Mini a trazione posteriore? La rivoluzione può arrivare nel 2030
Una Mini 3 porte a trazione posteriore? Quella che fino a poco tempo fa sarebbe sembrata un’ipotesi quasi impossibile potrebbe diventare realtà con la prossima generazione elettrica. Il cambiamento è atteso non prima del 2030 e sarebbe legato soprattutto all’adozione della piattaforma Neue Klasse sviluppata dalla BMW.
Per il momento si tratta di un’indiscrezione e non di una configurazione ufficialmente confermata per il modello di serie. Ma la possibilità è concreta: la Neue Klasse nasce infatti con trazione posteriore, mentre per ottenere le quattro ruote motrici viene aggiunto un motore elettrico sull’asse anteriore.
BMW non avrebbe in programma lo sviluppo di una variante specifica della piattaforma con il solo motore anteriore. Una decisione tecnica che potrebbe quindi trasformare profondamente uno degli elementi che hanno caratterizzato la Mini fin dalle sue origini.
Mini elettrica, perché può arrivare la trazione posteriore
La questione nasce dalla piattaforma utilizzata dalla futura Mini 3 porte elettrica. L’attuale generazione EV utilizza una base meccanica legata alla collaborazione con Great Wall, ma il modello successivo dovrebbe entrare nell’universo tecnologico della BMW Neue Klasse.
Ed è qui che cambia tutto.
L’architettura Neue Klasse è stata progettata nativamente per utilizzare un motore elettrico posteriore. Quando serve la trazione integrale, al propulsore dietro viene affiancata una seconda unità sull’asse anteriore.
BMW non prevede invece, secondo le informazioni disponibili, di realizzare un modulo specifico che permetta di trasformare questa architettura in una piattaforma esclusivamente a trazione anteriore.
Per la Mini si aprirebbero quindi due possibilità principali: trazione posteriore sulle versioni con un solo motore e integrale sulle eventuali configurazioni con due unità elettriche.
Sarebbe un cambiamento storico. La trazione anteriore è infatti una delle caratteristiche associate alla Mini fin dalla nascita del modello originale negli anni Sessanta.
Paradossalmente, il percorso sarebbe opposto a quello seguito da alcune BMW negli ultimi anni. La Serie 1, per esempio, ha abbandonato la tradizionale impostazione a trazione posteriore passando all’anteriore. La piccola inglese potrebbe invece fare esattamente il contrario.
Cosa cambierebbe alla guida della Mini 3 porte
Il passaggio dalla trazione anteriore a quella posteriore non rappresenterebbe soltanto una curiosità tecnica.
Su un’auto elettrica, posizionare il motore sull’asse posteriore permette alle ruote anteriori di concentrarsi principalmente sulla sterzata, mentre quelle posteriori trasmettono la potenza alla strada. In linea teorica, questa configurazione può contribuire a creare un comportamento differente rispetto all’impostazione tradizionale della Mini.
Non sappiamo però ancora come verranno definite sospensioni, distribuzione dei pesi, potenza e taratura elettronica della futura generazione. Sarebbe quindi prematuro stabilire quanto e in che modo cambierà concretamente il carattere della vettura.
L’obiettivo dichiarato del marchio resta comunque quello di conservare una Mini immediatamente riconoscibile, indipendentemente dalla posizione del motore elettrico e dalle ruote incaricate di scaricare la potenza a terra.
E questo vale soprattutto per il design.
Il design guarderà alla Mini R50 del 2001
La rivoluzione tecnica non dovrebbe tradursi in uno stravolgimento dell’identità estetica.
Il responsabile del design Mini, Holger Hampf, ha indicato alcuni elementi che continueranno a essere fondamentali: dimensioni compatte, ruote vicine agli angoli della carrozzeria, sbalzi ridotti, fari rotondi e una parte anteriore immediatamente riconoscibile.
L’ispirazione non arriverà soltanto dalla Mini classica degli anni Sessanta. Un ruolo importante dovrebbe averlo la Mini R50 del 2001, cioè la prima generazione sviluppata nell’era BMW. Una scelta interessante perché per molti automobilisti più giovani è proprio quella la Mini che ha definito l’immagine moderna del modello.
La futura 3 porte dovrebbe quindi mantenere un collegamento evidente con le Mini costruite negli ultimi 25 anni, senza trasformarsi semplicemente in una reinterpretazione nostalgica dell’originale.
Il passaggio alla Neue Klasse potrebbe inoltre consentire una maggiore differenziazione estetica tra la Mini elettrica e quella con motore termico.
Oggi le due versioni mantengono un’immagine molto simile, ma in futuro potrebbero seguire percorsi più distinti proprio perché costruite su architetture differenti.
La Mini a benzina continuerà oltre il 2030
La svolta verso la trazione posteriore non dovrebbe coinvolgere necessariamente tutta la gamma. Secondo le indicazioni disponibili, le Mini con motore a benzina dovrebbero continuare anche dopo il 2030. Per queste versioni sarebbe prevista un’evoluzione dell’architettura attuale anziché il passaggio alla Neue Klasse.
La meccanica verrebbe aggiornata e dovrebbero arrivare motorizzazioni ibride, necessarie anche per adeguarsi alle future normative sulle emissioni.
Si prospetta quindi una separazione tecnica sempre più evidente: da una parte una Mini elettrica di nuova generazione basata sulla piattaforma BMW Neue Klasse e potenzialmente a trazione posteriore; dall’altra le versioni con motore termico elettrificato, sviluppate partendo dall’architettura attuale.
Prima di parlare di rivoluzione definitiva serviranno comunque conferme. Il debutto della nuova Mini 3 porte elettrica è indicato non prima del 2030 e molti dettagli tecnici possono ancora cambiare.
Se l’attuale impostazione della Neue Klasse verrà mantenuta, però, la piccola inglese potrebbe davvero rompere con una tradizione lunga decenni. La Mini del futuro continuerebbe ad avere fari rotondi, sbalzi corti e proporzioni familiari, ma potrebbe nascondere sotto la carrozzeria una novità decisamente più radicale: le ruote posteriori chiamate a spingerla per la prima volta nella sua storia.
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