Quanto consuma un camper e come risparmiare carburante

Francesco Giorgi
31 Luglio 2022
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Consumo del camper: quali differenze fra i vari tipi di veicoli, come ottimizzare le spese e i consigli per tenere sotto controllo le spese.

Nella scelta di un camper per le vacanze, una “voce” di notevole importanza è quella che riguarda i consumi, tanto per chi prevede di noleggiare il veicolo quanto per chi ne progetta l’acquisto. È in effetti fondamentale avere ben presente in anticipo la “sete” del veicolo: quanto consuma il camper? In questa guida analizziamo tutti gli aspetti legati al consumo di carburante del camper in base alla sua tipologia (mansardato, semintegrale), come calcolare i consumi, le accortezze per consumare meno e risparmiare sul costo del pieno di carburante, e i consigli di guida e di carico.

Quanto consuma un camper?

I veicoli che fanno parte della categoria “autocaravan” (i camper, perciò) vengono progettati, costruiti e omologati per essere provvisti in modo definitivo dei servizi e delle attrezzature destinati ad alloggiare e trasportare il conducente e un determinato numero di passeggeri (l’equipaggio). Il consumo di un camper dipende da molteplici fattori:

  • Tipo del veicolo (mansardato, semintegrale, motorhome o integrale, monoscocca in vetroresina), ciascuno dei quali presenta vantaggi e svantaggi che inevitabilmente vanno a incidere sui consumi;
  • Potenza del motore e tipologia di carburante utilizzato per l’alimentazione;
  • Dimensioni e peso del camper, anche in riferimento alle dotazioni di bordo e alla capacità di trasporto.

La determinazione del consumo di un camper si riferisce a tutte queste “voci”, che è bene seguire con cura al momento della scelta del veicolo per le vacanze, unitamente ad altri parametri:

  • Tipo di guida;
  • Caratteristiche del tragitto;
  • Pesi a bordo;
  • Bagagli e attrezzature da trasportare.

Il camper mansardato

Il camper mansardato, o “motorcaravan”, si distingue per la presenza di un abitacolo che si applica su un telaio cabinato. Il termine “mansardato” è riferito alla presenza della “mansarda”, cioè la cellula superiore-frontale che ospita un letto matrimoniale. Il tipo mansardato offre, nei viaggi in camper, più spazio e più attrezzature di bordo rispetto a un camper semintegrale (di cui parliamo diffusamente qui sotto), come ad esempio il frigo più grande, la cucina di maggiori dimensioni, la doccia separata, che giocano a favore del comfort. È tuttavia la presenza di questi elementi in più, oltre alla mansarda che fa “effetto vela”, il principale handicap del camper mansardato dal punto di vista dei consumi.

Il camper semintegrale

A differenza del precedente, non possiede la mansarda. I vantaggi: maggiore aerodinamicità, altezza da terra inferiore, è più leggero. A conti fatti, ciò si traduce in un notevole risparmio in termini di consumo di carburante.

Camper a gasolio

La maggior parte dei camper attualmente in circolazione è alimentato a gasolio: diesel aspirato per i veicoli più “datati”, e turbodiesel per quelli più recenti. Non è una differenza da poco: già in questa categoria, è possibile notare che i turbodiesel offrono performance più elevate e consumi inferiori.

Camper a benzina

Il camper a benzina ha il vantaggio di una migliore accensione alle basse temperature rispetto al diesel, tuttavia le sue prestazioni sono inferiori: in definitiva, può essere preso in considerazione soltanto se il veicolo è piccolo e non si hanno particolari esigenze di trasporto.

Camper a GPL

L’alimentazione a gas (o, nella grande maggioranza dei casi, bifuel, cioè benzina-GPL) può risultare vantaggiosa rispetto al gasolio perché – soprattutto in riferimento al GPL – costa meno “alla pompa” e permette di entrare nei centri urbani anche nelle giornate di blocco del traffico. Tuttavia le sue prestazioni sono inferiori, l’autonomia è minore e chi è proprietario del camper deve considerare la revisione periodica dell’impianto GPL.

Come calcolare il consumo di un camper?

