Renault frena sulla riforma ai vertici Nissan: nuove tensioni nell’Alleanza

Dopo la bufera Ghosn ed il clamoroso ritiro della proposta di fusione da Fca, la partnership Renault-Nissan nuovamente messa a dura prova: come sarà il futuro?

Da una parte, Nissan che vorrebbe maggiore presenza all’interno di una “big Alliance” (ovvero quella istituita da lungo tempo insieme a Renault, alla quale nell’autunno 2016 è stata aggiunta Mitsubishi) che la vede “in minoranza” nonostante volumi di vendita superiori rispetto alla Marque à Losanges (Nissan, che nel 2018 ha totalizzato 5,56 milioni di autovetture vendute, possiede il 15% di Renault; quest’ultima, con un monte-vendite di 3,88 milioni di vetture messo a segno l’anno scorso, detiene il 43% delle quote del marchio giapponese); dall’altra, una Renault che nei giorni scorsi si è trovata al centro del “gran rifiuto” da parte di Fca, che non ha accettato una nuova richiesta di rinvio per studiare la proposta di fusione alla pari avanzata da Fiat-Chrysler Automobiles verso la Régie: una mossa che, di fatto, ha stroncato sul nascere il potenziale primo “big Group” europeo automotive ancor prima che venisse dato il via alle trattative. E con un Carlos Ghosn – top manager attualmente al centro di una bufera giudiziaria e reale collante della partnership Nissan-Renault – fuori dei giochi, lo scenario fra i due big player si fa giorno dopo giorno più difficile, tanto da portare a ritenere che Renault e Nissan vivano (o si accingano a farlo) una fase da “separate in casa”. Succede anche nelle migliori famiglie, tuttavia i nuovi attriti di queste ore fra Renault e Nissan rischiano di scalfire ulteriormente l’alleanza.

La considerazione scaturisce dal “blocco” comunicato da Renault Groupe ai vertici del partner giapponese, che in occasione dell’assemblea annuale (in programma il prossimo 25 giugno) avrebbe avuto intenzione di dare il via ad una “rivoluzione” nel proprio asset di governance. Un organismo di supervisione della gestione aziendale che si articolerebbe su tre Comitati: uno dedicato alle nomine, uno alle remunerazioni, ed il terzo per la revisione dei conti.

Renault poco rappresentata nei nuovi Comitati Nissan?

A questo proposito, un “lancio” Reuters – rivela una news pubblicata in queste ore da IlSole 24Ore – cita una fonte “vicina a Renault” in cui il Gruppo francese si sarebbe ritenuto poco rappresentato in maniera adeguata nei nuovi Comitati di supervisione, tanto da non avere concesso il proprio “placet” alla proposta, astenendosi in votazione e – di fatto – non consentendo il raggiungimento della maggioranza dei due terzi, condizione-base per l’approvazione della proposta.

L’astensione Renault avrebbe causato il blocco alla riforma Nissan

Il Financial Times rivela che in una comunicazione scritta dall’attuale numero uno Renault, Jean-Dominique Senard, all’omologo di Nissan, Hiroto Saikawa, veniva messa in evidenza l’intenzione di astenersi dalla votazione (con tutta probabilità, si teme che l’eventuale istituzione dei tre Comitati di sorveglianza potrebbe servire come strumento utile a diminuire il potere decisionale di Renault nei confronti del marchio giapponese), anticipando dunque il blocco alla riforma. Lo stesso Financial Times, che ha richiesto un parere a Nissan, rivela che “fonti interne” al marchio giapponese hanno bollato il veto Renault come “Oltraggioso ed irresponsabile”.

Oltre a bloccare la riforma all’interno del management Nissan, la mossa intrapresa da Renault potrebbe rappresentare un nuovo duro colpo per la “big Alliance”, nonostante il nuovo presidente Senard avesse, prima del confronto con Fca, cercato una stabilizzazione nel rapporto fra Renault ed il partner giapponese, già duramente colpito dall’”affaire-Ghosn”. Ad apportare ulteriore tensione, tuttavia, c’è stato il recentissimo abboccamento fra Parigi e l’”asse Torino-Detroit”, a proposito del quale i vertici Nissan avevano fatto sapere, in maniera risentita, di esserne stati informati soltanto all’ultimo momento.

La questione della mancata fusione tra Fca e Renault-Nissan ha rappresentato la principale notizia della scorsa settimana: da più parti si è parlato di un’azione del Governo francese, che riteneva di potere richiedere un nuovo rinvio, e di un intervento dell’ultimo minuto da parte del top management giapponese, che chiedeva a Renault di potere studiare con più attenzione il memorandum di intesa. Ciò avrebbe provocato il secco “no” da parte dell’”asse Torino-Detroit” mentre, riunitosi a Londra, si attendeva tutt’altro.

Le Maire: “Essenziale il rafforzamento dell’alleanza”

Nel frattempo, il ministro francese dell’Economia, Bruno Le Maire, intervenuto lo scorso weekend al G20 dei ministri delle Finanze (il summit si tiene, curiosamente, in Giappone), ha dichiarato che l’alleanza fra Renault e Nissan va mantenuta e rinforzata, per costituire una valida controffensiva ai mutamenti in atto nel panorama dell’industria automobilistica mondiale. Oltre ad avere confermato ciò che nei giorni scorsi era stato detto – ovvero in piena fase di analisi della proposta Fca a Renault – in merito alla possibilità (comunque a lungo termine) che lo Stato francese, proprio per dare maggiore forza all’alleanza con Nissan, potrebbe anche ridurre la propria partecipazione in Renault che attualmente è del 15%, Le Maire ha sottolineato come la partnership strategica fra i due marchi, avviata nel 1999, ha in questi vent’anni aggiunto valore all’eccellenza industriale per la Francia. Da qui, osserva il ministro, l’importanza di proseguire sull’alleanza fra i due big player.

E la big Alliance inaugura un centro di eccellenza a Tel Aviv

Una vision strategica che, ed è notizia dell’ultim’ora, aggiunge un tassello ai programmi già attuati insieme: l’annuncio congiunto Renault-Nissan sull’apertura dell’” Innovation Lab Tel Aviv Alliance”, un nuovo centro avanzato di ricerca a Tel Aviv, progettato con l’obiettivo di istituire un modello unico di collaborazione con le avanzatissime start-up israeliane, e di dare vita ad una partnership esclusiva con l’Israel Innovation Authority. Nello specifico, riporta una nota, le attività del nuovo Innovation Lab Tel Aviv Alliance – che verranno condotte in stretta correlazione con il fondo di venture capital Alliance Ventures, secondo cui si prevede un monte-investimenti nell’ordine del miliardo di dollari in cinque anni per progetti di start-up, incubatori di tecnologie e giovani realtà imprenditoriali di particolare talento – sono attualmente concentrate sullo sviluppo di sistemi di sensori per guida autonoma, progetti di sicurezza informatica e big data.

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