Bollo auto 2028: pagamento quadrimestrale e nuove scadenze
Il bollo auto cambia dal 2028, ma non nel modo che molti automobilisti potrebbero immaginare. La miniriforma approvata dal governo il 5 agosto non cancella la tassa e, soprattutto, non modifica gli attuali criteri utilizzati per determinarne l’importo. Le principali novità riguardano invece scadenze, modalità di pagamento e gestione amministrativa.
Il nuovo sistema dovrebbe entrare in funzione dal 1° gennaio 2028, anche se per alcuni aspetti sono previste novità già dal 2027. C’è inoltre una precisazione importante: il testo definitivo del provvedimento non è ancora disponibile e diventerà effettivo con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Alcuni dettagli potrebbero quindi richiedere conferma.
Per chi possiede un’auto, il cambiamento più evidente sarà il superamento, per le nuove immatricolazioni, del meccanismo basato sulle tradizionali scadenze fisse. Il primo bollo coprirà infatti 12 mesi a partire dal mese di immatricolazione.
Bollo auto 2028: cosa non cambia nel calcolo
Prima di vedere le novità è utile chiarire cosa rimane invariato. La miniriforma non modifica i parametri utilizzati per calcolare il bollo auto.
Continueranno quindi a essere considerati la potenza omologata espressa in kW, riportata al punto P.2 della carta di circolazione, la classe ambientale Euro del veicolo e gli importi base previsti per ciascuna categoria.
Gli importi base indicati vanno dai 2,58 euro/kW per le Euro 4 e successive fino ai 3 euro/kW delle Euro 0, passando per 2,70 euro/kW per Euro 3, 2,80 per Euro 2 e 2,90 per Euro 1. Rimane la possibilità per le Regioni di intervenire sugli importi secondo le regole previste.
Nessuna modifica neppure per le maggiorazioni applicate ai kW oltre quota 100. Restano inoltre le attuali esenzioni e agevolazioni nazionali, compresa quella quinquennale prevista per le auto elettriche.
In altre parole, la riforma punta principalmente a riorganizzare il funzionamento della tassa e non a modificarne il peso economico.
Prima scadenza dopo l’immatricolazione: le nuove regole
È qui che troviamo uno dei cambiamenti più concreti. Dal 1° gennaio 2028, per le nuove immatricolazioni, il primo bollo sarà pagato per un periodo di 12 mesi a partire dal mese in cui l’auto viene immatricolata.
Verrà quindi superato l’attuale meccanismo delle scadenze fisse, che per le automobili con potenza superiore a 35 kW ruota attorno ai mesi di aprile, agosto e dicembre. Un sistema basato sui 12 mesi dall’immatricolazione è peraltro già utilizzato da tempo in Lombardia e Piemonte.
Attenzione, però, alle auto già circolanti. I veicoli la cui scadenza deriva dal vecchio sistema continueranno a mantenere la propria periodicità. Non ci sarà quindi uno spostamento generalizzato della data del bollo per tutte le vetture presenti sulle strade italiane.
Cambiano anche i tempi concessi per effettuare il primo versamento. Dal 2028 questo dovrà essere eseguito entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione.
Per fare un esempio pratico, un’auto immatricolata nel mese di marzo avrà come termine per il primo pagamento l’ultimo giorno di aprile. Per le scadenze successive, invece, il termine sarà fissato all’ultimo giorno del mese corrispondente a quello di immatricolazione.
L’obiettivo è creare un sistema più lineare, collegando direttamente il ciclo della tassa alla data in cui il veicolo è entrato in circolazione.
Pagamento quadrimestrale, fermo fiscale e auto usate
Tra le novità previste c’è anche la possibilità di introdurre il bollo quadrimestrale. Dal 2028 le Regioni potranno consentire il pagamento ogni quattro mesi, a partire dal mese di immatricolazione, per determinate tipologie di veicoli individuate dalle stesse amministrazioni regionali.
Non significa, quindi, che tutti gli automobilisti potranno automaticamente dividere il bollo in tre pagamenti annuali. Saranno le Regioni a stabilire se adottare questa possibilità e a quali categorie applicarla.
Cambiano anche alcune procedure amministrative. Se un automobilista versa per errore il bollo alla Regione sbagliata, saranno gli stessi enti a gestire il trasferimento delle somme: la Regione che ha ricevuto un pagamento non di propria competenza dovrà trasferirlo a quella corretta.
La riforma chiarisce inoltre che il bollo resta dovuto anche per i veicoli sottoposti a fermo amministrativo di natura fiscale disposto dall’agente della riscossione.
Ci sono poi disposizioni specifiche per concessionari e commercianti. L’interruzione dell’obbligo di pagamento quando un’auto viene ceduta a un operatore professionale sarà riconosciuta soltanto se il trasferimento di proprietà viene trascritto al PRA entro i termini previsti.
Anche il successivo ritorno su strada di un’auto usata seguirà un meccanismo pensato per riallineare progressivamente la scadenza del bollo al mese originario di immatricolazione.
Una novità anticiperà invece la riforma: dal 1° gennaio 2027, i contratti di noleggio a lungo termine senza conducente dovranno essere annotati anche al PRA. La disposizione riguarderà inoltre determinati contratti precedenti prorogati o rinnovati dopo il 31 dicembre 2026, oppure i veicoli consegnati all’utilizzatore finale dal 2027.
Sul fronte dei controlli viene infine consolidato l’Archivio nazionale delle tasse automobilistiche (ANTA), gestito dal PRA, con l’obiettivo di migliorare il coordinamento informatico con gli archivi delle Regioni e delle Province autonome.
Per l’automobilista, dunque, la miniriforma del bollo auto 2028 non porta uno sconto né cambia il metodo con cui viene determinata la cifra da versare. La differenza sarà soprattutto organizzativa: scadenze più direttamente collegate all’immatricolazione, 12 mesi per il primo periodo tributario e, dove previsto dalle Regioni, la possibilità del pagamento quadrimestrale.
Prima di considerare definitive tutte le nuove regole sarà comunque necessario attendere la pubblicazione del testo finale del provvedimento in Gazzetta Ufficiale.
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