Usura pneumatici: come si controlla e quando cambiarli

Francesco Giorgi
04 Marzo 2022
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Le gomme sono gli unici elementi che collegano il veicolo alla strada: per questo è di importanza fondamentale saperne “leggere” le condizioni e capire quando è arrivato il momento di cambiarle.

Circolare alla guida di un veicolo che presenta pneumatici in condizioni non più “fresche” costituisce un potenziale pericolo per la propria e – soprattutto – altrui incolumità. In effetti, un costante controllo alle condizioni delle gomme del proprio mezzo è un suggerimento al buon senso del singolo, e per di più è previsto dal Codice della Strada, che punisce con sanzioni (amministrative ed accessorie) apposite, come vedremo, chiunque venga “pizzicato”, nei normali controlli, a circolare con pneumatici eccessivamente consumati.

In questa guida analizziamo uno degli argomenti di primo piano alla “voce” della sicurezza stradale: l’usura degli pneumatici, intesa nel corretto utilizzo delle gomme così come – al contrario – nell’errata manutenzione degli pneumatici stessi e del veicolo. Ci focalizziamo anche sugli articoli del CdS e individuiamo i consigli su come riconoscere un tipo di consumo regolare o irregolare degli pneumatici.

Cambio gomme: tutto quello che c’è da sapere

Gomme lisce e sanzioni: cosa dice il Codice della Strada

La norma che disciplina il corretto stato di uso degli pneumatici è l’art. 79 CdS (“Efficienza dei veicoli e loro rimorchi in circolazione”). In particolare, il comma 1 indica espressamente quanto segue:

“I veicoli a motore ed i loro rimorchi durante la circolazione devono essere tenuti in condizioni di massima efficienza, comunque tale da garantire la sicurezza e da contenere il rumore e l’inquinamento”.

I limiti di cui sopra vengono espressi nel successivo comma 2, in cui il legislatore si riferisce al regolamento che contiene “Le prescrizioni tecniche relative alle caratteristiche funzionali ed a quelle dei dispositivi di equipaggiamento cui devono corrispondere i veicoli, particolarmente per quanto riguarda i pneumatici e i sistemi equivalenti, la frenatura, i dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione, la limitazione della rumorosità e delle emissioni inquinanti”.

Gli pneumatici vengono dunque manifestamente indicati. Ed ecco, di conseguenza, le sanzioni relative di cui al comma 3:

Chiunque circola con un veicolo che presenti alterazioni nelle caratteristiche costruttive e funzionali prescritte, ovvero circola con i dispositivi di cui all’art. 72 non funzionanti o non regolarmente installati, ovvero circola con i dispositivi di cui all’articolo 80, comma 1, del presente codice e all’articolo 238 del regolamento non funzionanti. L’ammontare della sanzione amministrativa varia da un minimo di 87 euro ad un massimo di 344 euro.

Battistrada: spessore e consumo

Relativamente alle “prescrizioni tecniche”, il CdS fa riferimento all’art. 237 del Regolamento: nel caso dei sistemi ruota e pneumatici, stabilisce che essi devono presentarsi in “Perfetta efficienza, privi di lesioni che possono compromettere la sicurezza. Il battistrada, ove previsto, dovrà avere il disegno a rilievo ben visibile su tutta la sua larghezza e su tutta la sua circonferenza”.

Il Codice precisa, a questo proposito, le misure minime di spessore del battistrada: “La profondità degli intagli principali del battistrada – indica il regolamento, specificando inoltre che per “intagli principali” si intendono le scanalature più larghe situate nella zona centrale del battistrada che ricopre all’incirca i tre quarti della superficie dello stesso – dovrà essere di almeno 1,60 mm per gli autoveicoli, i filoveicoli e rimorchi, di almeno 1,00 mm per i motoveicoli e di almeno 0,50 mm per i ciclomotori”.

Va tenuto presente che più lo spessore del battistrada si assottiglia, minore sarà la tenuta sul bagnato o in caso di aquaplaning: il limite di 1,6 mm stabilito dal CdS diminuisce del 60% l’aderenza sul bagnato della gomma rispetto ad uno pneumatico corrispondente ma nuovo.

 

I costi del cambio gomme

Occhio ai punti sulla patente!

La sanzione non è solamente amministrativa, ma comporta anche delle sanzioni accessorie. L’art. 175 del Codice della Strada (“Condizioni e limitazioni della circolazione su autostrade e strade extraurbane principali”) vieta la circolazione a tutti i veicoli che, per condizioni di uso, equipaggiamento e gommatura, “Possano costituire un pericolo per la circolazione”.

In caso di violazione, si incorre anche nella decurtazione di 2 punti dalla propria patente di guida. I punti in meno diventano 3 per chi non rispetta le disposizioni dell’art. 192 CdS che conferiscono all’agente accertatore la facoltà di impedire il proseguimento della marcia ai conducenti di veicoli che presentino “Difetti od irregolarità ai dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione o agli pneumatici” tali da “Determinare grave pericolo per la propria e altrui sicurezza, tenuto anche conto delle condizioni atmosferiche o della strada”.

