Battistrada pneumatici auto e moto: come si misura?

Francesco Giorgi
19 Giugno 2022
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Lo spessore del battistrada nelle gomme auto e moto è di estrema importanza: gli accorgimenti da adottare per verificarne le condizioni.

La profondità del battistrada costituisce il primo importante elemento utile a determinare il grado di sicurezza offerto dagli pneumatici. Le scanalature sono fondamentali perché influiscono sul mantenimento della tenuta del veicolo e sugli spazi di frenata. Se l’usura del battistrada è eccessiva, il veicolo diventa meno controllabile in caso di pioggia, gli spazi di frenata si allungano e aumenta il rischio di aquaplaning, con conseguente maggiore possibilità di provocare un incidente stradale.

In questa guida analizziamo i metodi di misurazione della profondità del battistrada su auto e moto, qual è lo spessore minimo per legge e quando è meglio sostituire le gomme, quali sono i pericoli in caso di battistrada consumato più del normale e quali differenze ci sono fra il battistrada degli pneumatici per auto e quelli per moto. Tutte questioni di primo piano, anche in previsione delle imminenti vacanze estive 2022.

Cos’è il battistrada?

Il battistrada è la parte dello pneumatico che entra a contatto diretto con la strada. Per questo, si compone di una serie di scanalature, che servono a raccogliere l’acqua sull’asfalto e ad inviarla nuovamente sulla strada. In questo modo si mantiene la superficie di contatto “in presa” con il fondo stradale e e il conducente ha il pieno controllo del veicolo. Gli pneumatici lisci costituiscono dunque un serio pericolo per la sicurezza propria e (soprattutto) altrui, in special modo nella guida sul bagnato o sulla neve.

Fattori che influiscono sulla profondità del battistrada

L’usura degli pneumatici per auto e moto dipende da vari elementi che riguardano il conducente:

  • Stile di guida;
  • Controlli più o meno frequenti;
  • Attenzione alle indicazioni di carico riportate sulla carta di circolazione;
  • Rispetto delle corrette condizioni del veicolo.

Per mantenere gli pneumatici in buono stato e quindi adeguatamente sicuri, è bene attenersi ad alcune regole base:

  • Rispettare sempre la corretta pressione delle gomme;
  • Evitare il sovraccarico del veicolo;
  • Tenere presenti le principali condizioni di impiego: città, autostrada, percorsi lunghi o brevi, più rettilinei oppure con maggiore presenza di curve;
  • Mantenere uno stile di guida attento: evitare di prendere le curve “in velocità”, non effettuare frenate né accelerazioni brusche;
  • Dopo un urto contro un ostacolo, controllare sempre lo stato in cui si presentano le gomme e le geometrie della vettura: convergenza, efficacia delle sospensioni, organi di sterzo.

Come misurare il battistrada degli pneumatici delle auto e delle moto?

Il battistrada degli pneumatici nuovi di fabbrica possiede uno spessore medio fino a 8 mm. La profondità del battistrada può essere osservata tramite gli indicatori di usura (TWI-Tread Wear Indicator): tasselli collocati in posizione trasversale nelle scanalature longitudinali che scorrono sulla circonferenza della gomma. Nella maggior parte degli pneumatici, gli indicatori di usura vengono evidenziati da una freccia (o una goccia d’acqua; o ancora, nel caso degli pneumatici invernali, con un fiocco di neve). Ad ogni simbolo corrisponde l’indicazione “TWI” che segnala il punto esatto in cui è possibile “leggere” la profondità del battistrada. Se gli indicatori di usura sono “a filo” del battistrada residuo e la sua base è visibile, bisogna provvedere al più presto alla sostituzione delle gomme (che vanno cambiate in coppia per ogni assale della vettura).

Misurare la profondità del battistrada degli pneumatici

Per conoscere quanto sono profonde le scanalature presenti nel battistrada delle gomme di auto e moto, esistono due metodi: uno strumentale, e un altro più empirico ma altrettanto valido.

