti della famiglia EB2 adottano soluzioni tecniche differenti rispetto al passato.

Per gli automobilisti la notizia più importante è proprio questa: il PureTech continuerà a essere presente sulle auto del gruppo, ma prima di acquistare un modello nuovo o usato sarà sempre più importante sapere esattamente quale generazione del motore si sta scegliendo.

 

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