Per conoscere con una buona approssimazione il consumo del camper, ci si può affidare al metodo (un po’ empirico tuttavia sufficientemente accurato) dei due pieni e della divisione fra km percorsi e litri di carburante utilizzati complessivamente.

  • Iniziare con il serbatoio di carburante quasi vuoto;
  • Fare un pieno, e segnare su un taccuino il numero di litri di carburante immessi nel serbatoio;
  • Azzerare il contakm parziale;
  • Guidare secondo il proprio stile consueto, fino ad arrivare al serbatoio nuovamente quasi vuoto;
  • Effettuare un secondo pieno di carburante, e ripetere l’operazione di segnare a parte quanto carburante immesso;
  • Al termine: si dividono i km percorsi per i litri di carburante utilizzati.

Come risparmiare carburante e consumare meno: i nostri consigli

Diversi fattori incidono sul consumo di carburante: in questo senso, il camper è perfettamente uguale a qualsiasi altro tipo di veicolo. Oltre al tipo di camper (mansardato, semintegrale) ed alla sua alimentazione (benzina, gasolio, GPL) bisogna tenere presenti altri parametri: l’ambientazione di impiego, innanzitutto (cioè: se si prevede di affrontare percorsi di montagna impegnativi, è bene rivolgere la propria attenzione ad un camper dotato di una notevole riserva di potenza), e via via la scelta del distributore di carburante, l’adozione di uno stile di guida attento, il costo del noleggio, l’uso dei servizi di bordo, la cura nella scelta dei bagagli e delle attrezzature da portare.

Di seguito un nostro rapido vademecum con una serie di indicazioni utili per trascorrere una vacanza in camper con attenzione ai consumi e, di conseguenza, all’ottimizzazione delle spese.