  • Calibro. È sufficiente inserire la barra centrale all’interno della scanalatura, per una facile e istantanea lettura della profondità del battistrada. Se non si dispone di un calibro, va bene anche un righello sottile;
  • La moneta. Una moneta da 1 euro o da 2 euro, inserita nelle scanalature centrali dello pneumatico (facendo attenzione a misurare la profondità del battistrada in più punti!), serve egregiamente a conoscere lo spessore del battistrada. La corona esterna, in effetti, misura l’esatto valore “di sicurezza” degli intagli. Se la corona esterna della moneta (che misura 3 mm) non “scompare” nel battistrada, è segno che l’usura è inferiore a 3 mm, quindi bisogna considerare il cambio gomme.

Lo spessore minimo: cosa dice la legge?

Il Codice della Strada prescrive una profondità minima di 1,6 mm per il battistrada degli pneumatici destinati alle autovetture, di 1 mm nel caso degli pneumatici destinati ai motocicli e almeno 0,50 mm per gli pneumatici che equipaggiano i ciclomotori:

Sia le ruote che i pneumatici, o sistemi equivalenti, montati sugli autoveicoli, motoveicoli, ciclomotori, rimorchi e filoveicoli devono essere in perfetta efficienza, privi di lesioni che possano compromettere la sicurezza. Il battistrada, ove previsto, dovrà avere il disegno a rilievo ben visibile su tutta la sua larghezza e su tutta la sua circonferenza; la profondità degli intagli principali del battistrada dovrà essere di almeno 1,60 mm per gli autoveicoli, i filoveicoli e rimorchi, di almeno 1,00 mm per i motoveicoli e di almeno 0,50 mm per i ciclomotori. Per intagli principali si intendono gli intagli larghi situati nella zona centrale del battistrada che copre all’incirca i tre quarti della superficie dello stesso.

Sanzioni e punti patente in meno per chi circola con le gomme lisce

Le profondità del battistrada indicate dal CdS sono misure-limite, al di sotto delle quali si è in contravvenzione: la sanzione amministrativa va da 87 euro a 344 euro. In più, si prevede la decurtazione di alcuni punti patente:

  • 2 punti patente (art. 175 CdS che dispone sulle “Condizioni e limitazioni della circolazione su autostrade e strade extraurbane principali” e vieta la circolazione a tutti i veicoli che, per condizioni di uso, equipaggiamento e gommatura, “Possano costituire un pericolo per la circolazione”);
  • 3 punti patente (art. 192 CdS che dispone la facoltà agli organi accertatori di impedire proseguimento della marcia ai conducenti di veicoli che presentino “Difetti od irregolarità ai dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione o agli pneumatici” tali da “Determinare grave pericolo per la propria e altrui sicurezza, tenuto anche conto delle condizioni atmosferiche o della strada”).

Per evidenti motivi di sicurezza, è meglio non aspettare che il battistrada raggiunga questi limiti, e provvedere prima (quando la profondità è di 2-3 mm) a sostituire gli pneumatici di ciascun assale.

Battistrada usurato: quali rischi?

In effetti, più lo spessore del battistrada si assottiglia, minore sarà la tenuta sul bagnato: il limite di 1,6 mm e 1 mm stabilito dal CdS diminuisce del 60% l’aderenza sul bagnato della gomma rispetto ad uno pneumatico corrispondente ma nuovo.

Le conseguenze del battistrada eccessivamente consumato possono essere molto gravi: l’aquaplaning, ad esempio. Il fenomeno di “galleggiamento sull’acqua” avviene nel caso in cui il battistrada non dispone di un’adeguata profondità dei solchi tale da mantenere il contatto fra superficie della gomma e fondo stradale. Per legge fisica, viene a formarsi un “cuscino d’acqua”, che annulla l’aderenza fra pneumatico e asfalto, il veicolo scivola e il conducente non ha più il minimo controllo. L’incidente è pressoché inevitabile.

Battistrada pneumatici auto e moto: quali differenze?

In linea di massima, e in riferimento alle necessità di sicurezza, non ci sono differenze nelle funzioni del battistrada fra le gomme per autovetture (o autoveicoli in senso più ampio) e quelle per motocicli e ciclomotori. L’obiettivo è lo stesso: garantire la migliore aderenza al fondo stradale. Per questo, è importante tenere sempre sotto controllo la profondità del battistrada, insieme alle condizioni generali delle gomme e alla corretta pressione di gonfiaggio.

Nuova etichettatura europea pneumatici 2021

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