Punti patente: quanti sono, controllo saldo e recupero

Cos’è uno pneumatico usurato

Tecnicamente, quando la struttura della gomma presenta dei danni che rendono l’elemento non più adatto a poter essere ulteriormente utilizzato. Oppure in caso di deterioramento per anzianità della gomma, tale da sconsigliare di poterne usufruire in seguito. O, ancora, se il battistrada (anche soltanto una parte di esso) ha raggiunto, o peggio superato, lo spessore minimo consentito dalla legge (1,6 mm).

Tutte queste condizioni indicano che è arrivato il momento di provvedere al più presto la sostituzione degli pneumatici (le gomme vanno sempre cambiate “in coppia”, ovvero entrambe quelle di un assale).

A maggior ragione nei casi più gravi: elementi della gomma che si staccano, battistrada che inizia a manifestare segni di scollamento, deformazione del cordino (l’elemento attraverso il quale lo pneumatico “abbraccia” il cerchio) o sua fuoriuscita, screpolature sulla spalla o nel battistrada, bruciature o macchie, deformazioni e/o rigonfiamenti.

Tipologie di usura degli pneumatici

In linea generale, il consumo del battistrada può riferirsi a sei differenti condizioni:

  • Usura normale, si presenta con un omogeneo consumo dei tasselli del battistrada, lungo l’intera circonferenza della gomma e per tutta la sua larghezza;
  • Usura asimmetrica, causata soprattutto da cause che riguardano le sospensioni oppure un non corretto allineamento delle ruote;
  • Usura della spalla, che può determinarsi da una insufficiente pressione dello pneumatico oppure dall’avere affrontato le curve a velocità elevata;
  • Usura centrale, provocata da una eccessiva pressione di gonfiaggio oppure da uno stile di guida “aggressivo”;
  • Usura “a chiazze”, riconoscibile per il maggiore consumo di una parte del battistrada: questo avviene, ad esempio, come conseguenza di frenate violente oppure da una errata equilibratura della gomma o, ancora, da una scorretta geometria della vettura;
  • Usura “a dente di sega”, nella quale i bordi di uscita dei tasselli battistrada risultano più consumati rispetto ai bordi di attacco. Anche in questo caso, all’origine di questo fenomeno può esserci un’errata pressione di gonfiaggio, oppure condizioni di sovraccarico, problemi alle sospensioni della vettura o delle geometrie, così come uno stile di guida aggressivo.

Come curare gli pneumatici

Da quanto esposto finora, è chiaro che il consumo delle gomme (estive, invernali, 4 Stagioni) dipende da vari fattori che riguardano il conducente:

  • Stile di guida;
  • Controlli più o meno frequenti;
  • Attenzione alle indicazioni di carico riportate sulla carta di circolazione;
  • Rispetto delle corrette condizioni del veicolo.

Per poter contare su pneumatici in buono stato, e dunque sicuri, è sufficiente attenersi ad alcune regole-base:

  • Rispettare sempre la corretta pressione delle gomme;
  • Evitare il sovraccarico del veicolo;
  • Tenere presenti le principali condizioni di impiego: città, autostrada, percorsi lunghi o brevi, più rettilinei oppure con maggiore presenza di curve;
  • Mantenere uno stile di guida attento: evitare di prendere le curve “in velocità”, non effettuare frenate né accelerazioni brusche;
  • Dopo un urto contro un ostacolo, controllare sempre lo stato in cui si presentano le gomme e le geometrie della vettura: convergenza, efficacia delle sospensioni, organi di sterzo.

Quando sostituire gli pneumatici

Relativamente ai tempi di sostituzione delle gomme, una risposta unica – cioè che sia in grado cioè di venire incontro a tutte le esigenze – non c’è. In linea generale, e ovviamente in base alle prescrizioni del Codice della Strada che richiedono 1,6 mm almeno di battistrada (al di sotto di tale limite, è sempre obbligatorio provvedere a dotarsi di un nuovo treno di pneumatici), È meglio, in ogni caso, provvedere anche prima di arrivare a questa soglia di consumo: quando cioè lo spessore del battistrada è inferiore a 3 mm (gomme estive) e 4 mm (gomme invernali o quattro stagioni).

Arriva la nuova etichettatura pneumatici 2021

La “spia” che ti avvisa quando sostituire le gomme

Molti pneumatici dispongono di un indicatore di usura, collocato appunto ai livelli indicati, oltrepassato il quale è bene procedere alla sostituzione dello pneumatico molto consumato. Per questo, un costante controllo alle condizioni della gommatura della propria auto riveste una importanza essenziale: si può dire che le tempistiche di cambio gomme siano soggettive, e in ogni caso legate a vari fattori: dall’anzianità degli pneumatici – che è possibile controllare attraverso una stampigliatura presente sulla spalla di ciascuna gomma – al tipo di fondo stradale maggiormente impegnato.

Gli pneumatici invernali si consumano di più

Attenzione, poi, alla durata degli pneumatici invernali: essa è, in genere, stimabile almeno in un -15% rispetto a quella degli pneumatici estivi, per via delle differenti mescole; e un’ulteriore diminuzione si verifica se le gomme invernali vengono abitualmente utilizzate oltre la stagione fredda.

Nuova etichettatura europea pneumatici 2021

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