Toyota Rav4 raggiunge i 10 milioni di esemplari venduti

Il medium-SUV del colosso giapponese entra nell’ambito club dei modelli “ad otto cifre”. Da quest’anno è anche ibrido plug-in. Ecco la sua storia.

Il SUV medio che ha contribuito in massima parte all’introduzione sul mercato di questa “fascia” di veicoli, da tempo sempre più centrale fra le strategie di riposizionamento da parte dei “big player” del comparto automotive, celebra un importante traguardo. È Toyota Rav4: lo “Sport Utility” bestseller del colosso giapponese ha raggiunto, con i consuntivi di mercato a fine febbraio 2020 i dieci milioni di unità vendute, andandosi così a posizionare nel ristretto “club” dei modelli ad otto cifre.

Successo continuo

Anno per anno, dal suo esordio sul mercato (1994, frutto di un programma di sviluppo tutto nuovo guidato da Masakatsu Nonaka che trae la propria origine dal prototipo Toyota Rav Four Concept del 1989), Toyota Rav4, che ha il merito di avere aperto la strada ad un inedito concetto di mobilità (i veicoli Sport Utility di dimensioni compatte), ha messo a segno livelli di vendita in continua espansione: da poco più di 53.000 unità nel primo anno di produzione, il quantitativo di nuovi esemplari via via immessi in circolazione è andato aumentando, anno dopo anno (se si eccettuano il 2008 ed il 2009 nei quali le vendite subirono una momentanea diminuzione, per via della crisi globale), fino a superare, nel 2019, le 965.000 unità complessive e 133.000 esemplari in Europa. Nel “Vecchio Continente”, in ventisei anni, Toyota Rav4 è stata venduta in 2.028.000 esemplari (dati aggiornati a fine febbraio 2020).

Cinque generazioni di storia

Toyota Rav4 prima serie

Denominata XA10 in codice di progetto, la capostipite della lineup Rav4 debuttò sul mercato nel 1994 e venne prodotta fino al 2000. Base di partenza, il pianale della eterna bestseller Toyota Corolla; allestita in due varianti di carrozzeria (tre porte e cinque porte), Toyota Rav4 prima generazione era equipaggiata, al momento del lancio commerciale, con l’unità 2.0 benzina da 129 CV, abbinata al cambio manuale a cinque rapporti (o, a scelta ed in funzione dei mercati, automatico a quattro rapporti) ed alla trazione integrale permanente con comando di blocco del differenziale centrale attraverso un pulsante collocato sulla plancia.

Toyota Rav4 seconda serie

Prodotta fra il 2000 ed il 2006, la seconda generazione (XA20) del medium-SUV giapponese manteneva l’”ossatura” Corolla e le soluzioni di carrozzeria tre e cinque porte della serie precedente; sotto il cofano, il motore benzina venne portato a 150 CV (per alcuni mercati era disponibile anche un 2.4, sempre a benzina, da 161 CV); nuovo, nella gamma Rav4, il diesel 2.0 da 116 CV. Dal restyling 2003 vennero adottati un differenziale autobloccante di tipo Torsen ed i sistemi di controllo elettronico della trazione e della stabilità, nonché il climatizzatore automatico.

Toyota Rav4 terza serie

Decisamente aggiornata nell’impostazione di stile, e dalla seconda metà del 2007 proposta anche in declinazione Crossover (ovvero senza ruota di scorta esterna), la terza generazione “XA30” – prodotta fra il 2006 e l’inizio del 2013 – venne proposta esclusivamente in configurazione cinque porte. Nuova l’unità turbodiesel 2.2 da 136 (dal 2009, all’epoca del restyling di metà carriera, 150 CV) e 177 CV, ed altrettanto nuovo il cambio automatico a sei rapporti.

Toyota Rav4 quarta serie

Il modello “XA40”, svelato in anteprima assoluta al Salone di Los Angeles 2012, modificò ulteriormente l’impostazione estetica e, sotto il cofano, aggiornò la lineup delle motorizzazioni: turbodiesel 2.0 124 CV e 143 CV a due e quattro ruote motrici, 2.2 150 CV con cambio automatico sequenziale a sei rapporti e quattro ruote motrici e, dal restyling 2015, provvisto anche di alimentazione ibrida 2.5 benzina-elettrico da 197 CV. Fra le successive novità, l’introduzione (2017) del modulo di sistemi di ausilio attivo alla guida Toyota Safety Sense Plus.

Toyota Rav4 quinta serie

Contrassegnata dal nome in codice “XA50”, la quinta generazione di Rav4 – allestita sulla piattaforma TNGA-Toyota New Global Architecture e provvista di un sistema di un sofisticato sistema di connettività che rende il veicolo sempre connesso (soluzione successivamente adottata dalla nuova generazione di Corolla) – è stata svelata in anteprima mondiale al Salone di New York 2018 ed ha esordito in Italia all’inizio del 2019. Sotto il cofano c’è l’unità 2.5 benzina a ciclo Atkinson con alimentazione ibrida da 218 Cv e 222 CV (versioni a due e quattro ruote motrici).

Riflettori puntati sulla novità ibrida plug-in

Ultima nata della stirpe Rav4 (in ordine di tempo), la declinazione ibrida plug-in, svelata al Salone di Los Angeles 2019 quale evoluzione diretta della versione ibrida. Allestita sulla piattaforma modulare GA-K e provvista del sistema di trazione integrale AWD-i, Rav4 Plug-in porta in dote il modulo di propulsione a due motori elettrici (uno per ciascun assale) che già equipaggia la variante 4×4 AWD-i ed abbinati all’unità motrice benzina 2.5 da 178 CV a ciclo Atkinson. Nella nuova Rav4 Plug-in Hybrid, un importante upgrade al sistema di accumulo – nuova batteria agli ioni di litio dalla capacità aumentata – e l’adozione di un nuovo convertitore “boost”, consentono alla configurazione ibrida ricaricabile una potenza complessiva di 306 CV (per superiore, dunque, ai 218 CV di Rav4 4×4 AWD-i), 29 g/km di emissioni di CO2, ed un’autonomia di oltre 60 km in modalità di guida elettrica. Il tutto senza incidere negativamente sulla capacità del vano bagagli (una delle “voci” verso le quali i clienti di veicoli di fascia “Sport Utility” rivolgono la maggiore attenzione), che offre 520 litri nel normale assetto di marcia in virtù del posizionamento della batteria nella parte bassa del veicolo.

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