  • Scegliere bene il tipo di camper più adatto. È il primo passo per tenere sotto controllo il consumo complessivo e la spesa da affrontare per i rifornimenti. Oltre a farsi consigliare da utenti esperti oppure dal rivenditore o dalla società di noleggio se si prevede di affittare il veicolo, bisogna valutare la massa e il motore del camper: più le dimensioni del veicolo aumentano, maggiore sarà la necessità di potenza a disposizione, quindi sarà necessario più carburante. Analogo discorso per l’impronta frontale del camper: se non se ne ha una specifica esigenza, meglio evitare il camper mansardato, perché l’appendice superiore (mansarda) possiede un notevole volume che inevitabilmente impatta con l’aerodinamica del veicolo;
  • Rivolgersi ad un camper commisurato all’ambientazione di impiego del mezzo. Se le vacanze estive si svolgeranno su percorsi di montagna, tortuosi e con notevoli salite, meglio considerare un camper più potente. Il motore e le parti meccaniche saranno soggetti ad una minore usura perché sottoposti ad uno sforzo inferiore, a tutto vantaggio dei consumi e delle emissioni;
  • Pressione delle gomme e filtri puliti. Ad intervalli ravvicinati (meglio ad ogni “tappa”) è bene controllare “a freddo” la pressione di gonfiaggio degli pneumatici, per far sì che questa sia quella raccomandata dalla Casa costruttrice del camper e riportata nel libretto di uso e manutenzione. Il filtro dell’aria deve essere pulito: il filtro sporco, vecchio o intasato aumenta il consumo di carburante;
  • Rifornimenti di carburante fai da te. La grande maggioranza degli utenti è da tempo abituata alla modalità self service quando si tratta di riempire il serbatoio del proprio veicolo. Questo vale ancora di più nel caso del camper: rispetto al “servito”, ogni pieno di benzina, di gasolio o di GPL arriva a costare diversi euro in meno, che al termine del viaggio si fanno sentire;
  • Scegliere con cura i distributori più economici. La scelta della stazione di servizio è importante: qualche centesimo di differenza fra un distributore e l’altro si traduce, a conti fatti, in diversi euro risparmiati. Con le App che rilevano i prezzi dei distributori di carburante (“Benzina comparatore di prezzi”, “Distributori metano, GPL e colonnine by Ecomotori”, “Drivvo”, “Fuelio”, “Prezzi benzina”, “ViaMichelin” e “Waze”, per citare solamente alcuni degli strumenti multimediali compatibili con Apple CarPlay e Android Auto) è possibile avere sempre a portata di mano i prezzi dei distributori lungo il percorso, in modo da potere scegliere le stazioni di servizio più convenienti;
  • Guidare con il piedino leggero. “Gentilmente, senza strappi al motore”: così consigliava, nel celebre brano “Sì, Viaggiare” (ma guarda un po’!…), quel “Gran genio” dell’amico di Mogol-Battisti. Ecco: questa è un’indicazione d’oro per ridurre il consumo di carburante e non sottoporre motore e trasmissione a sforzi inutili nonché dannosi per il portafoglio. La guida del camper, proprio perché si tratta di un veicolo provvisto di una notevole massa, dev’essere quanto più fluida possibile. Niente accelerate violente, né frenate improvvise: la guida dev’essere prudente, “morbida” e costante. Come se fra il piede del conducente e il pedale ci sia un uovo. In effetti, guidare con attenzione e massimo rispetto del mezzo (e soprattutto dei passeggeri!) è la filosofia-base della vacanza ricreazionale: “no” assoluto alla fretta, e godersi il viaggio il più possibile. Anche questo, a conti fatti, si traduce in diversi euro risparmiati su ogni “pieno”;
  • Attenzione ai pesi. Scegliere un camper “leggero”, se non si hanno particolari esigenze e non si devono trasportare molte attrezzature, è importante per l’ottimizzazione dei consumi. Prima di partire per le vacanze, bisogna valutare con cura cosa si porterà, quali oggetti, gli indumenti, le stoviglie, eventuali biciclette o motorini o il rimorchio. È importante tenere presente che il peso in più fa aumentare lo sforzo degli organi meccanici, e peggiora i consumi. Lo stesso vale per il serbatoio dell’acqua: non serve che sia riempito completamente, tanto più se si sa che una volta a destinazione si potrà compensare la mancanza di acqua. Se possibile, è meglio evitare di caricare oggetti sopra il camper, proprio per non pregiudicarne la resistenza all’avanzamento;
  • Scegliere un tragitto “economico”. Tenuto conto del fatto che le alte velocità non sono fatte per i camper, e che si è in vacanza quindi è bello approfittare di ogni istante del viaggio, può essere consigliabile scegliere percorsi extraurbani che non implichino per forza tragitti in autostrada. Se si guida con prudenza, in maniera costante e “calibrata”, le strade statali fanno al caso del camperista. Tanto più che in questi casi, la funzione di riciclo dell’aria condizionata permette un piccolo risparmio di carburante. Inoltre, le strade extraurbane, soprattutto quelle con scarso traffico, permettono di viaggiare (magari nelle ore meno calde della giornata) facendo a meno del condizionatore acceso;
  • Valutare diverse offerte, anche all’estero, prima di noleggiare il camper. I portali online delle aziende di noleggio camper aiutano la scelta: una attenta comparazione fra i vari prezzi, in relazione alle proprie esigenze dunque considerato il tipo di veicolo più adatto, è fondamentale. Se si prevede di viaggiare oltre i confini nazionali, la scelta di noleggiare il camper all’estero può rivelarsi conveniente: sia per il ventaglio di offerte ancora più ampie (una rapida ricerca sul Web permette di avere già un’idea di massima), e per il fatto che in molti Paesi il prezzo dei carburanti è inferiore rispetto all’Italia. Secondo le più recenti rilevazioni (riportiamo le medie dei prezzi di benzina, gasolio e GPL aggiornate a lunedì 25 luglio 2022), la spesa per il “pieno” di carburante è, rispetto all’Italia, inferiore in Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Ungheria, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Portogallo, Romania, Serbia, Spagna. Chi prevede di affrontare un lungo viaggio all’estero, magari in uno dei Paesi con il costo del carburante più basso che in Italia, può tenere conto della possibilità di noleggiare il camper sul posto (c’è tuttavia da aggiungere la spesa del trasferimento verso il luogo di presa in consegna del veicolo).

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